Dal Programma del 2011: “…Il MoVimento 5 Stelle si ispira invece al principio della Democrazia Diretta e Partecipativa, intendendo con questa definizione un metodo decisionale di stampo orizzontale che pone il timone, sempre, nelle mani della cittadinanza TUTTA e non in quelle dei sui pochi dipendenti/rappresentanti/amministratori …”

http://m5snapoli.wikidot.com/sovranita


BILANCIO

PREMESSA

Il lavoro sul bilancio del Comune di Napoli è iniziato dalla considerazione, condivisa nell’assemblea degli attivisti, che riportare in equilibrio i conti è la condizione necessaria per dare concreta attuazione al programma del Movimento 5 stelle per la città. Questa convinzione non si basa solo sulla valutazione contabile delle risorse effettivamente disponibili, ma ancor prima su di una riflessione politica. Infatti, il programma del M5S contiene una serie di proposte che, se realizzate, saranno in grado di modificare in profondità la vita sociale, economica e politica della nostra città. Proprio questa carica fortemente innovativa sarà ostacolata da tutti quegli interessi che, invece, hanno frenato e continueranno ad ostacolare l’evoluzione positiva di Napoli. Si è quindi affermata la consapevolezza che “rimettere sulle proprie gambe” il Comune è il modo migliore per far cessare quei condizionamenti che mirano ad impedire il cambiamento. Nell’elaborare questo documento di sintesi del lavoro compiuto dal tavolo bilancio, è sembrato opportuno dividerlo in due parti. Una prima, dedicata all’analisi della situazione, una seconda alle proposte.

ANALISI

L’analisi deve necessariamente tenere conto dal piano di riequilibrio, cui il Comune di Napoli (in cd. predissesto) deve attenersi e su cui si sono espresse le Sezioni Riunite della Corte dei Conti con la sentenza n. 34/2014, nonché dei dati elaborati nell’ultimo bilancio consuntivo (2014). Si è quindi proceduto ad elaborare una Relazione illustrativa della situazione. (file: CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO 13-11-2015 )

PROPOSTE

  1. Dall’analisi dei dati di bilancio è emerso un problema strutturale relativo alla “incapacità” di riscossione del Comune. E’ quindi necessario intervenire sulle cause, a cominciare dall’aggiornamento delle banche dati, cui in modo colpevole non si è ancora provveduto. Sarà necessaria anche una verifica dei gestori che si occupano dell’accertamento.
  2. Procedere ad una riforma della pianta organica del Comune, preceduta da una verifica delle necessità di personale, a cominciare dalle figure dirigenziali.
  3. Intraprendere una seria lotta agli sprechi di denaro dei cittadini, attraverso una razionalizzazione delle società partecipate con il loro accorpamento, in modo da eliminare le diseconomie con un più efficiente utilizzo delle risorse e una riduzione dei consigli di amministrazione.
  4. La lotta agli sprechi dovrà svilupparsi anche attraverso una verifica della gestione del patrimonio immobiliare del Comune, a cominciare dagli affitti attivi e passivi. In parti-colare, prima di giustificare la locazione di immobili privati da parte del Comune, occorrerà accertare la indisponibilità del patrimonio immobiliare comunale. Sarà anche necessario verificare la eventuale locazione agevolata di immobili comunali a partiti e associazioni.
  5. L’esame dei dati ha anche evidenziato un preoccupante aumento dei debiti fuori bilancio. In particolare colpisce l’incidenza dei risarcimenti dovuti per il cattivo stato delle strade. In tale contesto, occorrerà uscire dalla logica dell’emergenza e programmare un piano di manutenzione; per essere efficace, è necessario che i collaudi tornino ad essere seri. Le opere pubbliche, infatti, devono essere fatte per durare e non per deteriorarsi rapidamente generando la necessità di nuova spesa. Occorre affermare il principio culturale che i fondi pubblici sono denaro dei cittadini e ricostruire il rapporto di fiducia tra amministrazione e cittadini, il Comune deve dimostrare prima di tutto rispetto per l’uso del denaro, che deriva dalla imposizione fiscale dei napoletani.
  6. Altra fonte di preoccupazione sono i derivati sottoscritti dal Comune e che lo espongono a rischi finanziari gravissimi sino al 2035. Occorrerà procedere ad una loro ricontrattazione e alla loro estinzione quanto prima possibile.
  7. L’uso della leva fiscale dovrà essere anche indirizzata a premiare comportamenti virtuosi. In particolare, per incentivare la raccolta differenziata, ma anche per forme di collaborazione con i cittadini per iniziative che migliorino il decoro urbano.
  8. Per favorire l’economia locale si promuoverà lo SCEC nell’economia del Comune.
  9. Dall’analisi compiuta è anche emerso che il Comune di Napoli è organizzato su di un modello tecnico-amministrativo chiuso su stesso ed autoreferenziato, arrivando addirittura a darsi circa 60 milioni di euro di premi integrativi allo stipendio, nonostante le notevoli inefficienze evidenziate. Occorre quindi procedere ad una revisione dei criteri e delle modalità di attribuzione dei premi integrativi.

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Lucio De Notaris, 2015/12/15 14:56

Ciao, prenderei in considerazione l'idea di Bilancio Partecipativo, si mette a disposizione una piccola parte del bilancio comunale (es. 2%) o budget predeterminato e si permette ai cittadini di presentare progetti da cui poi loro stessi (dopo un percorso di conoscenza) sceglieranno i meritevoli di finanziamento con pubbliche consultazioni. Sono sicuro che l'hanno fatto a Desio (http://partecipa.comune.desio.mb.it/­) ma credo che anche in provincia di napoli si sia mosso qualcosa. Smentitemi se il comune di Napoli ha già attivato qualche iniziativa in tal senso. A Milano è stata una battaglia del M5S: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2013/10/comune-di-milano-passa-la-mozione-sul-bilancio-partecipativo.html, ma un po ovunque si sta promuovendo http://www.sicilia5stelle.it/2015/02/m5s-via-al-bilancio-partecipativo-nei-comuni-ddl-allars-per-dare-nuovi-spazi-ai-cittadini-nelle-istituzioni/

Saluti Lucio

stefania_verusio, 2015/12/17 10:28

Grazie Lucio per il suggerimento. Come si puo' evincere dai resoconti di dettaglio, inoltre, sono state discusse alcune proposte relative al PATRIMONIO e alle PARTECIPATE. PATRIMONIO: Procedere al censimento del patrimonio immobiliare comunale accertandone il numero ed il valore. Verificare se i dati indicati nel Bilancio comunale sono corretti ed adeguati alle stime. Verificare quali sono gli immobili abbandonati, in quali casi non si riesce (o non si vuole) riscuotere gli affitti. Dare la disponibilità degli Immobili di proprietà del Comune a persone e coloro che vogliono creare un’attività virtuosa sul territorio,es. vendita di prodotti senza imballaggi, oppure per es. negozi comunali che ricevono materia (rifiuti) e la pagano ai cittadini, conferendola a enti

PARTECIPATE In quest’ambito, occorre comprendere il funzionamento e le attività delle 14 Aziende Municipalizzate/Partecipate e valutare se è possibile raggrupparle in un’unica Municipalizzata, in modo da ridurre i 14 consigli di amministrazione ad uno solo. abbiamo parlato del bilancio di ASIA; dai dati ASIA sul personale si ricava che ci sono circa 15% di quadri. L’eta’ media di impiegati e operai è molto elevata, e questo rende critico l’affidamento delle mansioni con compiti piu’ pesanti fisicamente. Gli investimenti in formazione del personale e le incentivazioni sono troppo bassi . Si puo’ ipotizzare un incentivo dei prepensionamenti o una forte riconversione ? A fronte di bassi investimenti per il personale ci potrebbero poi essere dei costi per strutture non utilizzate; va verficato il costo della sede di Agnano che pare sia in affitto con un costo mensile molto alto. Fare un controllo sul patrimonio delle altre partecipate.

giuseppelavenuta, 2015/12/17 14:31

Sempre in materia di PARTECIPATE, il 21 novembre il tavolo ha anche discusso dell'ANM, il cui deficit per il 2014 ammonta a circa 18 MLN di euro, con circa 218 MLN di costi per i servizi e circa 200 MLN di incassi. La previsione per il deficit di ANM è di peggioramento. L’accorpamento con Metronapoli dovrebbe però portare ad una riduzione/ottimizzazione degli uffici e del personale. Si è quindi approfondita l'analisi sul personale dipendente di questa municipalizzata. E' emerso che il costo per dipendenti si aggira intorno ai 124 MLN annui, per un numero di circa 2800 unità. Il costo medio annuo per dipendente è di circa 40mila euro. E' stata anche evidenziata l'età media avanzata del personale. Da approfondire ulteriormente il dato sull’assenteismo (non per ferie) e il controllo sul patrimonio.

Vincenzo Presutto, 2015/12/18 15:07

Due altre possibili proposte valutabili rispetto al tema del bilancio del Comune di Napoli potrebbero essere: 1) La predisposizione del bilancio preventivo al 31/12/anno, che pur rispondendo ad un preciso obbligo normativo viene però derogato ogni anno da leggi dello Stato, per far fronte a ritardi prodotti dal Governo (vedi approvazione della legge di stabilità). Il bilancio di previsione è uno strumento di pianificazione economica e di programmazione che serve a stabilire l'entità, la natura e la destinazione della spesa che il Comune potrà sostenere nell'arco dell'anno e le relative modalità di finanziamento. L'attività avrebbe carattere sperimentale ma sarebbe certamente più vincolante rispetto alla programmazione in relazione ad un bilancio di previsione approvato invece a metà dell'anno interessato (quindi con una carattere previsionale e vincolante decisamente ridotto). 2) Predisposizione del Bilancio preventivo con la partecipazione dei cittadini, in modo da coinvolgerli anche sulla ripartizione delle risorse finanziarie da destinare alle spese in conto capitale (gli investimenti) e cosi ripartite: 1- Amministrazione, gestione e controllo 2- Giustizia 3 - Polizia Municipale 4 - Istruzione Pubblica 5 - Cultura e beni culturali 6 - Settore sportivo e ricreativo 7 - Turismo 8 - Viabilità e trasporti 9 - Gestione del territorio e dell'ambiente 10 - Settore Sociale 11 - Sviluppo Economico 12 - Servizi Produttivi

In questo modo i cittadini potrebbero decidere attivamente l'orientamento strategico del Comune di Napoli in prospettiva.

Luca Capriello, 2015/12/28 19:10

RELATIVAMENTE AL PATRIMONIO COMUNALE:

1) ricostruire/censire l’intero patrimonio immobiliare con criteri ed informazioni più precise e di dettaglio. Ad oggi, esistendo unicamente un elenco contenuto in un foglio excel, non è possibile, immediatamente e con un ‘semplice click’, avere tutte le informazioni delle unità immobiliari (è stato suggerito di applicare i criteri e le metodologie proprie delle agenzie immobiliari: foto, planimetrie, caratteristiche ect. ect.);

2) Rivedere i canoni degli immobili (locazioni attive) per evitare ingiustificati trattamenti di favore a cittadini che ‘solo sulla carta’ risultano incapienti e/o nullatenenti. Sul punto, inoltre, è emersa la necessità di tenere in debito conto anche il profilo ‘sociale’ dell’intera vicenda. L’ormai lunghissima e sfiancante congiuntura economica negativa ha prostrato una larghissima fascia della popolazione, rendendo difficoltosi (se non addirittura proibitivi) i pagamenti di canoni anche in teoria molto bassi. Si è proposto, sul punto, di introdurre nel programma il c.d. baratto amministrativo, inteso come ‘controprestazione’ finalizzata ad opere di manutenzione, recupero e valorizzazione dell’immobile occupato secondo le proprie attitudini, professionalità e competenze;

3) Rivedere/riorganizzare l’intero comparto dei c.d. fitti passivi (immobili locati al Comune) per ‘asciugare’ gli inutili sprechi di danaro pubblico. Sul punto, si è osservato che uno dei criteri di riordino potrebbe essere quello che tenda a concentrare in complessi immobiliari unici o contigui gli uffici comunali per favorire l’ottimizzazione dei servizi di competenza comunale;

4) Valorizzare nel complesso l’immenso patrimonio comunale, anche attraverso l’affidamento di specifici immobili a forme associative d’impresa senza scopo di lucro (preferibilmente se composte da giovani), stimolando la realizzazione di attività latu sensu sociali, oppure l’affidamento di specifiche unità immobiliari, con canoni agevolati, a starup innovative (preferibilmente se composte da giovani). Sul punto, complice anche in questo caso la negativa e duratura congiunta economica, si è esclusa la vendita del patrimonio immobiliare (fatta salva quella parte di patrimonio già ‘impegnata’). E’ emersa, inoltre, una sorta ‘opzione ideologica’ (id est: una convinzione che prescinde dal crollo del mercato immobiliare con la conseguente ‘svendita’ del patrimonio) ostativa alla vendita del patrimonio, interamente riconducibile al rispetto dei sacrifici compiuti dalle precedenti generazioni di napoletani che attraverso la fiscalità generale hanno consentito nel tempo l’acquisto delle unità immobiliari, ormai patrimonio di tutti;

5) Rivedere la gestione della Napoli servizi s.p.a. in generale e sotto lo specifico profilo relativo alla gestione del patrimonio, efficientandone l'operatività.

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