PROGRAMMA PER LA CITTÀ DI NAPOLI MOVIMENTO 5 STELLE


PREMESSA

La città va pensata come un ecosistema all'interno del quale tutti gli esseri viventi sono in scambio tra di loro cioè sono in RELAZIONE, per questo dobbiamo pensare a Napoli come il luogo nel quale si esprimono le NOSTRE RELAZIONI e averne Cura è il compito di chi la governa.

Avere cura vuol dire dare attenzione alle PERSONE e a tutti gli esseri viventi che la abitano, dando attenzione agli spazi, ai diritti, all’identità, alla sacralità della Vita dei suoi abitanti, di ogni singola Vita si esprima in questa Città.

NAPOLI è fatta di case, piazze, spiagge, parchi, vie, strade vicoli e mare, è la dimensione che ci circonda e va abitata con meraviglia, con serenità, senza paura, perché percepirsi sicuri è indispensabile nella vita dei cittadini e queste percezioni si costruisce non solo proteggendo i cittadini dalla violenza metropolitana ma anche con la messa in sicurezza delle abitazioni, delle scuole, dei posti di lavoro. SICURI per percorrere Napoli con facilità, perché così diventa territorio da vivere, terra pulita, terra di appartenenza da passeggiare a piedi, in bici, con auto a noleggio o taxi collettivi, nei tanti modi che esistono in tutte le città d’Europa e che fanno risparmiare il Comune. 

Una Città governata bene è una città che sa sviluppare comunità, dimostra rispetto e premia i suoi abitanti virtuosi  e fa rispettare le regole, una città che non ha periferie morte dove si accumulano vite sospese in luoghi brutti di abbandono, tavolo dei ricatti che trasformano ogni diritto in favore.

Napoli che sa sviluppare Comunità è una città inclusiva, città che accoglie tutte le diversità di genere e di cultura senza discriminazioni, è attenta ai bisogni delle persone fragili o in condizione di fragilità sapendo approfittare della ricchezza del suo patrimonio culturale alleandosi con altre Istituzioni come l’Università, per creare nuove opportunità di lavoro e servizi sapendo liberare energie dalla cultura e dalle giovani generazioni che sono la risorsa della nostra Città.

Tutto questo non è un sogno perché quando i cittadini vanno al governo ed entrano nelle Istituzioni hanno le mani libere per aprire “i registri dei conti”, non hanno interessi da rispettare se non i propri, possono fare i tagli agli sprechi e ai privilegi perché non hanno amici a cui restituire i favori.

Puoi DESIDERARE una città diversa ma non basta SI PUO’ FARE, poiché in altre città già avviene. 

Diamoci una possibilità!

1 IL TERRITORIO

Il Porto di Napoli rappresenta il primo datore di lavoro in Campania, con un fatturato annuale prodotto di circa 1 miliardo di euro, 5.000 lavoratori diretti e quasi 7.000 nell’indotto. Peccato che da fonte di lavoro si stia trasformando in fonte di disoccupazione.

Il Movimento 5 Stelle ha tenuto accesi i fari sul Porto di Napoli con l’intento di capire quali cause e dinamiche avessero determinato l’attuale crisi dello scalo portandolo praticamente alla paralisi.

Le 5 interrogazioni parlamentari presentate finora dal M5S, in poco più di un anno, mettono a fuoco una grave situazione relativa alla gestione delle principali attività istituzionali dell’Autorità Portuale di Napoli con ricadute negative sulle Concessioni Demaniali operative nella struttura. In pratica sono state evidenziate violazioni di ogni genere, da quelle alla Legge Costituzionale (processo di assunzione di parte del personale in Autorità Portuale) fino a quelle della Legge ordinaria (la 84/94) quasi del tutto disattesa.

A questo sfacelo si aggiunge il commissariamento della Presidenza della stessa Autorità Portuale che dura ormai da 3 anni. Inoltre il Piano Regolatore Portuale, che avrebbe dovuto ridisegnare gli spazi e la funzionalità del Porto di Napoli, è bloccato da circa 3 anni (coincidenza?).

Giusto sottolineare che il Piano Regolatore Portuale ha un punto forte nella delocalizzazione delle navi petroliere, chimichiere e gasiere dalle banchine, risposta necessaria e tardiva alla variante del Piano Regolatore Generale approvata nel 2004 dal Comune, che prevedeva la delocalizzazione dei depositi costieri di carburanti dalla zona orientale della città.

Il Piano Regolatore Portuale è bloccato da un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha sollevato 2 riserve alle quali l’ Autorità Portuale, nel frattempo commissariata, non ha ancora dato risposta.

Le domande sollevate nelle cinque interrogazioni finora presentate in Parlamento, sia alla Camera che al Senato, dai portavoce del Movimento 5 Stelle contengono i principi ispiratori del nostro programma rispetto al tema Porto di Napoli, che potrebbe essere cosi sintetizzato:

A) Rispettare la legge, costituzionale ed ordinaria, nella gestione delle attività portuali, condizione basilare che vale per Napoli come pure per qualsiasi altro porto Italiano.

B) Favorire tutti gli interventi utili a ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali e commerciali, del trasporto passeggeri e turistiche portuali, e dei servizi in genere offerti nello scalo, e specificamente:

  1. Elettrificazione delle banchine
  2. Realizzazione di un sistema fognario
  3. Impiego di fonti energetiche sostenibili
  4. Eliminazione dei depositi costieri di stoccaggio carburanti esistenti e divieto assoluto di installarne altri all’interno degli spazi portuali
  5. Riduzione dei rischi associati all’amianto laddove presente
  6. Favorire lo sviluppo della intermodalità in modo da far viaggiare le merci con sistemi di trasporto a minor impatto ambientale, spostando ad esempio il maggior numero di contenitori dalle navi direttamente sui treni e non sul trasporto stradale con l’utilizzo dei mezzi su gomma, che invece deve essere assolutamente ridotto

C) Nel rispetto dei principi ambientali, favorire le azioni di potenziamento dello scalo per consentire alla città di Napoli di continuare ad essere parte integrante ed attore principale dei traffici commerciali e turistici marittimi mondiali.

D) Favorire materialmente e culturalmente il riavvicinamento tra la Città, e quindi i cittadini, ed il Porto di Napoli, due entità finora divise solo per favorire interessi economici e politici di pochi. Questa condizione non è giustificabile e non è più sostenibile, quindi andranno previste ed attuate solo azioni politiche che avranno una missione ben precisa: “integrare il porto alla città di Napoli, in modo che i napoletani potranno considerarlo e viverlo nuovamente come Bene Comune”.

La zona orientale di Napoli è oggi un cimitero industriale. Sono dismesse quasi tutte le attività produttive un tempo presenti, restano, paradosso della sorte, solo quelle estremamente inquinanti quali la raffinazione dei petroli.

L’urbanizzazione è molto povera, l’area è caratterizzata da quartieri popolari, fatta eccezione per il solo centro direzionale e relative zone di espansione. Anche le zone un tempo ricche, con la presenza di ville e palazzi di pregio, oggi si presentano estremamente degradate. I fabbricati storici versano in condizioni precarie quando non sono addirittura oggetto di crolli.

L’affaccio al mare è negato. La storica spiaggia di Vigliena è inquinata, in primis dal porto. I depuratori non svolgono la loro funzione. Il fiume Sebeto è ormai sparito, trasformato in fogne che sversano i liquami in mare nei pressi del porto, quando non addirittura nel suo interno.

La presenza di vaste aree urbanizzabili fa gola ad investimenti di carattere speculativo e quindi Napoli Est sarà oggetto di cospicui finanziamenti che, nei prossimi anni, si concentreranno su diversi “grandi progetti” che oggi vedono la luce dopo una lunghissima gestazione. Il recupero e lo sviluppo sostenibile della zona orientale della città non può che passare attraverso la risoluzione delle principali criticità dell’area e il contestuale sfruttamento dei suoi punti di forza.

  1. Delocalizzazione delle raffinerie.
  2. Bonifica del SIN Napoli Est con particolare attenzione agli irrisolti problemi della falda inquinata.
  3. Recupero della conurbazione costiera e dei fabbricati storici presenti lungo la via Nazionale (Miglio d’Oro), dei centri storici di Barra e Ponticelli.
  4. Recupero della fascia costiera esterna al porto (spiaggia di Vigliena, Pietrarsa). Disinquinamento totale con obiettivo finale, una balneazione sicura per i residenti della zona.
  5. Recupero dei quartieri popolari, anche con interventi di edilizia sostitutiva, (Barra, San Giovanni, Ponticelli) con particolare attenzione ai rioni dove la legalità è un valore dimenticato (Taverna del Ferro, Rione Amicizia, ecc.),.
  6. Creazione di un grande parco verde, il Parco del Sebeto del Piano Regolatore.
  7. Rifunzionalizzazione del depuratore.
  8. Sviluppo del terziario, creazione di un polo della tecnologia finalizzato alla green economy, sinergico al neonato polo universitario, incentivazione della zona franca.
  9. Eliminazione delle barriere costituite dalle grandi arterie di trasporto con piccole infrastrutture ecocompatibili.
  10. Realizzazione dei parcheggi di interscambio con accesso diretto dal raccordo dall’autosole, potenziamento del trasporto pubblico verso il centro.

Bagnoli deriva dal termine latino “Balneolis”, che richiama la vocazione naturale del territorio caratterizzato da svariate sorgenti termali che nel 1800 vennero riscoperte ed impiegate nei numerosi stabilimenti termo-balneari che caratterizzarono il quartiere.

Grazie a queste risorse termali e balneari con annesse attività ricreative (oltre le attività artigianali indotte, alla agricoltura ed alla pesca), Bagnoli vantava una fervida economia e rappresentava una prestigiosa ed ambita zona di villeggiatura, come ancora è dimostrato dalle numerose villette in stile Liberty che, nonostante la successiva industrializzazione, continuano a raccontare la bellezza e il benessere socio-economico che caratterizzava Bagnoli fino ai primi anni del ‘900.

Successivamente, come è noto, la conversione industriale ha dato lavoro a circa 30.000 tra addetti e indotto, ha generato una mutazione della naturale vocazione del territorio, un cambiamento socio-economico e, purtroppo, anche un notevole inquinamento antropologico ed un degrado che a tutt’oggi i cittadini di Bagnoli sono ancora costretti a subire, nonostante la chiusura degli stabilimenti industriali Italsider, Cementir ed Eternit dal lontano 1992.

A distanza di 23 anni, tra fallimenti e mancate bonifiche e soldi sperperati e con processi ancora in corso, i cittadini, grazie anche all’attivismo del MoVimento 5 Stelle, hanno ricominciato a sperare in una rinascita socio-economica del loro quartiere. Si è sviluppato un lavoro congiunto tra i cittadini e attivisti del m5s “Laboratorio Bagnoli” che ha portato alla stesura delle seguenti proposte.

BONIFICA

rimozione colmata: qualsiasi operazione sulla colmata deve a sua volta essere preceduta da bonifica nell’area ex industriale con l’isolamento delle fonti di inquinamento secondo l’asse terra-mare. La rimozione della colmata è possibile, e deve precedere qualsiasi operazione su fondali e arenili; bonifica dei sedimenti marini dei fondali antistanti la colmata e gli altri fondali tra Coroglio e La Pietra. Senza dimenticare la bonifica dei terreni di Città della Scienza e dell’area Cementir.

STESURA DI UN PIANO DI EMERGENZA DELLA ZONA ROSSA DEI CAMPI FLEGREI

La Legge Regionale n. 21 del 10 dicembre 2003 Articolo 1 si applica ai comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico della pianificazione nazionale d’emergenza dell’area vesuviana del dipartimento della protezione civile – Prefettura di Napoli – osservatorio vesuviano. Articolo 2 1. Gli strumenti urbanistici generali ed attuativi dei comuni di cui all’articolo 1 non possono contenere disposizioni che consentono l’incremento dell’edificazione a scopo residenziale, mediante l’aumento dei volumi abitabili e dei carichi urbanistici derivanti dai pesi insediativi nei rispettivi territori. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietato alle amministrazioni competenti assumere provvedimenti di approvazione o di esecutività, previsti da disposizioni di legge vigenti in materia, degli strumenti attuativi dei piani regolatori generali dei comuni individuati all’articolo 1, comportanti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale. Bagnoli rientra nella zona rossa dei Campi Flegrei e di questo bisogna prenderne atto ed in vista di una riqualificazione del quartiere, è necessario che si provveda con priorità alla stesura di un serio piano di emergenza. Piano che deve comprendere le attività di prevenzione, quali le ristrutturazioni della statica degli edifici, a partire da quelli di pubblico interesse. La formazione dei cittadini, le prove d’evacuazione, attività legate alla situazione estrema di emergenza vulcanica, quali l’individuazione delle vie di fuga e dei punti di raccolta, la funzionalità degli enti e del personale addetto all’emergenza. Le vie di fuga vanno quindi individuate, ed individuate considerando i flussi di residenti verso i centri di raccolta, prima, e verso i Comuni gemellati per l’accoglienza, poi. Nella fase di individuazione va quindi anche valutata, oltre la fattibilità dell’esistente, anche la necessità di creare nuovi percorsi. Proprio l’abitato di Bagnoli necessita, per le sue peculiarità topografiche, di un ridisegno della viabilità in funzione di un’eventuale evacuazione della popolazione residente. Bisogna tener conto che Bagnoli è praticamente chiusa a nord e a sud da due linee ferroviarie: la tratta Campi Flegrei – Pozzuoli di RFI e la linea Cumana dell’ex SEPSA, ora EAV e, pertanto, risulta quantomeno necessario provvedere ad un piano di emergenza.

AUTONOMIA ENERGETICA

Bisogna investire in fonti rinnovabili, Bagnoli è ricca di sorgenti termali e pertanto è possibile l’innovativa fruizione delle risorse termali per il riscaldamento. Bisogna investire in energie rinnovabili in particolare bisogna provvedere alla sperimentazione di nuove tecniche di bioedilizia volta al risparmio energetico, con vetri fotovoltaici, cromogenici e fotocromici, utilizzo della geotermia a bassa entalpia (utilizzo del calore della terra senza estrazione, quindi non invasiva per l’ambiente), utilizzo della risorsa “Mare”, energia dal Mare.

TURISMO

Bagnoli deve essere inserita nel circuito turistico-culturale, a mezzo della valorizzazione del patrimonio archeologico presente, nei siti di Nisida, del Chiuppino, della Necropoli di Coroglio, la Grotta di Seiano, La Crypta Neapolitana, le antiche Terme di via Terracina “altezza RAI” sempre in via Terracina l’antico percorso Romano in basoli, ora incluso nel recinto Mostra-Zoo, l’antico tracciato dell’acquedotto del serino tranciato in due ed abbandonato, le antiche Terme di Agnano attualmente incluse nel centro ippico Militare, le antiche Vasche delle terme Rocco abbandonate nella loro originaria posizione negli scantinati del palazzo nei pressi di Piazza Bagnoli, i segni delle antiche Patamia ed ancora L’Acquedotto del serino che serviva le antiche Terme a La Pietra.

Bisogna agevolare il turismo balneare e termale (negli storici centri termali), anche con facilitazioni amministrative e fiscali, così come fino agli inizi del ‘900 vi erano le Terme Tricarico, Masullo, Manganella, restituendo alle stesse l’antica vocazione, trasferendo le suddette nell’area dell’ex Nato, restituendo così così il luogo allo scopo primigenio, ed ossia dedicato ai ragazzi. Bisogna incrementare il turismo sportivo con integrazione e messa in sicurezza del Parco dello sport e della Porta del Parco e creare un Parco della Musica. L’antico Borgo Marinaro di Coroglio dovrà essere rigenerato e rivalutato con agevolazioni fiscali, amministrative per la riconversione e recupero di edifici preesistenti e di pregio estetico-storico per la attivazione di strutture ricettive, di botteghe artigiane e laboratori artistici della tradizione della cultura napoletana.

NATURA, BELLEZZA E SALUBRITA’

Bagnoli dovrà avere un parco pubblico, un “polmone di verde per la Città”, dei giardini curati, anche ispirati alle varie culture, la costa deve essere restituita ai bagnanti, ai cittadini ed ai turisti, bisogna restituire la spiaggia pubblica attrezzata, custodita e curata dal comune, “Spiagge Libere e Libere Attrezzate”, il mare deve essere pulito, la Città della Scienza deve arretrare, all’interno dell’area ex Italsider per permettere il recupero della linea di costa. Bisogna aderire al piano cemento zero ossia nessuna nuova residenza, e fuori da ogni logica di privatizzazione dei beni comuni o demaniali! E’ importante progettare parcheggi periferici, “nodi di interscambio” da dove a mezzo di trasporto pubblico, sarà possibile raggiungere i nuovi luoghi pubblici, quali “Parco, spiaggia, ed attrattori vari” in orario continuativo, giorno e notte. Provvedere alla individuazione di una “Mobilità alternativa” leggera e veloce come la FUNIVIA, per connettere la zona con punti di interscambio esistenti e nuovi; ripristinando con opportune “modifiche” anche la funivia “Posillipo-Mostra. Nisida, con la sua rigogliosa natura e la sua selvaggia bellezza, sebbene ancora non fruibile dai cittadini e dai turisti, rientra nel progetto più ampio di una riconversione turistica e culturale della nostra Napoli, nel pieno rispetto della macchia mediterranea e della sua vegetazione. Nisida è dei napoletani e va loro restituita, quale area naturale protetta, con sede dell’antico Acquario Dohrn. Gli abitanti di Bagnoli hanno diritto al recupero della fierezza del loro quartiere: Bagnoli nel XIX secolo veniva definita “la più gradita pei forestieri, igienica, pulita, sicura e gaia” e così dovrà tornare ad essere!!

OCCUPAZIONE, ECONOMIA E BENESSERE

è emersa la necessità della creazione di un Distretto economico per la rivalutazione delle tipicità del territorio (mare, terme, pesca e diportistica, sport, bar e ristorazione, artigianato e piccole imprese, Studios, acquario tematico, parco della musica, coltivazioni florovivaistiche) orti Urbani sia nella collina di S. Loise, che sul declivio di Posillipo, per lo sviluppo economico e dell’occupazione dal terziario avanzato e a basso impatto ambientale, economia circolare. Oltre all’impianto di compostaggio aerobico da collocare nell’area, sarà fondamentale la realizzazione di un DISTRETTO DEL RICICLO, dove i Cittadini, potranno usufruire dei risultati della loro attiva partecipazione, nell’aver conferito materia (e non rifiuto) al centro atto alla raccolta e lavorazione di tali materiali, creando così LAVORO.

L’occupazione si riavvierà de plano con l’attivazione del procedimento di recupero della vocazione turistico-ricreativo-culturale anche di questa parte di Città. Ad ogni buon conto, l’osservatorio su Bagnoli sarà presente sul territorio, vigilerà affinché i cittadini di Bagnoli avranno finalmente giustizia.

Liberare le energie del centro e delle periferie per una città più equa sostenibile e solidale

Napoli è una bellissima città ma per diventare più vivibile e a misura dei suoi cittadini ha bisogno delle migliori energie di tutti. Il nostro programma per il centro storico e per la qualità urbana di tutti i quartieri di Napoli, e in primis delle cosiddette “periferie”, non è tanto rivolto alla città intesa come “Urbs” - ai suoi palazzi, monumenti, strade e piazze - ma soprattutto alla città intesa come “Civitas”, che mette al centro le persone e le relazioni.

Quindi anzitutto una maggiore vicinanza dell’istituzione comunale ai cittadini e alle loro richieste, ma anche alle forti potenzialità di riscatto presenti in tutte le zone della città che non hanno trovato finora canali di espressione adeguati. Da qui l’idea di un festival annuale dei quartieri di Napoli che metta in moto un sano antagonismo tra le diverse identità, eccellenze e tradizioni che la animano.

Una città che ha a cuore soprattutto le fasce di popolazione meno abbienti, i più giovani e i più anziani, dando loro occasioni di incontro e assistenza nel senso più ampio del termine. Ciò può avvenire in Case di Quartiere collocate in strutture pubbliche inutilizzate o degradate, intorno a cui costruire oasi felici: aree di qualità e accoglienza animate dal volontariato ma anche da attività economiche più semplici da aprire e portare avanti. Senza dimenticare il turismo, volano di decoro urbano, manutenzione costante e restauro di monumenti, messi in rete in percorsi punteggiati di artigiani e attività ricettive le più varie. Insomma, più che solo “lungomare liberato”, liberazione di energie dal centro alle periferie, che però si accompagnino sempre al rispetto delle regole e degli altri.

  1. SICUREZZA. Presidio del territorio, più forze dell’ordine presenti e visibili. Illuminazione adeguate in tutte le zone del c.s. Video-sorveglianza. Problema ausiliari. Formazione e riqualificazione della polizia municipale.
  2. ARTE CARD gratuita e di diritto per i residenti, in qualità di “custodi” dei beni presenti.
  3. SENSO CIVICO. CiviPedia da elaborare con la collaborazione dei cittadini. Progetti di educazione dei ragazzi nelle scuole (energia, ambiente, riciclo, antichi mestieri…) Apertura delle scuole ai territorio extra-orario.
  4. RIVITALIZZAZIONE DEI RIONI E QUARTIERI. Festival dei rioni. Uso dello spazio con attività per tutti, antichi mestieri e tradizioni, storia, giochi, cucina, musica, arte. Identità, autoriconoscimento.
  5. DECORO URBANO. Restauro edifici e adeguamento energetico, in primis degli immobili pubblici; pulizia strade e piazze e lotta al vandalismo; bonifica da tutto quanto improprio. Legalità.
  6. UN’OASI FELICE IN OGNI QUARTIERE. Piccoli interventi di riqualificazione urbana con materiali riciclati con l’aiuto di giovani architetti. AUTOCOSTRUZIONE.
  7. ELENCO DEGLI IMMOBILI PUBBLICI PER I CITTADINI ED ASSOCIAZIONI/VOLONTARIATO. Statuto degli spazi, regole di assegnazione. CASE DEL QUARTIERE: rimettere al centro le persone e le relazioni.
  8. ATTIVAZIONE VOLONTARIATO A TUTTI I LIVELLI PROFESSIONALI e PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA ATTIVA, per integrare i servizi sociali. REDDITO DI CITTADINANZA.
  9. SBUROCRATIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE, SMART CITY. WI-FI LIBERO. Censimento degli antichi mestieri.
  10. COMUNICAZIONE E PARTECIPAZIONE: assemblea mensile, blog interattivo, PRONTO ASCOLTO E PRONTO INTERVENTO, centro di informazione pubblica (CIP)
  11. Restauro monumenti e percorsi delle eccellenze IN FUNZIONE TURISTICA.
  12. MOBILITA’, TPL, ZTL
  13. RILANCIO DEL CENTRO STORICO DI NAPOLI COME PATRIMONIO DELL’UMANITA’ UNESCO

ISOLE FELICI

L'isola felice è un esperimento di riqualificazione urbana di micro-aree a costo zero o quasi. Parliamo di una riqualificazione che ponga al centro della nostra isola non i manufatti o le infrastrutture, ma le persone, i cittadini.

L’idea nasce dall’analisi storica dell’eterna “attesa”. L’attesa dell’intervento del Sovrano, in epoca Borbonica, poi quella della manna (forse sarebbe più corretto chiamarla elemosina) in “arrivo” da Roma, in epoca post-unitaria. E all’attesa si accompagna la storica rassegnazione del cittadino napoletano, specie quella del “popolino”. Attesa e rassegnazione da sempre a braccetto perchè le speranze, le aspettative sono sempre state puntualmente disattese. Storicamente il centro di Napoli è stata solo una delle tante terre di conquista per operazioni a dir poco disinvolte, approfittando di emergenze vere e non, come le “operazioni” Risanamento, Rione Carità, gli interventi post-sisma dell’80.

L’isola felice è un’idea che scaturisce dall’analisi tecnica dell’insufficienza di qualsiasi somma, di qualsiasi finanziamento, per risollevare l’intero centro storico di Napoli, che ha quindi una sola speranza, che si abbandoni l’eterna rassegnazione e si inizi a credere nella possibilità che al circolo vizioso, alla spirale della discesa infinita, possa sostituirsi un circolo virtuoso e che piccoli semi gettati qui e lì possano germogliare e dare frutti, esaltando vocazioni naturali e caratteristiche uniche di un patrimonio dell’Umanità. Esistono già vicoli, strade, palazzi, che hanno una loro funzione, una vocazione che potremmo definire naturale. Prendiamo ad esempio la Rua Catalana, a pochi passi da Piazza Municipio, che è storicamente sede di artigiani del rame. Ancora possiamo citare il celeberrimo San Gregorio Armeno, ma tanti altri luoghi con una loro vocazione esistono o li possiamo immaginare e creare. Esiste anche tutta una “periferia” del centro storico, sconosciuta ai più, ma ricchissima di potenzialità.

Possiamo pensare a strade destinate alla musica, così come ad altre attività del corpo o dell'anima. Il gioco dei ragazzi, la cucina tradizionale, l’arte e i piccoli mestieri sono tesori che possono anche essere “monetizzati” se adeguatamente valorizzati. E’ la storia nuova della decrescita che diventa crescita.

Attrezziamo questi luoghi, iniziando da piccoli elementi di arredo urbano. Pensiamo a posizionare dei semplici cestini per la spazzatura minuta, trasformiamo le nostre isole in aree a tolleranza zero per chi getta una carta a terra. Riempiamole di luce, di colori, di suoni, affidiamo il rispetto di poche e semplici regole del vivere civile anche e soprattutto ai cittadini. Le scuole possono svolgere questo compito, adottando le isole felici, così come anche le associazioni. Stimoliamo l'utilizzo di fonti di energia alternative, sia per l'utilizzo pubblico, sia per quello privato. Facciamone centri pilota e di eccellenza per un vivere normale.

Se poi esistono dei “contenitori”, una chiesa abbandonata, un edificio pubblico in disuso, una scuola con spazi inutilizzati o sotto-utilizzati, possono essere centro vitale e se ne può proporre il recupero alla vita della città, integrando gli spazi chiusi con quelli del vicolo, della strada, della piazza, facendo però attenzione a non ricadere nell’errore antico di pensare al contenitore prima ancora che alla funzione cui potrà assolvere.

Napoli riparte dal mare. Rendiamo questa grande ricchezza accessibile e fruibile da tutti i cittadini, per la balneazione, l’elioterapia, gli sport nautici o anche per una semplice passeggiata.

  1. Napoli deve avere almeno tre spiagge pubbliche: Bagnoli, Caracciolo, San Giovanni, oltre agli accessi da Posillipo e le scogliere di Caracciolo e La Pietra. Occorre creare le condizioni perché la balneazione sia possibile lungo tutta la costa.
  2. Il sistema della depurazione non funziona, abbiamo impianti obsoleti, mal dimensionati, con i conseguenti sversamenti di acque luride sul litorale. Recuperiamoli al pieno funzionamento.
  3. La rete fognaria necessita di pulizia periodica, gli impianti di sollevamento vanno manutenuti, gli scarichi abusivi combattuti con fermezza.
  4. Occorre reintrodurre lo spazzamare sull’intera costa.
  5. Il mare negato è tale anche per le troppe e spesso illegali limitazioni all’accesso. Privati hanno bloccato o usucapito zone demaniali. Il Comune deve farsi promotore di un censimento di tutti gli accessi al mare e, insieme al demanio, regolamentarli.
  6. Di concerto con la Soprintendenza competente occorre verificare sotto il profilo paesistico ogni singola concessione demaniale.
  7. Occorrono servizi igienici e colonnine di acqua potabile aperti l’intero anno, non solo durante la stagione estiva. Tutti gli accessi al mare devono avere presidi di sicurezza. La sicurezza è fondamentale specie per i più piccoli.
  8. L’accessibilità al mare e la balneazione devono essere garantite a tutti i disabili.
  9. Si deve garantire la possibilità di accesso ai cani sulle spiagge, con l’applicazione del regolamento per l’accesso dei cani nei parchi pubblici.
  10. Si devono stimolare e promuovere le iniziative di avvicinamento al mare per tutti i cittadini, con corsi di nuoto, sport nautici (canottaggio, vela su derive, canoa, kayak, ecc.)

Premessa

Già nel programma per le Comunali del 2011 scrivevamo: “Dall’impossibile caos al possibile armonico. Perseguire un piano di mobilità urbana sostenibile significa conciliare il diritto agli spostamenti di ciascuno con la diminuzione dell’inquinamento acustico e atmosferico derivante dalla congestione del traffico veicolare. A tale scopo bisogna attuare diverse tipologie di intervento in modo integrato e sinergico.

Occorre per questo adottare un Piano Urbano della Mobilità che preveda investimenti infrastrutturali e innovazioni gestionali nel medio periodo.

Obiettivi cardine sono:

  • prevenire il traffico riducendo le necessità di spostamento
  • realizzare una rete intermodale di trasporto pubblico efficace ed efficiente
  • disincentivare l'utilizzo del mezzo privato

Gli obiettivi cardine del programma 2011 sono confermati appieno nel programma 2016, indicando quali sono le attività che possono essere gestite dall'ecosistema, compatibili con le esigenze della popolazione, e quali invece provocano un’alterazione dell’equilibro ambientale. Il diritto alla mobilità va inteso come esercizio di un piacere, non come un obbligo agli spostamenti. La nostra è una visione culturale della mobilità, intesa come Diritto. E' importante, quindi, anche prevenire la necessità di spostarsi. Utilizziamo quindi la tecnologia anche contro qualsiasi burocrazia che ci costringa a spostarci verso estenuanti file.

La linea politica del M5S tende, quindi, verso la sostenibilità delle soluzioni adottate: pertanto, gli interventi a realizzarsi saranno mirati a ridurre la quota di veicoli circolanti in città, ad aumentare la quota di coloro i quali utilizzeranno servizi a ridotto impatto ambientale (TPL, biciclette, car-sharing, etc.) e miglioreranno la qualità delle infrastrutture, sia attraverso l’istituzione di nuove dotazioni (in particolari telematiche) sia attraverso la riqualificazione/valorizzazione di quelle esistenti. Il tutto ottimizzando le risorse disponibili e potenziando la capacità del Comune di intercettare fondi per la realizzazione di interventi (regionali, nazionali e/o europei).

Precisiamo però che la funzionalità del Servizio resta prioritaria rispetto alla costruzione di nuove infrastrutture. Bisogna pensare a rimettere in sesto, prima di tutto, il “parco macchine” con nuovi treni, tram e autobus e occorre garantire la trasparenza delle aziende di trasporto anche attraverso il controllo sui bandi e sul loro effettivo operato.

Dovrà essere posto un forte accento sull’innovazione: in un territorio complesso come quello napoletano proponiamo di sperimentare nuove soluzioni, investendo in uomini e tecnologia.

Operativamente saranno realizzati i parcheggi di corona (interscambio), si lavorerà sull’intermodalità del sistema dei trasporti cittadini (metropolitana, linee su ferro, funicolari, funivie, tramvie, linee bus, trasporto marittimo), rendendoli compatibili, specie nell’ultimo miglio, con la mobilità ciclabile e la mobilità pedonale. Particolare attenzione avranno i temi della disabilità. La finalità è di giungere, al termine del quinquennio, ad un sistema dei trasporti efficiente. Con l’utilizzo della moderna tecnologia si garantiranno al cittadino orari certi e mezzi di trasporto affidabili su tutto il territorio cittadino, comprese le periferie oggi abbandonate e irraggiungibili. Il TPL, integrato da moderni sistemi quali il car sharing, il bike sharing ecc. offrirà quindi una valida alternativa all’utilizzo dell’auto privata.

Mobilità e ambiente, la sostenibilità del nostro modello

Ogni attività antropica genera un impatto sull’ambiente; alcune di esse sono assolutamente compatibili con la capacità di assorbimento e riciclo che il nostro pianeta possiede, mentre altre sono di gran lunga al di sopra di tali capacità. L'obiettivo di coloro che hanno il compito di definire un nuovo percorso di mobilità sostenibile, indicando in maniera oggettiva quali sono le attività che possono essere gestite dall'ecosistema, compatibili con le esigenze della popolazione, e quali invece provocano un alterazione dell’equilibro ambientale, è prioritario per procedere verso il cambiamento.

Il diritto alla mobilità va inteso come esercizio di un piacere, non come un obbligo agli spostamenti. E' importante quindi anche prevenire la necessità di spostarsi. Utilizziamo quindi la tecnologia anche contro qualsiasi burocrazia che ci costringa a spostarci verso estenuanti file, o abbattiamo il pendolarismo lavorativo/scolastico o la necessità di assistenza medica non domiciliare; internet al servizio del cittadino, del lavoratore, dello studente, del malato, può aiutarci anche nella diminuzione dell'esigenza di mobilità.

In Italia il settore energetico che ha valore più alto è proprio il trasporto, che utilizza ben il 22% dell'energia consumata in Italia. E siccome tale cifra è essenzialmente prodotta da motori a combustione, che utilizzano derivati del petrolio, migliorare i consumi energetici legati al trasporto significa anche liberarci dalla dipendenza dal petrolio.

La mobilità nei grandi centri urbani e Il tema della mobilità sostenibile stanno divenendo negli ultimi anni gli argomenti di maggiore dibattito nell'ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali. In Italia il settore dei trasporti produce oltre il 49% delle emissioni di polveri sottili (PM10) di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale.

Il sistema dei trasporti è quindi considerato uno dei maggiori responsabili dell'inquinamento atmosferico. Il miglioramento del sistema dei trasporti, in particolare in ambito urbano, rappresenta una delle priorità per i paesi che vogliono favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, in ambito locale, nazionale e internazionale e nel creare nuove opportunità economiche. In definitiva, il TPL va inteso come “bene comune” ed in tal senso non si potrebbe trarne profitto: le aziende che assolvono a tale esercizio dovrebbero quindi essere pubbliche e non private.

Dai dati analizzati da Isfort con Audimod – Osservatorio sulla mobilità- si evince che dall’analisi dei mezzi di trasporto utilizzati per gli spostamenti, nel 2013, ancora esiste un impari confronto tra la “mobilità non o poco assistita” e la scelta del mezzo motorizzato; quest’ultimo preferito nell’83,1% dei casi (16,9% piedi o bici). I “motorizzati” su due ruote scendono intorno al 3,7% , i mezzi privati recuperano ancora e continuano a detenere il primato (83,1%); l'auto rimane l'opzione preferita con una quota modale al 68,7% che equivale all'82,7% della distribuzione dei soli mezzi motorizzati. Il trasporto pubblico dopo aver raggiunto il picco massimo della serie storica dell'osservatorio Audimob, perde lo 0,7 punti rispetto al 2012, attestandosi al 13,6%.

Questi numeri si modificano con due modalità, in stretto ordine di proposizione: 1. incentivi all'utilizzo dei mezzi pubblici/condivisi 2. disincentivi all'utilizzo dei mezzi privati (quando l'efficienza/efficacia del trasporto pubblico/condiviso riesce a garantire il diritto del cittadino alla mobilità)

Il Comune di Napoli negli ultimi 5 anni ha avviato alcune misure e realizzato alcuni interventi volti a favorire una maggiore mobilità sostenibile. Nonostante gli sforzi, tuttavia, i risultati sono stati altalenanti. Tutto ciò è dovuto ai seguenti fattori:

  • mancanza di pianificazione e di programmazione degli interventi di lungo termine;
  • mancanza di una visione definita della tematica ed eccessivo turnover nei ruoli chiave;
  • volontà di realizzare interventi rapidi a discapito della qualità dell’intervento stesso (privilegiando l’aspetto “politico” dell’intervento);
  • cronica mancanza di fondi necessari agli interventi;
  • personale tecnico numericamente scarso, oberato di lavoro e talvolta non adeguato alla situazione, con la conseguenza che la maggior parte delle attività vengono condotte sempre dalle stesse persone.

Questa situazione fornisce comunque una base di partenza sufficiente a delineare quello che dovrà essere fatto nei prossimi 5 anni.

Strategia

Il M5S, come soggetto politico portatore di interessi della collettività e del cittadino, deve farsi garante di stabilire una linea politica chiara anche sul tema della mobilità e delle infrastrutture.

Tale linea politica dovrà necessariamente tendere verso la sostenibilità delle soluzioni adottate: pertanto, gli interventi dovranno essere mirati a ridurre la quota di veicoli circolanti in città (in particolare i veicoli con spostamenti origine-destinazione interni al Comune), ad aumentare la quota di coloro i quali utilizzeranno servizi a ridotto impatto ambientale (TPL, biciclette, car-sharing, etc.) e dovranno migliorare la qualità delle infrastrutture, sia attraverso l’istituzione di nuove dotazioni (in particolari telematiche) sia attraverso la riqualificazione/valorizzazione di quelle esistenti, il tutto ottimizzando le risorse disponibili e potenziando la capacità del Comune di intercettare fondi per la realizzazione di interventi (regionali, nazionali e/o europei).

Precisiamo però che la funzionalità del Servizio resta prioritaria rispetto alla costruzione di nuove infrastrutture. Bisogna pensare a rimettere in sesto, prima di tutto, il “parco macchine” con nuovi treni e nuovi autobus.

Gli interventi da realizzare dovranno assicurare un ritorno non solo economico ma anche di immagine per la città, e dovranno avere una vita utile che consenta di ammortizzare l’intervento nel corso del tempo (anche a costo di investimenti leggermente superiori nella fase di realizzazione). Ciò significa anche preferire nuove infrastrutture che diano valore aggiunto al Sistema di trasporto nella sua interezza (nodi di interscambio intermodali, sistemi ettometrici, Sistemi ITS…) e, comunque, preferenza per infrastrutture dove il rapporto benefici/costi sia elevato ed i tempi di realizzazione brevi.

In sostanza, lo sforzo che si dovrà prefiggere il M5S nella città di Napoli, da un punto di vista meramente tecnico, è quello di fornire alla cittadinanza servizi di mobilità sostenibile alternativi al veicolo privato e interventi di ammodernamento e miglioramento della rete infrastrutturale. Lo sforzo politico, invece, sarà quello di incentivare la cittadinanza all’utilizzo dei servizi di mobilità sostenibile attraverso azioni normative e comunicative mirate.

Inoltre, dovrà essere posto un forte accento sull’innovazione: in un territorio complesso come quello napoletano bisogna proporre e sperimentare nuove soluzioni, investendo in uomini e tecnologia.

La concretizzazione di questo concetto dovrà avvenire in 2 step:

  • Il primo step prevederà la formazione del personale attraverso la partecipazione a seminari e convegni per aggiornamenti e con la partecipazione sempre più massiccia a bandi per accedere a fondi, in modo da innescare un circolo virtuoso di scambio di buone pratiche e competenze di cui il Comune, per mancanza di ricambio generazionale, ha una urgente necessità.
  • Il secondo step prevederà un utilizzo sempre più massiccio di tecnologie, in particolare telematiche ma non solo, finalizzato a consentire all’Amministrazione scelte più ragionate dal punto di vista tecnico (dando strumenti di supporto alle decisioni preziose) e che consentano di effettuare interventi efficienti e più durevoli dal punto di vista qualitativo.

Ultima considerazione da farsi riguarda la trasparenza dalle amministrazioni delle aziende di trasporto anche attraverso il controllo sui bandi e sull' effettivo operato delle aziende, puntando su una efficace riorganizzazione ed un risanamento economico/finanziario delle aziende del TPL.

Linee guida

Sulla scorta dei punti precedenti, gli obiettivi che il M5S intende perseguire nel prossimo quinquennio sono i seguenti, e si fondano sull’adozione di una reale politica di mobilità sostenibile da parte dell’Amministrazione:

  • Aggiornamento degli strumenti di pianificazione della mobilità attualmente vigenti nel Comune di Napoli, ormai non più aderenti allo sviluppo che la città ha avuto negli ultimi anni. In particolare, bisognerà approvare il PUMS (Piano Urbano della mobilità Sostenibile), il PUP (Piano Urbano Parcheggi), il PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), ed il Regolamento Viario (assolutamente non idoneo al contesto urbano in cui ci si trova ad operare). Inoltre, in tale sede sarà opportuno realizzare un Piano della Mobilità Ciclabile come strumento per consentire la realizzazione di percorsi e itinerari ciclabili (somma di percorsi) compatibili con la normativa e con il contesto urbano. Un aspetto chiave degli strumenti di pianificazione della mobilità dovrà essere necessariamente l’intermodalità. L’intermodalità, intesa come la possibilità di utilizzare diverse modalità di trasporto per raggiungere una destinazione, riguarderà anche la possibilità di realizzare interventi per la mobilità pedonale quali tunnel, ascensori e scale che consentano un maggiore accesso alle fermate della rete su ferro, degli autobus e dei parcheggi;
  • Creazione di una Agenzia della Mobilità del Comune di Napoli: tale agenzia avrà compiti di pianificazione e di progettazione di interventi riguardanti la viabilità e le strade, ivi inclusa la gestione dei rapporti con gli Enti proprietari dei sottoservizi, e di presentazione di proposte progettuali ammissibili a finanziamenti. L’organigramma di tale Agenzia dovrà essere bene definito sulla base delle competenze disponibili in Comune, ed eventualmente integrandolo, al netto dei vincoli di spesa;
  • Coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholder interessati dai provvedimenti che verranno via via attuati, attraverso lo studio di apposite forme di concertazione; tali forme si rifaranno a concetti di democrazia partecipata in ottica decentrata, con la creazione di Consulte Municipali sulla Mobilità. Un possibile esempio di processo di coinvolgimento è illustrato nella NOTA 1;
  • Adozione di politiche di riduzione delle emissioni inquinanti dei veicoli privati, in cui saranno coinvolte tutte le componenti del traffico (privato e merci quindi): in questo contesto rientrano anche le politiche Mobility Management e di city logistics per il controllo dei veicoli merci provenienti e diretti ai grandi nodi logistici (Porto di Napoli, Interporti dell’Area Metropolitana);
  • Adozione di politiche di sistema all’interno della Città Metropolitana, che integrino il lavoro che si intenderà realizzare nel Comune, e cercando quindi di creare sinergie che producano una riduzione dei veicoli in ingresso in città sempre rispettando il principio cardine dell’intermodalità. In questa direzione bisognerà spingere affinché le gare di affidamento del Servizio prevedano l’intero bacino metropolitano e quindi che le varie aziende esistenti si accorpino in funzione di tale necessità;
  • Potenziamento del servizio di trasporto pubblico, che potrà essere raggiunto attraverso investimenti in materiali rotabili e soprattutto autobus (da valutare in tal senso la possibilità di sfruttare fondi nazionali ed europei);
  • Limitazione dell’accesso dei veicoli privati all’Area Centrale e nelle aree di particolare pregio urbanistico-storico-culturale, attraverso l’adozione di idonei provvedimenti. Tale limitazione dell’accesso dei veicoli privati sarà accompagnata da una politica di incentivo alla sosta in aree periferiche (park&ride) con la garanzia di arrivare al Centro attraverso mezzi di trasporto alternativi (metro, bus, bici), ed un progressivo incremento nel tempo della tariffa per la sosta a rotazione nelle aree centrali della città.

Cosa fare e Dove farlo

I temi che dovrebbero essere analizzati in prima istanza sono i seguenti:

  • Viabilità (ZTL, Aree Pedonali, dispositivi di traffico)
  • Variante Vomero-Soccavo da prolungare almeno fino a Pianura
  • Apertura nuovo collegamento Agnano-Pianura
  • Chiusura uscita A3 di Via G. Ferraris
  • Sottopassi per connessione S.Giovanni-SS162DIR (Viale 2 giugno)
  • Cittadini e consigli di municipalità redigono insieme piani di viabilità interni
  • Attivazione nuove zone pedonali e ZTL (anche nei quartieri periferici), sperimentazione zone a 30. Tra le nuove ZTL saranno proposte: Vomero, Sanità (con criteri ristrettivi tipo Piazza del Gesù), Bagnoli
  • Liberalizzazione caselli intermedi della Tangenziale e “ecopass” ai caselli in ingresso anche per strade ad alta affluenza (in particolare SS162DIR) (vedi NOTA 2)
  • Trasporto pubblico (metropolitana, linee su ferro, funicolari, funivie, tramvie, linee bus, trasporto marittimo)
  • Migliorare l’offerta del tpl locale perseguendo una integrazione tra diversi vettori (bus, treno, nave) orari di partenza concordati tra i diversi gestori (coincidenze) ispettore viaggiante per variazioni orari/percorsi “sul campo”
  • “Metro del mare” riprogettato con imbarcazioni adatte
  • Progetto collegamento dei “due musei” (Piazza Cavour – Capodimonte) con un percorso pedonale meccanizzato (tapis-roulant, scale mobili, ascensori)

Aumento dell'efficienza e dell'efficacia del TPL su ferro (metro e tram):

  • Completamento della Linea 6 e della tratta Garibaldi – Capodichino (con la valutazione di eventuali rimodulazioni dei progetti) pianificazione manutenzione e acquisto nuovi treni
  • Prolungamento orario di funzionamento, specie nei fine settimana
  • Raddoppio Circumflegrea da Montesanto a Pianura
  • Riattivazione Linea 3 (collegamento Ospedale del mare)
  • Progetto biforcazione Linea 6 da Campegna a Posillipo
  • Nuove stazioni Linea 2 (Agnano, Traccia, Pietrarsa, Portici-Ercolano)
  • Tramvia da Piazza Municipio/Piazza Vittoria a Largo Sermoneta
  • Tramvia da Piazza Nazionale a Piazza Carlo III
  • Adduzione spinta con bus e minibus elettrici
  • Riorganizzazione delle linee ANM, a seguito degli interventi sulla rete su ferro e delle modifiche alla viabilità
  • Pianificazione manutenzione e acquisto nuovi minibus elettrici
  • Navette di quartiere
  • Collegamento S.Giovanni Ospedale del Mare
  • Incremento della mobilità obliqua
  • Scale mobili (Gradini Paradiso, Parco Ventaglieri, Rampe Brancaccio)
  • Ascensori (Nunziatella, S.Potito, Chiatamone, Manzoni)
  • Tunnel di collegamento pedonale Policlinico-Monaldi

Potenziare l’interscambio tra i diversi servizi di trasporto, realizzando infrastrutture adeguate o potenziando quelle esistenti (Il nodo di interscambio, deve essere considerato un centro integrato di trasporti e servizi. Devono essere presenti servizi variegati per l’utente come servizi di vigilanza, sanitari e commerciali, spazi confortevoli per l’attesa, carrelli per bagagli.

Devono inoltre essere assicurate condizioni di illuminazione tali da rendere sicuro il transito o l’attesa in qualsiasi momento della giornata. L’integrazione intermodale può essere agevolata da interventi strutturali come piattaforme, banchine, percorsi pedonali, pensiline o stazioni, sistema di distribuzione dei biglietti, ecc., atti a facilitare il trasferimento degli utenti all’interno del nodo di interscambio.

Interventi immateriali possono essere inoltre contemplati:

  • Sistema informativo, accoglienza, animazione culturale, ecc.):
  • Nodo Montesanto-Dante: collegamento Linea 2 – stazione EAV – Linea 1 con percorso pedonale meccanizzato (tapis-roulant, scale mobili)
  • Nodo Mergellina: collegamento stazioni Linea 2 e 6 con tram (P.Sannazzaro) e ascensore V.Manzoni)
  • stazione Piazza Amedeo: collegamento con Funicolare Chiaia
  • Miglioramento politiche di tariffazione
  • Adozione di politiche volte a favorire l’utilizzo del trasporto pubblico (esenzione del biglietto per alcune categorie di utenti, tariffe Agevolate per l’interscambio auto-ferro o auto-bici, etc.)
  • Autobus notturni con biglietto a bordo a costo leggermente maggiorato
  • TPL gratuito per studenti, over 70, fasce deboli (reddito < 15.000euro)
  • Fidelizzazione dell'utenza con abbonamenti ultraridotti, semplificazione delle tariffe e diversificazione dell'offerta (coupon da “11 corse” al costo di 10, biglietti week-end turistico/culturali,…)
  • Introduzione bigliettazione tramite carte prepagate e via smartphone
  • Tutelare la partecipazione attiva da parte degli utenti del tpl alla governance dei trasporti accanto agli altri stakeholder del Settore trasporti
  • Sosta e Parcheggi (strisce blu/bianche, parcheggi di interscambio, parcheggi pertinenziali/privati)
  • Parcheggi nei nodi intermodali di “corona” con tariffe incentivanti park&ride
  • Parcheggi di interscambio: Installazione rastrelliere per biciclette
  • Rispetto percentuale del 20% tra strisce bianche e blu
  • Progressivo incremento della tariffa di sosta a rotazione nell’Area Centrale della città
  • Ciclabilità (percorsi ciclabili, rastrelliere per bici, etc.)
  • Quartieri ciclabili (ogni quartiere avrà la sua rete di percorsi ciclabili, connessi tra loro mediante la rete su ferro)
  • Corridoi verdi per le bici
  • Ricoveri protetti per le bici (ogni garage pubblico deve garantire 5 posti gratuiti per bici sosta veloce ed occasionale)
  • Ogni nuovo vettore per il trasporto pubblico acquistato, deve prevedere il posto per il trasporto bici
  • Creazione di scivoli, rampe, canaline per il trasporto di bici (in luogo delle scale)
  • Continuazione pista ciclabile verso Napoli Est
  • Continuazione itinerario ciclabile principale verso Napoli Est
  • Pubblicizzazione bike-cab
  • Bike sharing in tutta la città
  • Mobilità pedonale (inclusi i temi della disabilità)
  • Creazione di percorsi protetti, a favore di pedoni, disabili e ciclisti
  • Introduzione facilitazioni accesso disabili nelle gare di fornitura e lavori nel settore mobilità
  • Riqualificazione delle “pedamentine”
  • City logistics/Distribuzione urbana delle merci)

Il Comune ha già in corso il progetto NAUSICA che intende sviluppare una piattaforma telematica ed informatica (open, dinamica, collaborativa ed integrata con i sistemi esistenti) di servizi e componenti per la logistica in ambito urbano. Pertanto, l’obiettivo è creare un modello di governante delle merci virtuoso per gli operatori ed a basso impatto ambientale per la città, coinvolgendo anche gli operatori logistici portuali e aeroportuali.

  • Ecopass per bus turistici e TIR
  • Servizio merci su ferro Porto-Interporto Marcianise
  • Creazione di una “Borsa vettori”, che consenta di acquisire su libero mercato il trasporto di merci dal nodo intermodale alla destinazione cittadina su veicoli di piccole dimensioni e poco inquinanti
  • Sperimentazione di nuovi servizi di mobilità delle merci, innovativi e basso impatto ambientale, che offrano ai cittadini servizi di consegna delle merci door-to-door
  • Strade, gallerie e sottoservizi
  • Predisposizione di un piano per la gestione e la programmazione degli interventi sulle strade, in modo tale da ricorrere sempre meno alle procedure di urgenze e realizzando al contempo interventi di qualità con risparmi per l’Amministrazione nel medio-lungo periodo
  • Interventi di sicurezza stradale nei punti critici della rete stradale (progettazione nuova sistemazione di intersezioni, barriere di sicurezza, etc.) valutati secondo le priorità stabilite dai cittadini
  • Polizia Locale, multe e contenziosi
  • Maggiore controllo del territorio, attraverso l’ausilio di tecnologie telematiche e con l’aumento della capacità di riscossione delle multe, in modo da costituire un sistema virtuoso che si possa autofinanziare e che aumenti progressivamente l’efficacia
  • Vigili Urbani che da Ausiliari del traffico diventino ausiliari dei cittadini
  • Ridistribuzione degli introiti delle multe, destinandone una quota (ai sensi dell’Art. 208 del Codice della Strada) in piani e progetti per la mobilità
  • Servizi di mobilità sostenibile (car-sharing elettrico, bike sharing, etc.)
  • Divulgazione della cultura della mobilità sostenibile, condivisione dei veicoli
  • Riattivazione progetto “pedibus”
  • Istituzione del servizio di bike-sharing e car-sharing
  • Valorizzazione in generale dei servizi di sharing economy
  • Incentivi per il car-pooling (accesso alle ztl, utilizzo corsie preferenziali, …)
  • Mobility Management
  • Valorizzazione del Mobility manager comunale/metropolitano
  • Presentazione al Comune dei vari piani di Mobilità Aziendale in ottica sostenibile, con visto di approvazione del Comune stesso
  • Incentivi, da concordare con i vari Enti (eventualmente anche economici) per chi sceglie la bici, effettua car pooling per andare a lavoro, etc.
  • Preservare i collegamenti diretti dedicati ai pendolari (casa-scuola, casa-lavoro)
  • ITS/Smart Cities
  • Energie rinnovabili a supporto del riefficientamento dei servizi pubblici
  • Piano per le colonnine di ricarica elettrica rapida sul territorio cittadino
  • Smart mobility attraverso geolocalizzazione dei trasporti, analisi dei dati e trasparenza nella gestione del sistema di trasporto pubblico
  • Realizzare un sistema integrato di informazione all’utenza
  • Sistema di “smart ticketing” nelle stazioni delle Funicolari e delle Linee Metropolitane Napoli
  • Realizzare un sistema di segnalazione disservizi integrato per l’utenza
  • Paline e indicazione degli orari sulle fermate
  • Ripetizione dei segnali GSM nelle metro
  • Installazione Wi-fi nelle gallerie della Linea 1 e della Linea 6
  • Sperimentazione di materiali e servizi innovativi per i percorsi ciclabili (nuove tipologie di pavimentazioni, parcheggi per biciclette del tipo “dropbox”, etc.)

NOTA 1: Un esempio di coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholder interessati dai provvedimenti che verranno via via attuati: NOTA 2: Per quanto riguarda l’ipotesi di liberalizzazione dei caselli intermedi della Tangenziale di Napoli, questa si basa sulla seguente tabella relativa al Conto economico del 2014

2 GLI SPAZI

L’analisi si struttura nelle seguenti parti:

Gestione degli stadi (S.Paolo e Collana)

Stadio S. Paolo

Lo stato in cui versa lo stadio “San Paolo” è ormai noto a tutti: dal 1959, anno in cui terminarono i lavori per la sua costruzione lo stadio ha avuto una sola vera ristrutturazione (tra l’altro molto contestata sia per l’aggiunta della copertura a discapito del tabellone elettronico sia per i lavori esterni nell’area adiacente tra stadio e Mostra d’Oltremare) avvenuta in occasione dei campionati del mondo del 1990.

Nel passare degli anni e col susseguirsi dei cambi di proprietà della Società Calcio Napoli, primario ma non unico interlocutore per la locazione dell’impianto, lo stadio è stato vittima di incuria e scarsa manutenzione sia da parte del comune che dalle società sportive che usufruiscono dell’impianto, che ad oggi versa in uno stato di degrado evidente.

Successivamente al fallimento del calcio Napoli avvenuto nel 2004 l’imprenditore Aurelio De Laurentis rileva il titolo sportivo iscrivendo la squadra al campionato di serie C1 firmando un accordo con il comune per la locazione dello stadio che resterà sostanzialmente immutato fino alla fine di ottobre 2015.

E' di palmare evidenza che un accordo preso con una società sportiva, neonata, iscritta alla serie C1 sia un accordo sostanzialmente inadatto invece per una società molto cresciuta che si affaccia costantemente ai massimi livelli sia in campo nazionale che europeo. In breve l’ultimo accordo tra Calcio Napoli e Comune prevede la locazione del solo manto erboso, di cui la società prende possesso solo il giorno prima di ogni gara, a fronte di un canone di locazione annuo che la società versa nelle casse del Comune per un importo di circa € 650.000,00, tale cifra è la somma tra canone di locazione, percentuale (circa 7%) tra incassi per la vendita dei tagliandi e i proventi dei cartelloni pubblicitari. Negli ultimi tempi, per non dire anni, si è assistito alla diatriba tra la Società Sportiva Calcio Napoli e il Comune in merito agli accordi obsoleti, come obsoleta e inadeguata è ormai la struttura. L'ultima proposta presentata dal patron del calcio Napoli De Laurentis al comune prevede un impegno a ristrutturare l’impianto, con una spesa di poco superiore ai 14 milioni di Euro, a fronte della concessione gratuita dell’intera struttura per 99 anni. Nel susseguirsi delle trattative tra il Comune e il Calcio Napoli, risultate sempre infruttuose, il giorno 30/10/2015 lo studio di fattibilità presentato da De Laurentis è stato respinto in quanto non esprime l’interesse pubblico, dato essenziale, con una proroga alla S.S.C.Napoli una proroga di ulteriori 45 giorni di per modificare il suddetto progetto per il rifacimento della struttura.

Nelle more della rinegoziazione degli accordi economici a fine ottobre 2015 viene frettolosamente approvato un “mini” accordo di due anni “la cd. Convenzione ponte”, che sostanzialmente non cambia molto rispetto al precedente accordo se non nelle cifre, leggermente riviste al rialzo (circa 781.000,00 €), con un piccolo aumento delle spese per la cartellonistica pubblicitaria che passa da 3.000,00 € a 3.500,00 e l'addebito al Calcio Napoli delle spese per l’apertura extra della metropolitana per le partite in notturna (circa € 5.000,00 a partita). Nella nuova convenzione è prevista una quota da destinare a tutti gli altri impianti cittadini e qualche evento da organizzare a scopo benefico contro il razzismo come ad esempio almeno una partita tra il Calcio Napoli e il “Calcio Napoli Africa”. Anche tale convenzione, che è evidentemente finalizzata a evitare che un argomento spinoso come l'affidamento dello stadio possa nuocere nell'imminente campagna elettorale, appare visibilmente inadeguata al valore dell'impianto e soprattutto dei ricavi che da esso il Calcio Napoli trae da diversi anni a questa parte. Ad oggi la diatriba tra Calcio Napoli e il Comune ha lasciato tanti dubbi e tante incertezze facendo sì che i cittadini abbiano poca chiarezza su quanto fatto sin ora e soprattutto dopo tanti mesi, per non dire anni, di trattative più o meno reali e concrete, non conoscano quali possano essere le sorti di quello che è considerato come un luogo sacro” della città.

La gestione dell’impianto sportivo più importante della città, fulcro e oggetto della passione sportiva di decine di migliaia di cittadini-tifosi non può che passare attraverso una gestione trasparente, diligente ed economicamente efficiente della struttura. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso la ristrutturazione sostanziale dell’impianto, a carico del Comune, accedendo eventualmente ai mutui dell’Istituto per il Credito Sportivo. Una volta ristrutturato, il nuovo impianto porterebbe introiti nettamente superiori rispetto agli attuali, derivanti sia dall’adeguamento del canone di locazione che verrebbe parametrato a cifre consone e di mercato, sia dal diverso impiego dell’impianto che potrebbe, ad esempio essere utilizzato per una maggiore promozione di eventi, riportando grandi manifestazioni di arte e cultura nazionali ed internazionali come ad esempio i grandi concerti.

Questa ipotesi deve necessariamente tenere conto del rischio che De Laurentis possa decidere di portare la squadra a giocare in altri stadi o addirittura di costruirsi un nuovo impianto altrove, con un grave ammanco nelle casse del comune alla voce di bilancio riguardante il canone di locazione, considerando sempre che il Calcio Napoli è l’unica società in grado di poter sostenere costi tanto elevati.

Per questo motivo fondamentale sarà l’interlocuzione in tutte le decisioni con il Calcio Napoli. Proponiamo comunque la riduzione drastica/eliminazione dei posti della tribuna autorità o, in ogni caso, la previsione dell'obbligo che i relativi biglietti vengano ceduti a pagamento e che il relativo valore venga utilizzato per riqualificare/attrezzare impianti sportivi minori vandalizzati o privi di attrezzature.

Stadio Collana

La questione dell’impianto sportivo “A.Collana” costituisce un unicum anche nell’eterogeneo panorama impiantistico ricadente nel territorio comunale, essendo caratterizzata da un singolare conflitto istituzionale tra enti territoriali che ha portato ad una pessima gestione sia della struttura sia delle attività che nella stessa hanno sede. Per effetto di tale gestione fallimentare, lo stadio, che costituisce una parte rilevante della storia (per il ruolo nelle quattro giornate) e della cultura sportiva cittadina, ad un’intollerabile condizione di degrado.

La regione Campania è proprietaria dell'impianto, gestito dal Comune per 20 anni con contratto di comodato d'uso gratuito, scaduto il 31 dicembre scorso. Nel luglio 2014 la Regione ha ritenuto di procedere ad un bando pubblico per la scelta del soggetto a cui affidare la gestione dell'impianto per i prossimi 15 anni. Tale procedura è stata prima sospesa e poi riaperta ed è ad oggi ancora in corso di definizione. La stessa ed è stata oggetto di ben due ricorsi al TAR, di cui uno ancora pendente. Sebbene il 10.12.2015 organi di informazione hanno dato la notizia dell'intervenuta aggiudicazione in favore di un'ATI tra le società sportive che attualmente gestiscono l'impianto, ad oggi non vi sono certezze sui tempi di formalizzazione del nuovo affidamento.

Nelle more il Comune, che laddove venisse confermato l'affidamento a privati perderebbe la gestione dello stadio, sembrerebbe aver avviato alcune trattative per ottenerne l'affidamento definitivo e/o l'acquisizione al patrimonio comunale, anche attraverso uno “scambio” di immobili con la regione (Albergo dei Poveri per lo Stadio Collana). Sulla concretezza delle stesse e sul possibile esito vi sono forti dubbi. Va precisato che negli anni in cui è stato gestore e comodatario dell'impianto, il Comune avrebbe avuto l'onere di provvedere alla manutenzione ordinaria dell'impianto, effettuata sinora in modo superficiale e con budget inadeguato ragion per cui l'impianto versa in pessime condizioni funzionali e strutturali.

In pendenza della procedura di gara, stante l'incertezza sul nuovo affidatario, gli interventi di ristrutturazione eseguiti si sono ulteriormente ridotti e finalizzati ad eliminare esclusivamente le situazioni di pericolo immediato. Dopo i recenti crolli di intonaco e i malfunzionamenti dell'impianto elettrico, il Comune nell'aprile 2015 ha stanziato dei fondi per i soli interventi di manutenzione dell'impianto di illuminazione e si è limitato ad apporre reti di sicurezza sugli intonaci pericolanti. Durante la pausa estiva le società dilettantistiche, per consentire la ripresa delle attività hanno provveduto con i loro fondi a ritinteggiare parte degli spazi comuni.

Urgenti ed improcrastinabili ma ancora ben lungi dall’essere affidati sono i lavori di messa in sicurezza degli spalti e di ripristino della pista di atletica, nonché di ristrutturazione di bagni e spogliatoi, per non parlare della ricostruzione della palestra di pallacanestro, il cui tetto è crollato alcuni anni or sono neanche prevista nel bando in atto.

Condizioni strutturali dell'impianto: L’assenza di manutenzione agli intonaci ed alle strutture ha determinato che dagli spalti cadono calcinacci con gravi pericolo per l'incolumità pubblica (si consideri che il tratto di piazza Quattro Giornate antistante gli spazi e gli attigui giardinetti sono luogo di ritrovo abituale per gli studenti del vicino liceo Pansini e dei giovani del quartiere) l'impianto di illuminazione è stato guasto per gran parte della stagione 2014/2015 con la conseguenza che il campo ha dovuto necessariamente chiudere al tramonto con i disagi per gli utenti che si allenavano di sera (es. la squadra 82ers di football americano) i bagni e gli spogliatoi sono in condizioni pessime (intonaci scrostati, porte che non si chiudono e sfondate, rubinetteria guasta) e sono del tutto insufficienti all'utenza (2 spogliatoi maschili ed 1 femminile) la pista ha quasi completamente perso il rivestimento in tartan, rimasto ormai solo vicino alle righe delle corsie e la FIDAL ha declassato la pista a “impianto per la corsa campestre” Il manto erboso viene curato dalla Carpisa Yamamay, squadra di calcio femminile da circa 4 anni. Per tale motivo non è possibile praticare attività di atletica leggera che ne prevedono l'uso (es. giavellotto, disco, martello). Attualmente presenta oltre il 50% privo di erba I materassi per il salto in alto e con l'asta sono sfondati e la gommapiuma esposta alle intemperie La palestra di pallacanestro, il cui tetto è crollato alcuni anni or sono, non è mai stata ripristinata e tale intervento non è previsto nel bando della gara in corso Ampie zone dello stadio sono state recintate per motivi di sicurezza con rete arancione, in alcuni casi facilmente violata (es. pista di pattinaggio)

Nostre proposte:
  • Immediata definizione del procedimento di gara attualmente in atto e stipula del relativo contratto
  • Definizione delle reciproche posizioni di Regione e Comune in ordine alla gestione dello stadio con previsione delle reciproche competenze e responsabilità
  • Regolamentazione delle subconcessioni tra l’ATI concessionaria e le altre società sportive attualmente presenti nell'impianto
  • Stanziamento immediato di fondi per provvedere agli interventi edilizi urgenti (messa in sicurezza degli spalti, rifacimento servizi igienici, ripristino della pista di atletica)
  • Previsione dei lavori di ripristino della palestra di basket eventualmente anche con ricorso al partenariato pubblico privato o a procedure ai sensi della legge 147/2013 (commi 303 ss.)
  • Immediata regolamentazione degli spazi comuni (sedi delle società sportive, uso della casa del custode, locali adibiti a scuola di ballo)
  • Estensione dell’orario di apertura anche al sabato, alla domenica mattina ed al mese di luglio

Criticità e problemi delle altre strutture sportive esistenti con particolare riferimento agli impianti di cui alla legge 219/81

Il Comune di Napoli è proprietario degli impianti sportivi che insistono sul territorio cittadino realizzati grazie alla legge post terremoto n. 219/1981 e gestiti dal CONI attraverso due convenzioni: rep. 65753 del 18/07/1996 e rep. 74491 del 25/01/2005. Tali convenzioni sono scadute da oltre un decennio e gli impianti in questione sono stati riaffidati alle associazioni che li hanno finora gestiti, affinché non venisse dispersa l’esperienza sociale e sportiva che questi impianti hanno accumulato nel corso degli anni e le strutture non venissero vandalizzate.

Condizioni attuali degli impianti / lacune dell’attuale gestione La cattiva gestione del patrimonio impiantistico sportivo da parte dell’Amministrazione uscente (ma anche delle precedenti) è testimoniata dalla condizione di degrado delle attuali strutture sportive cittadine, soprattutto nelle zone periferiche, ingiustamente considerate come impianti “di serie b” rispetto a quelle di gestione diretta da parte del Comune. Ciò nonostante tali strutture, nonostante la scarsezza di fondi, l’abbandono e in ogni caso di fatiscenza, continuano ancora oggi a formare campioni di rilievo nazionale e spesso anche internazionale, oltre ad essere un importante centro di aggregazione soprattutto giovanile. Non vi è un censimento completo delle strutture comunali e l’aggiornamento del regolamento d'uso di tali impianti, che risale all'ormai lontano 1997 (delibera n. 280 del 23.9.1997) ed è del tutto inadeguato alla gestione attuale, in quanto richiederebbe modalità certe delle procedure di affidamento delle concessioni anche alla luce delle sopravvenute modifiche normative, tra cui la recente legge n.147/2013 (art. 1 commi 303, 304, 305) e la legge regionale n. 218 del 25.11.2013.

Nostre proposte
  • Immediato aggiornamento del regolamento comunale dell'uso degli impianti sportivi e conclusione del censimento di quelli in concessione con individuazione dei soggetti gestori e dei relativi canoni (quelli dovuti e quelli effettivamente versati).
  • Indizione di procedure di concessione e gestione degli impianti sportivi (con particolare attenzione agli impianti delle periferie) in cambio di precise garanzie sulla manutenzione sull’ammodernamento degli stessi.

Nelle procedure di affidamento delle nuove concessioni costituiscono obiettivi prioritari:

  • Immediato aggiornamento del regolamento comunale dell'uso degli impianti sportivi e conclusione del censimento di quelli in concessione con individuazione dei soggetti gestori e dei relativi canoni (quelli dovuti e quelli effettivamente versati).
  • Indizione di procedure di concessione e gestione degli impianti sportivi (con particolare attenzione agli impianti delle periferie) in cambio di precise garanzie sulla manutenzione sull’ammodernamento degli stessi. Nelle procedure di affidamento delle nuove concessioni costituiscono obiettivi prioritari: a) l’introduzione di “clausole sociali” che garantiscano l’accesso gratuito agli impianti per particolari fasce di popolazione (ad es. meno abbienti, adolescenti a rischio, anziani) attraverso progetti attuabili grazie ad intese con personalità nell’ambito del terzo settore; b) l’utilizzo di fonti energetiche alternative e di economizzatori dei consumi idrici ed elettrici; c) l’utilizzo per la ristrutturazione delle piste di atletica e delle superfici sportive in gomma di materie prime seconde derivate dal riciclo dei rifiuti (pneumatici fuori uso, scarpe in gomma ecc.); d) la preservazione della specificità e del patrimonio sportivo delle società operanti nelle strutture; e) la parametrazione dei canoni di concessione al valore economico effettivo della gestione dell'impianto ed agli interventi da realizzare, al fine di evitare indebiti arricchimenti dei concessionari attraverso lo sfruttamento del patrimonio comunale
  • Impegno dell’Amministrazione a promuovere, nelle scuole di ogni ordine e grado, le discipline sportive che vengono praticate negli impianti comunali, favorendo la dialettica tra istituti scolastici e strutture sportive. Incentivazione alla stipula di convenzioni con le istituzioni scolastiche finalizzate sia a sopperire alle lacune dell’edilizia scolastica per quanto riguarda l’impiantistica sportiva, sia per incentivare l’accesso al mondo dello sport fin dalla giovane età. Aggiornamento del regolamento comunale che prevede l'uso delle strutture sportive scolastiche oltre l'orario di lezione e nel periodo estivo con statuizione di criteri omogenei e trasparenti di affidamento
  • Individuazione dei meccanismi di premialità economica per le associazioni sportive dilettantistiche che producono risultati sportivi sia di sport collettivi che per discipline individuali
  • Incentivazione della installazione di attrezzature sportive di base in aree pubbliche, parchi e giardini (cd. “street-workout”) che consentano ai cittadini di praticare sport all’aperto. Stante l’esiguo valore economico di tali attrezzature, la realizzazione di tali installazioni può essere finanziata attraverso piccoli contratti di sponsorizzazione e/o partenariati con esercizi commerciali interessati o con case produttrici di attrezzature/abbigliamento sportivo

Situazione attuale/Censimento

La situazione dei parchi nell'area metropolitana e periferica presenta nel complesso uno stato estremamente semplice da descrivere, ma nel contempo raccoglie in se tutta la situazione di degrado che ad oggi nessuna amministrazione è mai riuscito a risolvere nemmeno in piccola percentuale. Pur essendoci una lista di oltre 50 parchi giardini e simili, praticamente si può dire che nessuna di queste aree, che dovrebbero, almeno in teoria, alleviare e migliorare la qualità della vita dei cittadini, in special modo bambini e anziani, viene, se non in minima parte controllata e gestita in modo tale da assecondare i desideri degli utenti.

Distribuzione sul territorio

Pur essendoci una distribuzione sul territorio di numerosi piccole strutture queste sono nettamente insufficienti a quanto il cittadino dovrebbe avere disponibile. Le aree di maggior rilievo dimensionale risultano essere in sostanza due che da sole coprono circa il 65% di tutte le aree in questione (circa 2.300.000 mq su un totale di circa 3.400.000). Mentre le aree di maggior dimensione sono affidate al comune con evidenti scarsissimi risultati, si riesce a vedere qualche miglior risultato solo in quelle aree (limitate) affidate a gruppi o associazioni di Cittadini che spesso contribuiscono anche a proprie spese per gestire quanto affidatogli.

Né viene data a questi ultimi una garanzia almeno per quanto attiene lavori e servizi di esclusiva pertinenza dell'amministrazione comunale. Alcune strutture risultano praticamente inagibili per cause che spesso non vengono praticamente mai chiarite o comunicate se non con generici avvisi senza alcuna specifica documentazione. Si riscontra anche una mancanza di rispetto degli orari a causa di una gestione personale della cosa pubblica.

Cause del degrado: Pur essendoci un servizio “giardini” questo risulta essere totalmente inadempiente a tutto quanto sia relativo al verde cittadino. Le piante, gli alberi, le siepi i prati e tutto quant’altro ad essi connessi non hanno alcuna gestione ne controllo sulla loro condizione, tipicamente quando qualcosa presenta qualche problema si procede all'estirpazione o all'abbattimento senza mai fornire evidenza dello stato di salute della pianta. In contemporanea non viene mai praticamente sostituita la pianta che alla fine risulta essere solo un ricordo, depauperando il parco di piante e verde.

In pratica in tulle le aree manca una sorveglianza che garantisca il sano comportamento del cittadino che spesso per incuria o per vandalismo è libero di fare ciò che ritiene di suo gradimento. La mancanza di un sistema di videosorveglianza operativo ed efficiente non fornisce deterrenza alcuna ai vandali o agli incivili. Mancano spesso regole scritte e visibili all'ingresso.

I servizi igienici sono il più delle volte impraticabili causa la mancanza di controllo e pulizia periodica, i cestini, quando presenti sono prevalentemente colmi ed inutilizzabili. Frequenti e spesso insormontabili sono le barriere architettoniche che precludono l’accesso alle strutture a persone con disabilità.

Nostre proposte
  • Verifica dell’efficienza e delle dotazioni del servizio parchi e giardini;
  • Abbattimento delle barriere architettoniche che limitano l’accesso ai parchi e ampliamento dei sistemi di videosorveglianza, vigilanza e custodia di tutte le aree verdi. Reperimento di fondi per il ripristino dei servizi igienici e le relative forniture di materiali di consumo.
  • Incentivazione di forme di “adozione” di piccoli parchi, aiuole e giardinetti da parte di associazioni di cittadini e/o privati che garantiscano, in aggiunta (e si badi bene non in sostituzione) all’intervento degli addetti comunali, oltre alla manutenzione, anche la vigilanza e il corretto uso da parte dell’utenza.
  • Piantumazione di nuove piante, nei parchi che necessitassero di rinvigorire le aree verdi a causa di abbattimenti o di capitozzatura indiscriminata;
  • Istituzione nei parchi e nelle aree verdi di apposite aree dedicate al compostaggio al fine di fornire un esempio pratico ed evidente ai cittadini ed alle scolaresche delle Best Practices in materia di compostaggio domestico/condominiale e promozione di progetti comunali per lo sviluppo in strutture idonee e recintate di orti pubblici biologici che, nel rispetto delle piante autoctone e della loro stagionalità, avvicinino i cittadini e le scolaresche al rispetto ed alla cura della flora cittadina per recuperare e mettere a disposizione della comunità gli innumerevoli spazi verdi pubblici anche abbandonati (aiuole, cortili, terreni comunali);
  • Creazione all’interno dei parchi più grandi, di aree in aree circoscritte (con le modalità previste dalle leggi in vigore relative alla gestione degli animali in generale e dei cani nello specifico) dedicate alle passeggiate zooantropologiche pensate nell’ottica del miglioramento della relazione del cane sia all’interno del gruppo familiare che all’interno di gruppi co-specifici, nonché di zone di Birdwatching e di ascolto dell’avifauna (percorso speciale per i non vedenti)
  • Gratuità dell'accesso a tutti i parchi sul territorio comunale, anche se all'interno degli stessi sono presenti musei (Bosco di Capodimonte, villa Floridiana ecc)
  • Utilizzazione di economizzatori d’acqua per gli impianti di irrigazione e di fonti energetiche rinnovabili per tutte le esigenze elettriche.
  • Promozione di progetti comunali per lo sviluppo in strutture idonee e recintate di orti pubblici biologici che nel rispetto delle piante autoctone e della loro stagionalità avvicinino i cittadini e le scolaresche al rispetto ed alla cura della flora cittadina per recuperare e mettere a disposizione della comunità gli innumerevoli spazi verdi pubblici abbandonati (aiuole, cortili, terreni comunali);
  • Utilizzo di diserbanti naturali e di tecniche di cura delle piante biocompatibil

Riqualificazione e riconversione di aree abbandonate in aree verdi e/o in spazi attrezzati per lo sport o per i bambini.

La città di Napoli è purtroppo contraddistinta da una cronica mancanza di impianti e strutture sportive ed, ancor di più di parchi ed aree verdi. Complice uno sviluppo urbanistico stratificato nel corso dei secoli e raramente oggetto di un’ordinata pianificazione, il tessuto cittadino dal centro alla periferia è assolutamente deficitario, rispetto all'entità della popolazione, di un adeguato numero di parchi e giardini, oltre che di aree/strutture attrezzate per lo sport. Di converso, soprattutto in periferia proliferano aree abbandonate, spazi di scarso o nullo valore commerciale abbandonati ad uno stato di degrado che molto spesso diventano discariche a cielo aperto, ricettacolo di rifiuti, aree di spaccio o di meretricio.

Pur nella situazione di cronica mancanza di fondi e di difficoltà di bilancio, l'obiettivo di operare una riqualificazione di tali aree, contrariamente a quanto sostenuto fino ad oggi dagli amministratori comunali, non è pura utopia.

In realtà il costo per la pulizia di queste aree, lo smaltimento dei rifiuti che le ingombrano, l’allestimento di piccoli giardinetti, aiuole, attrezzature per lo “street-workout” o parchi giochi per bambini ha un costo talmente esiguo da poter essere agevolmente sostenuto attraverso donazioni individuali o di gruppo da parte dei cittadini residenti o degli esercizi commerciali più vicini in veste di piccoli sponsor. L’apporto dei privati, quantomeno nelle zone maggiormente prospicienti ad abitazioni ed esercizi commerciali, al di là del reperimento dei fondi, avrebbe inoltre l’effetto virtuoso di far crescere negli abitanti del quartiere, soprattutto i più giovani, la consapevolezza che “il bene pubblico è anche nostro”, con la conseguenza di ridurre gli episodi di vandalismo ed aumentare anche una forma di vigilanza “de visu” che può essere ben più efficiente dei più moderni sistemi di videosorveglianza.

Si propone, pertanto, di avviare campagne di sensibilizzazione dei cittadini attraverso iniziative finalizzate all’individuazione delle aree da riqualificare, al coinvolgimento degli abitanti per la destinazione delle stesse (mediante piccoli referendum di quartiere), alla promozione e al sostegno di comitati cittadini e associazioni senza scopo di lucro finalizzate all’adozione dello spazio ed alla relativa manutenzione/vigilanza, fino ad arrivare al possibile coinvolgimento di imprenditori ed esercizi commerciali per cofinanziare il necessario allestimento, in cambio di spazi pubblicitari.

Il Patrimonio del Comune di Napoli comprende 66.987 cespiti ripartiti in 11 tipologie, suddivise in 95 strutture di immobili, e presenti in 67 Comuni, raggruppati in 8 Province e distribuite in 3 Regioni.

In sintesi il Patrimonio del Comune di Napoli è presente in:

62 Comuni della Campania, ripartiti in 4 Comuni della Provincia di Avellino, in 3 Comuni della Provincia di Benevento, in 46 Comuni della Provincia di Napoli, in 8 Comuni della Provincia di Caserta ed in 1 Comune della Provincia di Salerno; 1 Comune della Basilicata e precisamente in 1 Comune della Provincia di Potenza; 4 Comuni della Puglia, ripartiti in 2 Comuni della Provincia di Brindisi ed in 2 Comuni della Provincia di Foggia. Il 54,1% degli elementi quantitativi del Patrimonio è costituito da due sole voci ( Abitazioni e Posti auto scoperti) e l’80% è costituito da sole 6 voci (Abitazioni, Posti auto scoperti, Cantinole ad uso esclusivo, Esercizi commerciali e ricreativi, Posti auto coperti e Box ad uso esclusivo).

Il 92,95% dei cespiti è situato nel Comune di Napoli. In particolare nella città di Napoli sono presenti 62.262 cespiti dei quali 25.849 sono appartamenti. La parte del Patrimonio Comunale messo a reddito comprende 24.547 cespiti ripartiti in 7 tipologie, suddivise in 42 strutture di immobili, e presenti in 24 Comuni, raggruppati in 2 Province e distribuite in 2 Regioni.

In sintesi il Patrimonio del Comune di Napoli messo a reddito è presente specificamente in 23 Comuni della Campania, tutti concentrati nella Provincia di Napoli ed in 1 Comune della Puglia, e precisamente Orsara di Puglia, presente nella Provincia di Foggia. Circa il 90% della composizione percentuale del Patrimonio dato in fitto, in base alla tipologia delle strutture di immobili, è costituito da 21.988 Abitazioni. Mentre la suddivisione del patrimonio in base alle quantità per tipologia delle strutture di immobili è presente per più del 90% nel Comune di Napoli, 22.252 cespiti.

Il Patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, oltre ad avere un enorme valore storico, artistico, culturale e sociale, rappresenta la voce più importante del Bilancio del Comune, pertanto ha un’importanza strategica vitale per le azioni di riequilibrio, economico-finanziario, che possono essere attuate attraverso un’attenta gestione, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio disponibile, prestando particolare attenzione alla tutela delle fasce deboli garantendo il diritto alla casa.

I 4 punti principali che il Movimento 5 Stelle intende perseguire sono:

  • Strutturazione di un’Anagrafe per la gestione trasparente del Patrimonio Immobiliare

La prima carenza con cui ci si scontra è proprio l’assenza di un corpus anagrafico che possa essere quanto meno soddisfacente nella catalogazione dei cespiti, per non dire nella definizione delle loro caratteristiche principali, ossia lo stato di conservazione e l’attuale uso: questo per considerare le qualità di base per una corretta gestione. Ecco perché qualsiasi iniziativa sul patrimonio non potrà prescindere da una prima operazione ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE: la redazione di un corretto Sistema di Gestione Patrimoniale che includa, quale base di lavoro, un’anagrafe aggiornata qualitativamente valida del patrimonio. Dopo un'analisi del personale disponibile interno all'ente, a seconda delle professionalità a disposizione, il sistema potrà essere redatto utilizzando dipendenti del Comune o esternalizzato, in via del tutto eccezionale e temporaneamente, qualora non fossero reperibili risorse interne.  Il sistema potrà essere realizzato con software open source o attraverso il “riuso” di software come richiamato dal Codice dell’Amministrazione Digitale; in un'ottica di trasparenza dovrà essere connesso alla piattaforma web istituzionale che consenta a tutti i cittadini l'accesso ai dati , con esclusione di quelli sensibili, contenuti nello stesso.

  • Diritto alla casa: analisi e riqualificazione del patrimonio abitativo e strategie di assegnazione

Dall'analisi svolta tramite la strutturazione dell'Anagrafe del Patrimonio si potrà definire in maniera realistica la situazione del patrimonio residenziale in possesso del Comune di Napoli. E' già comunque possibile affermare che l'ente ha sicuramente un grande quantitativo di alloggi di edilizia economica e popolare che versa in condizioni di conservazione pessima, la cui gestione e manutenzione risulta essere un costo passivo. Sono ipotizzabili varie strategie per la cessione ai conduttori per cifre simboliche proporzionate al loro reddito ISEE (come ad esempio affitto con riscatto), eliminando così i costi gestionali e contemporaneamente svolgendo la reale funzione sociale e politica degli alloggi di edilizia economica e popolare.

  • Riqualificazione e valorizzazione del Patrimonio Immobiliare

Si può ipotizzare di programmare degli interventi di manutenzione straordinaria di riqualificazione del patrimonio utilizzando, se necessario, anche i fondi europei, eventualmente anche inserendo gli interventi in progetti di ricerca, oltre che tramite campagne di Fundraising. In un ottica di valorizzazione, i singoli interventi dovranno essere già in fase progettuale inseriti in un piano integrato di recupero del manufatto, ossia dovranno prevedere una strategia di riuso per evitare che il bene recuperato vada incontro ad un nuovo lento decadimento.

  • Riduzione degli sprechi attraverso l’ottimizzazione dei fitti attivi

Tra le prime strategie per ottimizzare il patrimonio, va sicuramente applicata quella relativa al recupero dei fitti attivi, ossia, considerando gli uffici e/o le funzioni dell'Ente dislocate in immobili non appartenenti al Patrimonio disponibile dello stesso e per l'occupazione dei quali vengono pagati dei canoni di locazione, in un'ottica di riduzione degli sprechi si potrà in breve tempo ipotizzare di trasferire le suddette funzioni in spazi di proprietà comunale.

PIANIFICAZIONE URBANISTICA: USCIRE DALL’IMMOBILISMO No alle grandi opere e al consumo di suolo, Sì alla valorizzazione dell’esistente e a fare molto con poco. PROPOSTE PRINCIPALI:

  • Attuazione del PRG attraverso interventi di riqualificazione urbana che migliorino la vivibilità dei quartieri e le condizione per impiantare attività economiche compatibili (start up, ricerca, terziario, turismo);
  • Possibilità di fruizione effettiva da parte dei cittadini del verde pubblico, del mare e dei grandi parchi urbani (parco delle Colline di Napoli, Camaldoli), questi ultimi anche in funzione di riconnessione ambientale metropolitana
  • Programma di manutenzione e ampliamento del patrimonio di abitazione pubbliche per affermare il diritto di tutti ad una casa decente e a buon mercato;
  • Forte coordinamento progettuale e gestionale della pianificazione urbanistica con le tematiche del trasporto pubblico, della qualità urbana e della manutenzione ordinaria e straordinaria della città (lavori pubblici).

Le nostre proposte:

Incremento della videosorveglianza:

Napoli con i PON 2007/2013 ha già visto l’installazione di un sistema di videosorveglianza del territorio (costato circa 9 mln di euro), purtroppo coordinato male e gestito peggio. Infatti dalla mappa in allegato si vede come le telecamere siano posizionate non in luoghi strategicamente significativi, ma piuttosto in zone già largamente presidiate. Noi suggeriamo di incrementare il sistema, non nella quantità dei dispositivi che ad oggi ne sono circa 600 di cui la metà non funzionante, ma nella qualità, ovvero riteniamo che sia necessario installare i dispositivi lì dove si avvertono esigenze. Territori tra l’altro resi tristemente noti dai fatti di cronaca giornalieri.

Screening del territorio:

Per screening del territorio si intende la mappatura da effettuare, in collaborazione con le forze dell’ordine e l’incrocio dei dati, che restituisce l’immagine delle criticità della città in modo da poter operare in maniera più tempestiva e precisa ed evitare errori grossolani, come quello sui punti d’installazione delle videocamere, che portano a buchi nell’acqua invece che a successi. Lo screening del territorio è usato soprattutto nelle zone critiche, si divide la mappa del territorio in quadranti, e ogni quadrante si divide in aree contraddistinte da colori, le zone verdi sono quelle con pochi o nessuna emergenza, le zone arancioni sono quelle dove avvengono reati minori come furti, scippi ecc., e le zone rosse sono quelle dove la malavita ha installato delle vere e proprie avanguardie di potere e controllo e che richiedono misure straordinarie.

Sicurezza Edile

Interventi a breve termine:

  • Istituzione numero verde segnalazioni di pericolo.
  • Potenziamento e razionalizzazione degli uffici comunale addetti alla sicurezza, con l’istituzione di un coordinamento permanente tra l’ufficio di Protezione civile e il servizio Difesa idrogeologica del territorio e sicurezza abitativa (curando per quest’ultimo in particolare il potenziamento e l’integrazione anche con i Servizi Verde della Città, Progettazione, realizzazione e manutenzione strade e grandi assi viari e sottoservizi, Sistema delle infrastrutture di trasporto, delle opere pubbliche a rete e dei parcheggi, ma anche tutti i servizi tecnici delle Municipalità e i servizi Edilizia Privata e Edilizia Pubblica).
  • Stop immediato alla realizzazione di nuovi volumi in tutte le zone rosse.
  • Redazione dei piani di emergenza per tutte le zone rosse.
  • Istituzione di una Commissione Sismica Comunale.
  • Completamento di tutte le opere di difesa naturalistica in corso (protezione dei versanti della collina dei Camaldoli, reti fognarie principali, adeguamento rete acquedotti e gas )
  • Analisi delle situazioni di pericolo derivanti da interventi antropici di grande impatto in corso, con eventuale procedura di avvio dell’adeguamento degli Studi di Impatto Ambientale relativi (Discariche Pianura, linea 6 metropolitana, progetti in corso a Napoli est, ecc.)
  • Obbligo della redazione di una scheda di vulnerabilità per ogni intervento edilizio che riguardi le parti comuni dei fabbricati (intere facciate) con conseguente obbligo di adeguamento strutturale se ne ricorre il caso.
  • Obbligo di miglioramento strutturale per tutti gli interventi edilizi, anche su parti non strutturali dei fabbricati, qualora gli interventi in progetto rientrino nelle fattispecie di cui al punto 8.4.1 del DM 14.01.08 (punto delle “nuove norme tecniche per le costruzioni” in cui sostanzialmente si prevede obbligo di adeguamento sismico dei fabbricati laddove vi sono variazioni di carichi agenti, di destinazione d’uso o di comportamento strutturale di un fabbricato).

Interventi nel medio termine:

  • Aggiornamento e completamento del Piano di Emergenza Comunale.
  • Riattivare progetti per il recupero del tessuto urbano, con particolare attenzione, non solo al decoro dei fabbricati, ma anche alla loro sicurezza, prevedendo sempre l’obbligo di analisi di vulnerabilità degli edifici e il loro adeguamento ove necessario.
  • Coinvolgimento di tutti i cittadini, nonché degli organismi dello Stato preposti (in particolare i VV.FF., la Protezione Civile, ecc) in un sistema sicurezza, che sia attivo 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno.
  • Laddove ne sia emersa la necessità dall’analisi delle situazioni di pericolo derivanti da interventi antropici di grande impatto in corso, adeguamento degli Studi di Impatto Ambientale relativi (bonifica Bagnoli, Discariche Pianura, linea 6 metropolitana, progetti in corso a Napoli est, ecc.).
  • Piano di recupero delle cavità, con completamento del rilievo di tutte le cavità presenti nel sottosuolo napoletano, anche con l’ausilio delle associazioni di speleologi e della memoria storica dei cittadini.
  • Creazione di una banca dati cittadina di tutte le indagini realizzate nel sottosuolo della città.
  • Redazione di un programma, esteso a tutta la città, di ispezione/manutenzione delle reti di sottoservizi in cui vi sia concreta sinergia tra aziende erogatrici, cittadini e istituzioni.
  • Obbligo per le società erogatrici di sottoservizi di aderire al programma rendendo pubbliche le planimetrie delle reti di loro competenza.
  • Obbligo per le società di comunicare al Comune il programma annuale di manutenzione dell’anno successivo, da sottoporsi ad approvazione in conferenza dei servizi entro termini congrui tali da consentire al comune di aggiornare programma di manutenzione delle reti di tutta la città (30 giugno dell’anno in corso).
  • Obbligo di rispetto della delibera comunale di ripristino almeno della semicarreggiata stradale nel caso di interventi su sottoservizi interrati siti sotto la sede stradale.
  • Possibilità per i cittadini di aderire al programma, sia in fase ispettiva, sia manutentiva, sugli elementi delle reti di importanza minore (es. pulizia caditoie, rilievo e riparazione fogne di piccola dimensione, ecc.), con compensi in termini di sgravi fiscali (Tarsu ridotta, 24 mesi di tempo per sanare tarsu arretrata senza mora o altri oneri comunali).
  • Superamento del concetto “Ordinanza – Certificato di Eliminato Pericolo” e sua sostituzione con un concetto invece di certificazioni del livello di vulnerabilità dell’edificio. Resta l’eliminato pericolo solo per elementi distaccabili delle facciate, ma in quel caso scatta l’obbligo contestuale di produzione entro 60 giorni dell’analisi di vulnerabilità del fabbricato.
  • Infine, in occasione del recupero sismico del costruito, dovranno rendersi obbligatorie misure anche per il contenimento energetico dei fabbricati su cui si va ad intervenire. E’ fondamentale, in una terra martoriata come la nostra, puntare sul recupero dell’esistente, partendo da esigenze di sicurezza ed arrivando all’efficientamento anche in termini energetici.

3 LE PERSONE

Premessa: Il disagio sociale è alla base di molteplici problematiche, che si abbattono come un fardello su tutti i territori, anche su quelli più sviluppati. Se pensiamo che in un territorio come quello partenopeo, dove a farla da padrona è una dispersione scolastica pari al 35% e un tasso di disoccupazione pari al 26% (dati ISTAT), tra giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Su una popolazione di 976.302 abitanti, residenti nel comune di Napoli, circa 130.000 persone sono senza lavoro. Questo vuol dire rinunciare a ricevere cure medico-sanitarie, rinunciare a ricevere un'istruzione, a beneficiare dei mezzi di trasporto (per quanto inefficace sia il servizio) e, nei casi più disperati, rinunciare ad avere un pasto caldo al giorno. E quando poi lo status di disagiato coinvolge anche chi ci è accanto (nella maggior parte dei casi si tratta di minori), allora la questione si fa ancora più drammatica. Uno Studio del National Brand Index afferma che la spinta che porta ad investire in un paese non è la stabilità (come vogliono farci credere) ma è soprattutto l’affidabilità cioè il portare a termine i progetti promessi e che la ricchezza che contribuisce alla percezione di affidabilità è collegata alla VIVIBILITA’ del paese stesso. Il Dr Robert Govers e Simon Anholt del Good Country Index indicano nella sua Cultura la chiave principale per questa spinta (Il Country Brand Index (CBI), giunto alla nona edizione, analizza i Brand dei principali paesi del mondo stilandone una classifica che si basa su molteplici “percezioni” intorno al Brand paese: consapevolezza, familiarità, preferenza, considerazione, advocacy e decisioni di visita. Per ogni Brand paese vengono analizzati i fattori più importanti – aspetti che differenziano davvero le marche Paese – che sono: Value System, Quality of Life, Business Potential, Heritage and Culture, Tourism e Made in. L’indagine si basa sulla raccolta di dati quantitativi e su una survey condotta presso un nutrito numero di esperti ed opinion leader del settore.)

Bisogna affrontare, quindi, un problema della Città guardandolo con approccio allargato su piano internazionale poiché i problemi che gravano sulle nostre città sono problemi collegati tra di loro e vanno osservati su scala internazionale ( Migranti, Crisi Economica, Problemi ambientali etc) solo così possiamo pensare di affrontarli, studiarli e quindi risolverli! Questo sguardo ha ispirato il nostro dibattito e le proposte di soluzione.

Ci impegniamo a mettere in azione regolamenti chiari e univoci per tutti i settori di rappresentanza. Occorre giungere a collegare partecipazione e inclusione nel coinvolgimento dei cittadini in un’ottica di condivisione per potere individuare realmente i bisogni espressi dalla collettività e per la formulazione delle risposte a queste esigenze.

Vogliamo attivare un cambiamento che porti a rigenerare l’ istituzioni del welfare conservando e rafforzando il ruolo politico istituzionale del Comune coordinandolo con tutti i settori che lo rappresentano al fine di esprimere l’ eterogeneità che lo caratterizza. A questo scopo bisogna necessariamente immaginare dei meccanismi di rappresentanza che siano in grado di dar voce alle diversità di pensiero, al pluralismo che esiste nel terzo settore e scardinare la logica che vuole sempre gli stessi attori, protagonisti della rappresentanza con le istituzioni perché noi vogliamo Trasformare il Cittadino da utente a promotore delle politiche sociali e renderlo in grado di scegliere il servizio di cui vuole usufruire. Inoltre vogliamo introdurre forme di premialità per il riconoscimento dei comportamenti virtuosi . I principi ispiratori delle politiche sociali del comune devono essere quelli dell’inclusione, della condivisione, della collaborazione, dell'equità, dell'uguaglianza, della continuità, e della trasparenza.

Queste le nostre proposte:

  • Un Servizio Sociale efficiente effettivamente inclusivo
  • Efficientamento dello Sportello “Per il Sociale” attraverso l’unione di progetti oggi in essere previa analisi tecnico/economica che ne verifichi i reali vantaggi e le ricadute della loro erogazione. Accorpare i progetti per macroaree: infanzia, famiglia, adolescenti, scuola, difficoltà economiche, integrazione multietnica, anziani e disabili.
  • Prolungamento della durata dei progetti autorizzati, con verifiche periodiche, al fine di dare maggiore continuità alle attività stesse per consentire non solo il loro adeguato svolgimento ma anche combattere la percezione d’ incertezza che spesso va a minare la loro stessa buona riuscita
  • Informatizzazione con la realizzazione di un’anagrafe del disagio sociale e mappatura sul territorio
  • Riorganizzare le associazioni ed i comitati operanti sul territorio, favorendo opere di volontariato, per il raggiungimento di precisi obiettivi di solidarietà
  • Ridistribuire l’organizzazione della sussidiarietà attraverso un proficuo utilizzo delle risorse delle Municipalità
  • Prevenire, gestire, risolvere situazioni di disagio e di emarginazione sociale, con particolare riferimento alle categorie di cittadini più deboli, maggiormente bisognosi di assistenza o gravemente colpiti dall’attuale crisi economica
  • Sostenere il lavoro degli operatori che operano sul territorio. Integriamo le informazioni con l’attivazione di un portale digitale in cui inserire, censire, gestire ed aggiornare tutte le informazioni di persone inserite in programmi di tutela ed assistenza sociale e sanitaria, per stimolare una reale processo di integrazione anche all’interno del tessuto economico e lavorativo della città. DESCRIZIONE: L’idea è quella di creare finalmente un vero coordinamento tra le diverse realtà che operano nella prevenzione e contenimento del disagio sociale e soprattutto nella tutela delle fasce della popolazione più debole dai minori, ai disabili, agli anziani, agli immigrati… che solitamente si trovano in carico a più enti, che spesso non si parlano e non viene pertanto creato un percorso di assistenza realmente rispondente alle esigenze dell’utenza. Il concetto è quello di creare una piattaforma di dialogo tra tutti gli attori coinvolti nell’azione di prevenzione, contenimento, risoluzione della situazione di disagio per singolo utente. Un luogo virtuale in cui più competenze ed esperienze possano fondersi assieme per contribuire alla realizzazione di un progetto unitario. Inoltre, attraverso un sistema di Knowledgesharing, potrebbe finalmente realizzarsi un vero scambio di esperienze e buone prassi tra i diversi esperti contribuendo alla creazione di una reale processo di integrazione sociosanitaria e ove possibile anche lavorativa.

WELFARE

PROPOSTA: REDDITO DI CITTADINANZA COMUNALE

La proposta si prefigge di dare dignità al cittadino, che vive sotto la soglia di povertà, inizialmente, sottoforma di servizi (istruzione, sanità, trasporto pubblico), almeno fino a quando non avremo una legge nazionale sul reddito di cittadinanza e/o condizioni del bilancio del comune di Napoli favorevoli anche per l'assegnazione di un assegno civico per le famiglie fortemente disagiate, in cambio di attività di proprio interesse che il comune di Napoli mette a disposizione. In altre parole, partendo dalla proposta nazionale del reddito di cittadinanza, si è puntati alla tutela dei servizi essenziali (inclusi nella stessa proposta nazionale del reddito di cittadinanza) da destinare alle fasce deboli. Possono beneficiarne disoccupati/inoccupati, studenti, disabili e pensionati a rischio esclusione sociale. I tetti di spesa per la realizzazione del suddetto progetto sono ricavabili dai tagli a spese in eccesso, enti inutili, abbassamento stipendi pubblica amministrazione, lotta alla corruzione, affitti d’oro, beni confiscati alla camorra, azione di controllo sui rapporti tra associazioni e cooperative con il comune di Napoli, etc. Non è da escludere che nella proposta siano previsti servizi a costo zero e/o servizi, i cui costi beneficino già attualmente di una erogazione di fondi da parte del comune. Il suddetto piano di inclusione sociale abbraccia tutte le tematiche affrontate finora al tavolo delle politiche sociali (diritti degli animali, assistenza domiciliare, disabilità, etc.).

TUTELA DEGLI ANIMALI

Premessa: Pensare una città modernamente significa immaginarla come un Sistema complesso e dinamico, all’interno del quale tutti gli elementi che lo compongono sono in relazione tra di loro e si influenzano a vicenda. La città è quindi“ il luogo all’interno del quale si realizzano le relazioni” che non sono, quindi, solo relazioni tra esseri umani ma tra tutti gli esseri viventi che la abitano. Dalla fine degli anni ottanta, inoltre, ha preso piede in Italia una nuova disciplina, la Zooantropologia, che studia l’uomo in funzione del suo rapporto con gli animali, capendo quanto proprio in nome di questa preziosa ed indispensabile alleanza l’uomo si sia potuto evolvere e abbia potuto sviluppare il pensiero cognitivo che lo contraddistingue. Le città sono abitate anche dagli animali, quindi, alcuni liberi altri, la maggioranza , come animali familiari e la loro presenza nella comunità umana è di straordinario aiuto per il raggiungimento dell’equilibrio psicofisico necessario alla Vita. Inoltre il sindaco di una città è il “proprietario” degli animali liberi ed è quindi il garante della loro salute e benessere. Questa premessa è necessaria per capire perché Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo pensato che fosse necessario dedicare attenzione alla presenza degli animali in città valutandone soprattutto l’aspetto della relazione, avendo cura che questa si realizzi nella maniera migliore e più attenta possibile affinchè possa rappresentare una risorsa importante per la città.

Queste le nostre proposte:

  • Incremento delle aree verdi e manutenzione di quelle già esistenti : NO AREE CANI RECITANTE ma fare in modo che ogni quartiere abbia un suo spazio verde nel quale una zona sia riservata alle passeggiate con il proprio cane anche senza guinzaglio fare una mappa delle aree verdi rapportata alla densità abitativa canina che il parco più grande di ogni circoscrizione abbia una zona riservata per le passeggiate zooantropologiche pensate nell’ottica del miglioramento della relazione del cane sia all’interno del gruppo familiare che all’interno di gruppi co-specifici; a questo scopo, a rotazione mensile, verrà data la possibilità a diverse scuole di educazione cinofila di organizzare eventi utili a fornire consigli nella gestione del cane familiare alle persone che lo vorranno, in modo da migliorarne i rapporti, superare eventuali conflittualità ( abbai che disturbano il vicinato, aggressività, o altre difficoltà) e diminuire in questo modo la possibilità di abbandoni
  • Fornire tutti i parchi cittadini di zone di Birdwatching e di ascolto dell’avifauna ( percorso speciale per i non vedenti) che saranno gestite da associazioni di ornitologi e da volontari
  • Costituire un albo delle Associazioni di volontariato per la cura dei cani, gatti e altri animali liberi e supportare con co-finanziamenti ( attraverso sponsor) l’acquisto di mangime e altri strumenti necessari alla cura dell’animale stesso. Premiare con sgravi o facilitazioni fiscali chi se ne prende cura

SALUTE - SERVIZI PER ANZIANI

Premessa: Il nostro programma punta a proteggere la salute dei cittadini come bene primario, che non deve sottostare alle leggi di mercato. Il benessere dell'individuo è da considerare un aspetto determinante dell'uomo. La sanità pubblica in Italia è ammalata di un male cronico e nessuno dei nostri politici intende curarla! Possiamo farlo noi!

“Vale più la vita di un essere umano che tutto l’oro dell’uomo più ricco del mondo”

Queste le nostre proposte:

  • Potenziare l’assistenza sanitaria a domicilio, per le lunghe e medie degenze, in collaborazione con ASL di zona, Provincia, Regione ed privilegiando Associazioni di volontariato. Avviare progetti di “Mutuo soccorso” con il supporto di cittadini, volontari, della terza età. Pianificare uno studio “malattie diffuse sul territorio” ai fini di un serio monitoraggio della salute dei cittadini
  • Istituire un programma di formazione del personale delle cooperative partecipate e private, allo scopo di potenziare la qualità del servizio agli assistiti
  • Creare locali adibiti a deposito all’interno delle strutture comunali o ASL territoriali per Ausili/presidi che al momento della chiusura del caso assistenziale possono essere restituiti, al fine da poterli assegnare se in condizioni idonee ai nuovi utenti presi in carico, evitando cosi uno spreco di risorse
  • Campagna di pubblicizzazione del servizio attraverso Medici di medicina generale e ASL territoriali
  • Istituire un Ambulatorio Popolare, uno spazio in cui medici e cittadini ti aiuteranno a trovare risposte immediate a tutti i tuoi bisogni di assistenza sanitaria, uno spazio in cui scendere in campo insieme per rivendicare quei servizi che ci negano, ma che ci spettano! Tagli ai servizi, organici insufficienti, costi sempre più alti, liste d'attesa lunghissime, qualità dell'assistenza in caduta libera…
  • FARMACIA POPOLARE istituita su ogni Municipalita’ dove ognuno potrà portare i farmaci che non utilizza più, evitando così di farli scadere in qualche armadietto di casa e dando così la possibilità a qualcun altro di poterseli procurare con semplicità senza doverli necessariamente acquistare a caro prezzo
  • TAXI SOCIALE MUNICIPALE rivolto a persone anziane - al di sopra di 60 anni - e persone disabili con certificazione ex legge 104/92, residenti o domiciliati nel Comune di Napoli, che non hanno la possibilità di utilizzare mezzi pubblici e non possono essere accompagnati da parenti o conoscenti.

COSI SUDDIVISO: Trasporti Sociali (approvvigionamento di beni alimentari, uffici postali, circoli anziani e progetti ricreativi o anche semplici commissioni giornaliere). Trasporti Sanitari (visite mediche, esami clinici, cicli di cura e riabilitazione presso strutture pubbliche e/o private, disbrigo di pratiche sanitarie. Per poterlo realizzare abbiamo sviluppato un progetto assolutamente originale ed innovativo del quale tutti possono beneficiare. Un veicolo come mezzo di diffusione pubblicitaria utilizzato per la mobilità della collettività con notevoli vantaggi attraverso la riduzione dei costi di gestione per l’amministrazione comunale. L'incontro fra due mondi apparentemente contrapposti attraverso un utilizzo intelligente della raccolta pubblicitaria sul territorio destinata ad interventi in grado di incidere concretamente in particolari situazioni sociali. Per l'imprenditore questa forma di investimento dà un'estrema visibilità, in quanto è la stessa pubblicità ad andare verso il potenziale cliente e non viceversa ed è un'immagine positiva agli occhi dell'intera comunità quale portatore di benefici concreti

  • Avviare un progetto di defibrillazione precoce all’interno delle scuola è di fondamentale importanza anche dal punto di vista culturale: infatti, le strutture scolastiche si rivelano particolarmente adatte allo svolgimento di iniziative atte alla diffusione capillare della cultura della cardio-protezione, con possibilità concreta di coinvolgere cittadinanza ed istituzioni in progetti radicati sul territorio. In questo contesto, il reperimento dei fondi non è un problema: bastano infatti pochi euro ad alunno per finanziare la protezione di un complesso scolastico di un migliaio di studenti. Inoltre, le nostre soluzioni di sponsorizzazione supportano l’amministrazione scolastica nel reperimento di sponsor e donatori locali disposti a finanziare i dispositivi, legando i propri nomi alle iniziative di defibrillazione.

Attivando con noi il tuo progetto di cardio-protezione, possiamo offrire alle scuole:

  • migliori defibrillatori DAE semiautomatici esterni disponibili sul mercato;
  • corsi di formazione BLS-D e L.81/08 con integrazione BLS-D direttamente presso la struttura scolastica;
  • meeting gratuiti di presentazione dei progetti alla popolazione scolastica ed alla cittadinanza;
  • vasta scelta di teche e cartellonistica di segnalazione per un perfetto posizionamento della postazione di defibrillazione;
  • programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site;
  • consulenza fiscale, campagne di raccolta fondi e sponsorizzazioni, piani di noleggio operativo delle postazioni di defibrillazione;
  • pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose.
  • lotta e prevenzione alle tossicodipendenze con l'utilizzo della figura degli operatori di strada e cercando una collaborazione con il SERT per aprire sportelli nei luoghi di maggior spaccio e consumo e, quindi, di degrado della città.
  • Potenziare l’utilizzo nelle strutture sanitarie e negli interventi domiciliari della Zooterapia (TAA) come terapia non farmacologica. Il lavoro con un animale se eseguito con competenza nell’ottica terapeutica, non è l’esecuzione di gesti ripetuti e consueti, ma consiste nell’ attivare l’affettività ed altre dimensioni insite nella capacità relazionale dell’individuo. Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova tecnica come terapia non farmacologica per affiancarla alla ROT nella stimolazione multimodale di malati di Alzemier, nelle disabilità psicofisiche del bambino. L’animale è un forte catalizzatore emotivo e la pet therapy , attraverso la grande metafora del gioco, determina la demedicalizzazione del sintomo ed un conseguente abbassamento delle resistenze del paziente, tutto questo si realizza con una migliore apertura emotiva che predispone così alle attività terapeutiche soprattutto nelle fasi di stallo di quelle tradizionali. La ricchezza di un sistema terapeutico interspecifico sta in ciò che l’animale restituisce al suo tutore in termini sia emotivi che comportamentali e come poi queste informazioni possono trasformarsi in agiti terapeutici grazie al lavoro della èquipe al fine di raggiungere gli obbiettivi terapeutico/ riabilitativi prefissati. La Zooterapia, infatti è una terapia non farmacologica che affianca quelle tradizionali e che si impiega nelle malattie dell’età evolutiva, nelle malattie neurodegenerative dell’anziano ma anche come facilitatore nelle psicoterapie.

ANZIANI

  • Individuare e coinvolgere cittadini di terza età per attività socialmente utili. Creare una rete di assistenza alle persone anziane che si trovano in difficoltà per la gestione della vita quotidiana e non hanno la possibilità di ricevere aiuto dai propri familiari. INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva)
  • Istituiti dei corsi finanziati dal comune indirizzati agli anziani durante i quali verranno spiegate le più comuni pratiche di truffa ai loro danni
  • Istituire corsi gratuiti organizzati dal Comune e/o associazioni per la formazione all’UTILIZZO dei personal computer
  • Internet per gli anziani: istituire corsi gratuiti organizzati dal Comune e/o associazioni per l’insegnamento di programmi facilitati per gli anziani; favorire le chiamate Skype nelle case di riposo per permettere agli anziani di telefonare gratis a parenti ed amici

DISABILITA' E DINTORNI

Premessa: Le persone con problemi di disabilità hanno dovuto in molti casi rinunciare a diritti sanciti. La riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, per esempio per i tagli dei fondi destinati, sta creando veramente gravi disagi non solo alle persone disabili ed alle loro famiglie ma anche alle Istituzioni scolastiche stesse. Questa politica ha portato all’abbandono scolastico da parte di molti ragazzi in difficoltà, attaccando in questo modo, un’Istituzione strategica per l’ accoglienza bambini e d adolescenti in difficoltà. Le linee guida sulla disabilità sanciscono il principio che il disabile è tale soprattutto in riferimento all’ambiente che lo accoglie, per questo una città inclusiva è una città pensata soprattutto nell’ottica di dare possibilità di autonomia ed espressione delle proprie capacità a tutti i cittadini incluse le persone con disabilità.

Dopo diversi incontri del Gruppo Disabilità e attente discussioni e studio sono emerse le seguenti criticità legate alla mancanza di fondi.

I punti di deboli sono:

  • Mancanza di eliminazione di Barriere Architettoniche e Piani Peba inesistenti
  • Diritti Negati ai Disabili
  • Mancanza di servizio pubblico di trasporti adeguato per disabilità
  • Mancanza di Strutture sportive adeguate per disabilità
  • Strutture scolastiche non adeguate a disabilità

Per questo sarà necessario innanzitutto:

  • Monitoraggio e Funzione di Controllo sulle varie associazioni che trattano la disabilità
  • Abolizione di intermediazioni tra il Comune e il mondo delle associazioni e cooperative. Molte sono le associazioni virtuose che con onestà e trasparenza gestiscono strutture dando servizi idonei ai cittadini, altre assolutamente non lo sono e rappresentano solo un contenitore per il voto di scambio
  • Monitoraggio e censimento delle strutture comunali sia operative che dismesse nelle varie aree delle rispettive municipalità, oltre a vedere di venire in possesso delle strutture confiscate alla criminalità organizzata,per destinarle a centri polifunzionali specifici multiculturali con piena accessibilità a tutte le disabilità per progetti a tempo a secondo delle esigenze
  • Individuare e coinvolgere cittadini con “diversa abilità” su attività produttive legate a progetti nel sociale, in modo da reinvestire il reddito prodotto ed ampliare la progettualità innescando un processo virtuoso in grado di allargare la base di utenza, migliorare il servizio, avvicinare più persone possibili alle attività di tutti i giorni e che diano ai partecipanti un senso di utilità sociale.
  • Consulte Pubbliche di cittadini ed Associazioni sulle Tematiche Specifiche della Disabilità
  • Servizio Disabilità e Sessualità. Il Servizio per offrire orientamento e consulenza pedagogica,educativa e psicosessuologica sulle tematiche della sessualità, dell'affettività e della genitorialità delle persone con disabilità
  • Sportelli di supporto rivolto a tutte le figure Caregiver, quelle cioè vicine a persone con disabilità intellettiva o psicomotoria
  • Adeguamento delle strutture scolastiche all’abbattimento delle Barriere Archirtettoniche come previsto dal Piano Peba (l'articolo 32 della Legge 41/1986 e l'articolo 24 comma 9 della Legge 104/1992)
  • Prevenzione delle situazioni di disagio e di emarginazione sociale, con particolare riferimento ai cittadini appartenenti a categorie meno abbienti
  • Informazione via Web gratuito, sui diritti ed i sevizi per i disabili sul territorio Comunale e Municipale
  • Creazione di un database per fornire assistenza al disabile con possibilità di censimenti delle diagnosi per l’area disabilità sul territorio di Napoli e Provincia
  • Fornire, sempre via web attraverso un sito specifico tutte le informazioni sui diritti e sui servizi del e per il disabile
  • Disabilità e Vaucher. offrire un Voucher familiare che permetta al disabile ed alla sua famiglia di usufruire dei servizi e delle facilitazioni. DESCRIZIONE: Il disabile e la sua famiglia devono ricevere un voucher che deve essere obbligatoriamente vincolato all’utilizzo di un percorso di assistenza volto all’acquisizione di una vita indipendente
  • Creazione di una Cartella Digitale che registri il percorso riabilitativo. La gestirà direttamente la famiglia che avrà accesso alla cartella
  • Disabilità Gli Operatori che assistono i disabili devono possedere una specifica qualifica e preparazione documentabile ed operare secondo protocolli condivisi ed univoci. DESCRIZIONE: Il comune è tenuto a pagare solo gli operatori che lavorano secondo protocolli accreditati. L’operatore deve fornire la documentazione che lo accredita in modo da consentire una sorta di registro di professionisti che offrono la loro competenza sempre nell’ottica di fornire un supporto al disabile seguendo il modello già esistente dell’Agenzia per la Vita Indipendente .

POLITICHE GIOVANILI

Premessa: I giovani hanno le idee, le energie e la creatività per poter migliorare la società, la partecipazione sono i nostri principi cardine, che attuiamo attraverso strumenti di democrazia partecipativa.

Queste sono le nostre proposte:
  • Destinazione di spazi pubblici inutilizzati (es. locali in disuso, vecchie scuole, ex circoscrizioni…) a centri di aggregazione giovanile dove poter svolgere attività artistiche, musicali, creative e culturali e proporre idee innovative, creare dibattiti, workshop ed esprimere le proprie abilità
  • Incentivi per favorire l'apertura di nuove attività gestite da giovani, anche tramite locazione agevolata di locali comunali in disuso per nuove attività, imprese e negozi
  • Offrire la possibilità ai Giovani fino ai 28 anni di visitare gratuitamente Musei e tutti i luoghi culturali presenti sul territorio, favorendo l’arricchimento
  • Promozione del rapporto con le istituzioni e della partecipazione alla discussione politica educando i giovani a interessarsi della cosa pubblica. Educazione Emotiva
  • Offerta di possibilità di formazione continua attraverso servizio civile europeo, nazionale o Progetto di inserimento Garanzia Giovani dando la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro
  • Campagna di prevenzione e sensibilizzazione spinta rivolta ai giovani riguardanti tematiche socialmente rilevanti: dipendenze, sessualità, integrazione, cittadinanza attiva
  • Taxi Notturni sociali Ragazzi e Donne
  • Elenco puntatoRipristino programma “Chance” preceduto da un percorso psicologico che attesti la reale attitudine del ragazzo a dedicarsi ad altri mestieri e non l’espressione di un disagio espresso a livello comportamentale

GIOVANI ED UNIVERSITA’

  • Coordinarsi con gli Atenei per fornire l’opportunità agli studenti di fare tirocinio e svolgere attività pratica utile anzi indispensabile per raggiungere una formazione completa mentre si arricchisce di servizi il territorio
  • Creare una rete di strutture (abitazioni per studenti fuori sede negozi- bar- ristoranti- cinema- teatri, servizi di trasporto etc etc a supporto del mondo universitario
  • Programmi condivisi con l’Ufficio Affari internazionali degli Atenei per l’accoglienza degli studenti stranieri ed Erasmus anche attraverso una rete di famiglie che vogliono offrire un alloggio a costo contenuto (favorendo attività di mutuo aiuto)
  • Convenzionare immobili per fornire alloggi a prezzi per studenti Italiano e stranieri anche attraverso un albo di famigli disposte ad accoglierli

PARI OPPORTUNITA', DIRITTI CIVILI E LGBT

Premessa: Qualsiasi decisione amministrativa e azione politica dovrà essere orientata al rispetto e promozione dei diritti umani e civili di tutti i cittadini senza discriminazioni fondate “sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabiltà, l’età o l’orientamento sessuale”, come recita l’art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che deve guidare ogni amministratore della cosa pubblica nella sua azione quotidiana.

OBIETTIVI E AZIONI:

  • Sostenere le istanze della comunità LGBT per estendere i diritti civili alle coppie formate da persone dello stesso sesso, alle famiglie omogenitoriali e alle persone trans. Promuovere l’applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l’attività amministrativa, in particolare per la fruizione dei servizi comunali e vigilare affinché vengano rispettati a tutti i livelli sul territorio comunale. Predisporre attività di sensibilizzazione e formazione rivolte ai dipendenti comunali basate su parametri antidiscriminatori
  • Predisporre e organizzare eventi e campagne di sensibilizzazione ed informazione contro omofobia,

transfobia e discriminazione

  • Attività di ricerca e monitoraggio sulla popolazione LGBT a Napoli: effettuare una rassegna sulle ricerche finora realizzate; aggiornare le conoscenze sulle condizioni e qualità di vita; identificare i bisogni; rilevare le percezioni e le esperienze della popolazione studentesca delle scuole superiori sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere; analizzare la percezione sociale della cittadinanza sulla popolazione LGBT e i loro diritti
  • Realizzare una casa-famiglia o altra soluzione per minorenni LGBT maltrattati, abbandonati o cacciati da casa e per persone transessuali vittime della tratta delle schiave finalizzata allo sfruttamento della prostituzione

5) Attivazione di percorsi di formazione e sostegno all’inserimento lavorativo e di tirocini retribuiti per le persone trans. Tali servizi verranno effettuati anche da professionisti alla pari nell’ottica della “peer education”

  • Promozione di progetti educativi negli istituti scolastici fin dalle scuole dell’infanzia nell’ottica di prevenire, riconoscere e contrastare il bullismo omofobico, lo stalking, la violenza di genere, attraverso diffusione di materiale informativo e campagne specifiche innanzitutto per gli insegnanti e per il target giovanile
  • Implementazione dei servizi cd. “Community based” con sportelli per l’ascolto, l’orientamento, il counselling psicologico, medico, sociale e legale, anche diretti ai migranti LGBT; attivazione di un servizio Helpline per segnalazioni di episodi di omo-transfobia. I servizi saranno effettuati da operatori specializzati
  • Promuovere l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV; promuovere servizi di counselling e telefono amico nell’ottica del “peer to peer” (il confronto tra pari) per la presa in cura (differente e complementare alle cure mediche) dei pazienti sieropositivi
  • Creazione di un Tavolo permanente fra Comune, Questura, Prefettura, Procura della Repubblica per la prevenzione ed il contrasto di ogni fenomeno di discriminazione
  • Sport: monitorare e prevenire ogni forma di omofobia e transfobia negli ambienti sportivi con campagne rivolte soprattutto alla popolazione giovanile; realizzare iniziative sportive che coniughino i valori sportivi con quelli del rispetto delle differenze individuali e mettano in luce le potenzialità sportive della comunità LGBT
  • Istituzione del Tavolo permanente LGBT, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi, per la collaborazione e il confronto costante con la comunità LGBT ; verrà costituito secondo principi di partecipazione di democrazia diretta e partecipata e vi potranno partecipare sia i cittadini che le varie realtà territoriali come ad esempio le associazioni. Il Tavolo di lavoro parteciperà alla progettazione, programmazione e condivisione di interventi per il raggiungimento degli obiettivi
  • Apertura di una sezione apposita denominata Servizio LGBT sul sito del Comune di Napoli
  • Adesione del Comune al Protocollo UNAR per le pubbliche amministrazioni, volto al contrasto di ogni discriminazione (attraverso l’istituzione di un Osservatorio/centro che coordini la rete territoriale di sportelli per il monitoraggio, l’informazione e la tutela delle persone vittime di discriminazioni)
  • Modificare lo Statuto del Comune con l’inserimento del Principio di non discriminazione secondo l’art.21 della Carta dei Diritti fondamentali dell’UE e l’ art. 10 del Trattato sul Funzionamento dell’UE

DIRITTO ALLE FAMIGLIE

Premessa:

  • Creare una rete di assistenza alle mamme single favorendo attività di mutuo aiuto attraverso incontri in ambito ospedaliero, scolastico
  • Permettere alle famiglie di svolgere azioni di cura, di protezione, di mantenimento, di educazione e di crescita dei figli nelle condizioni più appropriate e tutelare/proteggere i bambini e gli adolescenti minorenni quando la rete familiare e parentale è assente o non può provvedere alla loro tutela
  • Creazione di un registro per le coppie di fatto con l’impegno di tutelare e sostenere tali unioni, al fine di superare situazioni di discriminazione e favorirne l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio
  • Promuovere sul territorio la Cultura dell’Infanzia creando strutture, spazi, occasioni ludico-ricreative a carattere socio-culturale
  • Introduzione misure a sostegno del reddito delle giovani coppie con figli (esempio: bonus per l'acquisto di pannolini lavabili, in grado di consentire un grande risparmio; tagliandi parcheggio gratuiti per donne incinte o con bimbi di pochi mesi.
  • “Card spesa ” nei supermercati dove acquistare prodotti in scadenza, ma ancora perfettamente integri, a prezzi ridotti
  • Consulte popolari
  • Realizzazione di un piano strategico per l'edilizia popolare e agevolata che parta dall'esigenza di riutilizzare il vasto patrimonio sfitto della città per offrire abitazioni a prezzi sostenibili, sia in termini di “case popolari” sia i termini di agevolazioni fiscali a chi vuole comprare l’immobile. Con l'obiettivo di rendere più efficiente e trasparente la gestione del patrimonio immobiliare.

IMMIGRAZIONE E INTEGRAZIONE – STRANIERI E ROM

Premessa: L'immigrazione è una risorsa, non un problema per la sicurezza è un’opportunità su cui investire per poterla valorizzare. A questo concetto si affianca l'ovvio presupposto della necessità che tutti, italiani ed immigrati, rispettino le regole della convivenza civile e le leggi del nostro stato, senza distinzione alcuna. L’immigrazione è un fenomeno enorme e complesso, capace di cambiare il volto di una società. Se in meglio o in peggio, sta a noi deciderlo.

Queste le nostre proposte:
  • Superamento della cosiddetta Convenzione di Dublino: un accordo che sfavorisce tutti, l'Italia poiché primo Paese d'approdo, e i migranti non intenzionati a rimanere nel nostro Paese. I migranti , infatti preferiscono paesi più ricchi come Germania e Svezia e frequentissimi sono gli episodi di autolesionismo pur di non farsi identificare
  • Iniziative nei confronti dei Paesi di origine e di transito per contrastare le organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani; Il fenomeno degli scafisti è una causa del problema Una misura efficace è la stipula di accordi bilaterali per il controllo delle tratte
  • Istituzione di quote massime di migranti per Paese, definite sulla base degli indici demografici ed economici, così da ottenere un'equa distribuzione tra gli stessi e favorire le logiche di ricongiungimento familiare, etnico, religioso e linguistico, fondamentali per una reale integrazione sociale
  • Istituzione di punti di richiesta d'asilo, finanziati dall'Unione Europea, anche al di fuori del territorio europeo e in collaborazione con le Nazioni Unite, per permettere, a chi ne ha diritto, di raggiungere i Paesi di accoglienza in modo sicuro e a noi di gestire le domande di protezione internazionale e di contenere il numero dei flussi migratori indistinti
  • Revisione di tutti i bandi interministeriali destinati alla prima accoglienza e alla gestione dei servizi connessi, con particolare riguardo ai criteri di spesa
  • Trasferimento, a Lampedusa degli uffici dell'Agenzia Frontex e dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al fine di coordinare meglio le operazioni di salvataggio e assistenza ai migranti.
  • Concessione di beni e servizi per le famiglie italiane in difficoltà per evitare tensioni tra italiani e migranti. Un Paese in crisi economica è meno tollerante e ricettivo, occorre garantire agli italiani le condizioni di benessere necessarie affinché vivano meglio le relazioni con i migranti
  • Valorizzazione e riqualificazione di China Mercato zona Gianturco , attraverso organizzazione di eventi e spettacoli, da proporre in collaborazione con le associazioni cinesi, e con la creazione di una mappa con le eccellenze della ristorazione e dei servizi/artigianato. Riqualificazione urbana della zona, avvalendosi di bandi europei
  • Elenco puntatoEducazione civica agli immigrati, tenuta da mediatori linguistico/culturali: spiegazione regole, diritti e doveri
  • Intensificazione dello studio della lingua italiana per gli stranieri, anche tramite programmi interattivi per smartphone e computer

La questione ROM è un problema che ci trasciniamo da decenni, e nessuna amministrazione ha mai voluto seriamente affrontare.

I campi sono dislocati in modo particolare nell’area est di Napoli, tra Barra, Ponticelli e Gianturco e nell’Area nord tra Secondigliano-Scampia. Dall’ingresso in Europa dei paesi dell’Est, abbiamo avuto una maggiore presenza in Italia di ROM, Sinti e Camminanti, di conseguenza anche qua a Napoli. Nonostante, lo stanziamento di fondi, non si è mai portato a termine, nessun progetto, per dare dignità a queste persone. Ormai a fine anno, torneranno indietro al Fondo Europeo, ben sette milioni di euro, per incapacità dell’Amministrazione del Comune di Napoli, di gestire il denaro e le lotte sociali sui territori, che si risolvono con continui sgomberi. Nonostante, ci siano, ogni anno, numerosi finanziamenti per le Associazioni e le Cooperative, tutti notiamo che non c è un concreto controllo sulla frequenza scolastica, sul diritto alla salute, sull’alfabetizzazione degli adulti e sulla formazione dei docenti. La Regione Campania, deve farsi carico della loro presenza, per una equa distribuzione sul tutto il territorio Regionale.

Pertanto, si propongono i seguenti punti nel programma comunali, politiche sociali, per poter affrontare e risolvere in breve tempo:

  • Consulta ROM-Immigrati, Regionale e Comunale. Costituita dai componenti dei vari campi, i quali vi partecipano a rotazione, per responsabilizzare tutti
  • Censimento periodico
  • Scolarizzazione dei bambini ed adulti con l’accompagnamento di un pulmino, se distanti dall’edificio scolastico
  • Controlli Sanitari per il diritto alla Salute
  • Controllo sulle Associazioni e Cooperative che svolgono progetti con i migranti
  • Realizzazioni di progetti per uso abitativo
  • Avviamento al lavoro (Tipo Centro del Riciclo, Agricoltura, Altro)
  • Per gli immigrati, compreso i ROM, si può proporre l’accoglienza nelle famiglie, come è avvenuto in alcuni Comuni, eliminando le case famiglia

Nel contesto delle competenze Comunali e in coerenza coi Programmi nazionali, presentiamo il programma scuola per le elezioni comunali della città di Napoli del 2016.

Premessa: Art. 3 della Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Art. 33 della Costituzione italiana “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E` prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.”

Non vi possono essere una vera democrazia e una vera scuola pubblica e libera se a tutti cittadini non viene garantita una pari dignità sociale; l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza sono particolari condizioni personali e sociali , tappe fondamentali dello sviluppo della persona umana e la scuola deve essere messa in condizioni di operare nel migliore dei modi affinchè ad esse vengano riconosciuti il giusto valore per la formazione dell’uomo e del cittadino e la pari dignità sociale. Solo così ognuno potrà dare il giusto contributo e potrà partecipare positivamente e a pieno titolo alla vita del Paese. Le scuole private e paritarie non devono sottrarre fondi a quelle pubbliche e devono offrire una qualità dell’insegnamento pari a quella delle scuole pubbliche.

ASILI NIDO , SEZIONI PRIMAVERA E SCUOLA DELL’INFANZIA

  • Reclutamento del personale degli asili nido comunali attraverso concorsi pubblici nella massima trasparenza e seguendo gli stessi criteri del reclutamento del personale della scuola pubblica statale.
  • Avviamento di uno studio di fattibilità per il reclutamento di personale adeguato alla trasformazione degli asili nido in asili bi-lingue e con orari ampliati e adatti alle reali esigenze del territorio.
  • In base alle risorse disponibili e stanziabili, asili nido in numero sufficiente a garantire l'iscrizione di tutti quelli che ne faranno domanda, dislocati in maniera equa in tutte le Municipalità del Comune e con un orario di ingresso ed uscita flessibile, in base alle esigenze dei genitori. Agevolare l’apertura di asili nido aziendali e familiari.
  • Creazione di una vera rete tra scuole comunali e scuole dell’infanzia statali nel percorso scolastico che va da 0 a 6 anni con inserimento di nidi e sezioni primavera negli edifici scolastici che ospitano Istituti comprensivi.
  • Preparazione dei pasti all’interno degli edifici scolastici ed eliminazione del ricorso alle ditte esterne.
  • Adeguamento degli spazi negli edifici scolastici per creare le giuste condizioni igienico- sanitarie per la
  • somministrazione dei pasti. Refezione con ricorso a cibi bio e a chilometro zero laddove possibile o comunque attingendo alle risorse del territorio.
  • Elaborazione di un piano concreto per incrementare la presenza e la dotazione di asili nido pubblici, snellimento burocratico per l'apertura degli asili familiari e degli asili aziendali con una incentivazione fiscale per le aziende che applicano condizioni, orari di lavoro e facilitazioni per i genitori (ad esempio come asili nido aziendali, aiuti all’entrata e all’uscita dal part-time e orari flessibili per l’allattamento).

EDILIZIA SCOLASTICA e SICUREZZA

  • Messa in sicurezza, con urgenza e in modo sistematico e coordinato di tutte le strutture scolastiche del territorio di competenza comunale. Individuazione e stanziamento, nell’ambito dei piani di bilancio comunali, delle risorse utili e necessarie. Nel contesto, porre in assoluto conto i principi ecologici e di risparmio energetico che la tecnologia suggerisce ed impone. Formazione al risparmio energetico del personale e dell’utenza in generale.
  • Restauri e controlli esterni periodici degli edifici, in stretto riferimento alla legge sicurezza.
  • Concreta e rapida eliminazione sostanziale e funzionale, delle barriere architettoniche in riferimento alle procedure della legge sulla sicurezza. Consolidamento e potenziamento di progetti di accompagnamento collettivo degli alunni a scuola (progetto “Pedibus”) Presenza di orti didattici e micro impianti di compostaggio aerobico negli spazi verdi degli edifici scolastici.

DIRITTO ALLO STUDIO

  • Destinazione di fondi per le borse di studio (ex cedole librarie) direttamente alle scuole da far investire nell' acquisto di libri di testo preferibilmente digitalizzati, per tutte le classi e far partire il comodato d' uso obbligatorio con obbligo di restituzione alla fine dell' anno.
  • Bandi pubblici per l’individuazione di ditte per la fornitura di tablet con specifici software didattici per creare Istituti scolastici 2.0 in modo da sgravare le famiglie dall’acquisto dei libri di testo, utilizzando il loro contributo per questo fine.
  • Inserimento di percorsi di psicologia scolastica in ogni Istituto (sportelli di ascolto e figure professionali di supporto per docenti, alunni e famiglie), con particolare attenzione al sostegno e alla promozione degli alunni a rischio di esclusione sociale o emarginazione e agli alunni diversamente abili
  • Visite guidate con trasporto e accesso gratuito per gli studenti di tutti gli Istituti scolastici, a partire dalla scuola dell’infanzia, a tutti i luoghi di cultura e di arte del territorio e ai suoi Istituti (biblioteche, sale polifunzionali etc…) per rafforzare il legame tra essi e il luogo in cui vivono
  • Apertura delle palestre scolastiche e degli spazi della scuola di pomeriggio per progetti legati al territorio e iniziative per i giovani e la cittadinanza.

PROMUOVERE IL VALORE PEDAGOGICO E FORMATIVO DELL'ESPERIENZA CREATIVA partendo dalla scuola.

  • Nel rispetto dell'autonomia scolastica , dei piani di offerta formativa (pof) e delle indicazioni Nazionali per i Piani delle Attività Educative nelle Scuole, il comune pur non potendo intervenire direttamente sulle scelte educative, pedagogiche e didattiche delle scuole (infanzia e primarie), può però favorire la concertazione e il coordinamento delle istituzioni scolastiche, culturali e associative presenti sul territorio affinché si riconosca il valore pedagogico dell'educazione musicale e teatrale. Intervenendo sulle attività formative “aggiuntive” (sulla scia di quanto realizzato nel comune di Ravenna) il comune potrebbe realizzare la messa in rete delle proposte di educazione creativa e culturale e creare una banca dati per agevolare e promuovere l'incontro tra scuola e operatori culturali, tra bambini e esperienza creativa. Mettere in rete e fare sistema per rafforzare l'offerta formativa puntando e promuovendo il valore pedagogico del teatro e della musica. Il teatro e la musica come supporto didattico fondamentale ; “il linguaggio musicale e teatrale tra le materie scolastiche e strumenti educativi fondamentali”
  • In relazione al piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, d’intesa con le istituzioni scolastiche predisporre e favorire la costituzione di compagnie teatrali e musicali, e più in generale di forme espressive e partecipative di tipo artistico in ambito scolastico mediante l’affidamento in gestione di spazi pubblici da reperire all’interno degli istituti scolastici e da mettere a disposizione per sale prova, rappresentazioni e concerti. (sostegno alla creatività amatoriale e non professionale)
  • Promuovere il valore pedagogico dell'esperienza culturale e lo sviluppo di una diffusa sensibilità creativa e artistica all'interno degli istituti scolastici, mediante l'organizzazione di itinerari e percorsi didattici integrativi e modulati coerentemente alle esigenze dei singoli contesti (Scuola – Famiglia – Studenti). Accompagnare e supportare il percorso didattico di educazione creativa alla realizzazione di percorsi di apprendimento presso Teatri – Conservatori – Archivi - Sartorie – Atelier di Moda – Case Editrici – Biblioteche (etc). Promuovere la sensibilità creativa attraverso esperienze di apprendimento non formali così da permettere agli studenti di sperimentare attitudini, capacità e inclinazioni. Concorrere anche attraverso l'educazione creativa, all'acquisizione di una piena consapevolezza e sensibilità culturale tra le giovani generazioni. (proposta recuperata dal programma cultura regionale ed elaborata dal mu di Teano)

SEMICONVITTI

Al momento i fondi da destinare ai minori individuati come utenti vengono decisi dagli assistenti sociali dopo presentazione di domanda delle famiglie che versano in condizione di disagio. Sarebbe opportuno che i minori venissero individuati dalle Istituzioni scolastiche che frequentano, attraverso le insegnanti che sono sicuramente le più preposte ad individuare il disagio economico dei loro allievi.

L'obiettivo è quello di smantellare il concetto di ghettizzazione del disagio. I bambini che vivono condizioni di disagio economico-sociale hanno bisogno di rieducarsi alla normalità restando inseriti in contesti misti. Il servizio del semiconvitto potrebbe essere esteso alle famiglie che pur non versando in condizioni economiche disagiate versano in condizioni di disagio nella gestione familiare perché entrambi i genitori sono impegnati lavorativamente e devono obbligatoriamente servirsi di servizi privati per la gestione e la cura dei figli.

L'istituzione scolastica prendendo in carico la gestione del semiconvitto potrebbero aprire il servizio anche agli altri genitori che pagando un contributo relativo al reddito familiare (modello ISEE) potrebbero usufruire di un servizio che comprenda: * prelevamento e accompagnamento dei minori con pulmini a norma e non mezzi di “sfortuna “ * mensa scolastica * recupero e assistenza scolastica pomeridiana

Inoltre dato che il Comune di Napoli assegna le palestre situate nelle Istituzioni scolastiche, di cui è proprietario, alle polisportive potrebbe attraverso questo progetto garantire utenti alle polisportive che offrono un servizio a prezzi accessibili alla cittadinanza e la gratuità assoluta ai minori che usufruiscono del servizio semiconvitto. La proposta vuole garantire le pari opportunità a tutte le famiglie e sostenere i più deboli con la gratuità che però non ghettizza. In sintesi il bambino disagiato resterebbe nel suo ambiente scuola che sicuramente è più sano di un ambiente che preleva questi piccoli da tutte le scuole del territorio per rintanarli in un ambiente che rafforza e non smorza le loro deficienze.

SCUOLA E DISABILITA’

  • Potenziamento dei sussidi didattici, finalizzati al miglioramento e potenziamento dell'offerta formativa dei diversamente abili
  • Realizzazione di spazi per realizzare una fattiva integrazione di alunni diversamente abili
  • Miglioramento di spazi idonei a garantire privacy e confort agli alunni che necessitano di assistenza (mancanza di fasciatoi a norma, lettini medici, acqua calda etc…..)
  • Formazione continua degli operatori OSA presenti nelle istituzioni scolastiche
  • Realizzazione di un progetto in partenariato con le ASL e centri riabilitativi preposti alla individuazione di minori affetti da DSA e BES (disturbi specifici dell’apprendimento) (bisogni educativi specifici)
  • Promozione di progetti volti alla eliminazione del fenomeno bullismo, rivolto ai diversamente abili
  • Promozione e partecipazione degli alunni diversamente abili al progetto semiconvitto ( specificato anche nel programma istruzione e politiche sociali) con l’ausilio di operatori O.S.A. specializzati al fine di garantire l’integrazione sociale e garantire il diritto allo studio degli stessi
  • il Comune istituira' qualsiasi protocollo d' intesa con enti e associazioni che garantiscono un servizio idoneo e realmente utile per il cittadino diversamente abile
  • Creazione di Sportelli Sociali gestiti da operatori specializzati all’interno delle Istituzioni Scolastiche a supporto delle famiglie con figli diversamente abili per supportare le difficoltà quotidiane
  • Con affetto e fiducia (Assistente educativo culturale). La famiglia dello studente disabile deve essere coinvolta nella scelta dell’Operatore necessario. DESCRIZIONE: La scuola, attraverso il Coordinatore Educativo dovrà coinvolgere la famiglia dello studente disabile nella scelta dell’Operatore necessario allo studente, richiedendo primariamente un operatore per lavori come AEC ( assistente educativo culturale). In caso di risposta positiva il Coordinatore Educativo è tenuto ad avvalersi di tale operatore.

4 LA MACCHINA COMUNALE

La cattiva gestione del Comune di Napoli ha portato l’Ente nel 2012 quasi al dissesto finanziario, condizione che è stata evitata grazie ad un intervento straordinario del Governo che, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, ha erogato un prestito di oltre 500mln di euro. Negli anni successivi i risultati della gestione di competenza del Bilancio comunale, normativa e criteri per la valutazione contabile alla mano, sono migliorati e presentano anche un avanzo di gestione, questo dato però è fortemente condizionato dai residui attivi (crediti non riscossi) e passivi (debiti non riscossi).

Il risultato d’esercizio, invece, è rimasto negativo ed evidenzia, con la voce cosiddetta dei “fondi vincolati”, un forte e preoccupante disavanzo. Ma anche in questo caso il risultato, pur se migliore rispetto al 2011, rimane negativo e potrebbe essere ulteriormente aggravato dalla pendenza di due valori enormi sempre in relazione ai residui attivi e a quelli passivi.

Leggendo i dati del Bilancio sembra che la macchina comunale, soprattutto per la parte amministrativa, abbia difficoltà ad interagire con i cittadini, infatti è da notare che le entrate tributarie (tasse e imposte), le sanzioni per le violazioni del codice della strada ed i fitti attivi vengono riscosse in percentuali molto basse, alimentando in questo modo la preoccupante crescita dei residui attivi. Tale effetto inevitabilmente si ripercuote sulla capacità di spesa e di investimento del Comune, con un importo dei residui passivi addirittura più alto di quello dei residui attivi.

Questa difficoltà ad esigere i crediti, elemento vitale del Bilancio, rende incomprensibili le motivazioni che spingono il Comune a destinare somme cospicue, per decine di milioni di euro, ai dipendenti dell’Ente, in modo particolare ai Dirigenti, sulla base di obiettivi definiti in corso d’esercizio e svincolati dai risultati attesi dal Bilancio, quasi come se si volesse premiare l’inefficienza. Quest’ultima considerazione è estrapolata da una relazione dell’Organo di Revisione del Bilancio del Comune di Napoli. In parole povere gli obiettivi vanno concordati con la tecnostruttura ad inizio anno e vanno legati al miglioramento dei risultati di Bilancio, soprattutto per quanto riguarda il Titolo I (entrate tributarie) ed il Titolo III (entrate extra tributarie), tenendo presente che questo è uno degli aspetti più critici, che potrebbe compromettere l’atteso rientro dalle procedure di pre-dissesto.

Pertanto riportare in equilibrio la situazione economico-finanziaria è la condizione necessaria per dare concreta attuazione al programma del Movimento 5 stelle per la città, invertendo la tendenza all'indebitamento, procedendo verso il risanamento del Bilancio attraverso i seguenti punti:

  • Modificare il modello organizzativo e gestionale della macchina amministrativa comunale adottando il modello gestionale per processi, e non più quello per funzioni, che consente di interagire meglio con i cittadini, garantendo la soddisfazione dei loro bisogni attraverso prestazioni di servizio di elevata qualità, caratterizzate da un miglioramento continuo con un’attenzione particolare al contenimento dei costi e alla valorizzazione del ruolo dei dipendenti impiegati.
  • Vincolare il riconoscimento dei premi di produzione, ai dipendenti del Comune, all’effettivo raggiungimento degli obiettivi assegnati ad inizio anno e strettamente legati alla soddisfazione dei cittadini e al pareggio di Bilancio.
  • Migliorare la capacità di riscossione dei tributi anche agendo sull’aggiornamento delle banche dati disponibili.
  • Razionalizzare il funzionamento delle società partecipate migliorando la qualità e l’efficienza dei servizi erogati favorendone, laddove possibile, l’accorpamento e l’ottimizzazione dell’impiego dei dipendenti mediante l’utilizzo dei contratti di rete.
  • Combattere gli sprechi anche attraverso un’attenta gestione, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio immobiliare disponibile, eliminando la consuetudine da parte del Comune di locare beni di terzi per stabilirvi le proprie attività prima di aver accertato l’indisponibilità di strutture di sua proprietà.
  • Verificare la eventuale locazione agevolata di immobili comunali a partiti e associazioni e dare evidenza pubblica dei contratti in essere, con l’intento di tenere sotto controllo il fenomeno e eventualmente di ridurlo, rinegoziando i contratti tenendo conto dell’effettiva utilità delle attività svolte.
  • Pianificare la realizzazione di opere pubbliche, realizzate secondo criteri di qualità, che durino nel tempo e che non generino spreco di denaro pubblico dovuto a continui interventi di manutenzione.
  • Occorre affermare il principio culturale che i fondi pubblici sono denaro dei cittadini e bisogna ricostruire il rapporto di fiducia tra loro e l’amministrazione; il Comune deve dimostrare rispetto per l’uso del denaro che deriva dalle tasse pagate dai cittadini napoletani.
  • Prestare massima attenzione allo strumento finanziario dei derivati, sottoscritti in modo irresponsabile dal Comune, tentandone se economicamente sostenibile un’estinzione anticipata o perseguirne una rinegoziazione per contenere gli oneri finanziari.
  • Premiare i comportamenti virtuosi con la leva fiscale, in particolare per incentivare la raccolta differenziata, favorendo anche forme di collaborazione tra i cittadini per iniziative tese al miglioramento del decoro urbano.
  • Utilizzare la moneta complementare SCEC per favorire l’economia locale.

Le aziende partecipate del comune di Napoli con attività rilevanti sono cosi ripartite:

Aziende di Servizi Pubblici: 1) Napoli Holding Srl → ANM Spa 2) Napoli Sociale Spa 3) ABC Azienda Speciale 4) Asia Napoli Spa

Società Strumentali: 5) Napoli Servizi Spa 6) CAAN Scpa

Società di Valorizzazioni: 7) Mostra d’Oltremare Spa 8) Terme di Agnano Spa

Altre partecipazioni: 9) Gesac 

Complessivamente i dipendenti delle imprese partecipate, con proprietà del Comune di Napoli al 100%, sono più di 7.000 e attraverso di esse vengono erogati anche servizi pubblici essenziali ai cittadini. Queste aziende assorbono più del 50% delle risorse economiche dedicate in bilancio per la erogazione di tutti i servizi comunali, una spesa non ripagata dalla scarsa qualità dell’offerta. La criticità principale delle Partecipate è la difficoltà che hanno ad incassare i crediti vantati verso il Comune di Napoli, loro unico cliente, ciò le porta ad indebitarsi con i fornitori, il sistema bancario e cosa ben più grave, a non effettuare regolarmente il versamento di tasse, imposte e contributi previdenziali.

Le proposte per una sana gestione delle Partecipate sono:

  • Portare la soddisfazione dei bisogni dei cittadini al centro di qualsiasi processo decisionale strategico, organizzativo e gestionale delle imprese partecipate comunali, vale a dire che ogni singola impresa potrà continuare ad esistere solo se i cittadini ne avranno giovamento e questo risultato dovrà essere garantito dalle stesse imprese in modo sostenibile economicamente e finanziariamente, pertanto dovrà terminare la logica che ha portato a finanziare le imprese partecipate con un processo continuo di indebitamento. Il Comune di Napoli non potrà pagare le prestazioni richieste autorizzando le imprese partecipate ad avvalersi di onerose operazioni di factoring, visto che poi gli interessi ricadono sempre sui cittadini. L’Ente, per garantire la liquidità necessaria a pagare i servizi richiesti alle imprese partecipate dovrà ridurre il fenomeno dei residui attivi (crediti non ancora riscossi), migliorando a sua volta la capacità di incassare i propri crediti in modo da poter onorare i proprio debiti, in particolar modo quelli contratti con le aziende partecipate, riducendo al contempo il fenomeno dei residui passivi;
  • Continuare in modo più veloce ed efficace il processo di ottimizzazione rivolto alla riduzione del numero di partecipate;
  • Selezionare gli amministratori ed i dirigenti delle imprese partecipate con bandi a rilevanza pubblica e tenendo conto della effettiva capacità professionale e dell’esperienza maturata nel settore di riferimento; 
  • Adottare moderni ed evoluti sistemi gestionali, come ad esempio il modello per processi, al fine di migliorare la capacità di erogare servizi, con una attenzione continua prestata alla qualità degli stessi e ai costi necessari per la loro produzione; 
  • Far valutare i servizi a rilevanza pubblica erogati dalle imprese partecipate direttamente dai cittadini, e le risultanze, validate e certificate anche da organismi terzi abilitati, saranno condizionanti nelle interazioni tra Comune di Napoli e le stesse. Gli Amministratori ed i dirigenti potranno essere sostituiti se dimostrano una perdurante incapacità di apportare valide azioni correttive e migliorative del servizio pubblico erogato;
  • Stipulare “contratti di rete”, riconosciuti dalla normativa in vigore, tra le imprese partecipate del Comune di Napoli, per favorire lo spostamento del personale tra una azienda e l’altra, al fine di sopperire ad esigenze di servizio che di volta in volta dovessero presentarsi; 
  • Impiegare Il personale del Comune di Napoli, con particolari requisiti professionali e tecnici, per far fronte ad esigenze temporanee manifestate dalle imprese partecipate nella erogazione dei servizi;
  • Accrescere la cultura della collaborazione tra dipendenti del Comune di Napoli e dipendenti delle imprese partecipate con la finalità principale di migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti al territorio, entrambe le categorie sono componenti dello stesso sistema ideato per amministrare la città e i beni comuni nell’interesse esclusivo dei cittadini;
  • Favorire la partecipazione dei cittadini al miglioramento del funzionamento, operativo ed economico, delle imprese partecipate, tramite un’interazione costruttiva e continua. 

Il cittadino dovrà essere l’elemento centrale sul quale far ruotare il mondo delle imprese partecipate comunali ed, in tal senso, il Comune di Napoli dovrà migliorare la propria capacità di garantire, in modo sostenibile, le risorse finanziarie per far funzionare regolarmente questo sistema fondamentale per il benessere e la qualità della vita dei cittadini.

5 AMBIENTE

Premessa Il rifiuto è materiale di scarto, riutilizzabile ancora n volte. Il consumismo è riuscito a farci considerare normale e d’inderogabile necessità la presenza nel nostro quotidiano di centinaia di oggetti usati per pochissimo, a buttare beni ancora utilizzabili, a chiamare rifiuto i materiali post consumo.

Oggetti utilizzati pochissimo, che, quando smaltiti, permangono per centinaia di anni nell'ambiente o nelle discariche: liberando sostanze chimiche potenzialmente tossiche per la salute animale e umana che se bruciati, producono tossine e nano polveri dannosissimi all’ecosistema. Basta alla produzione di Energia dai Rifiuti: NO a Inceneritori, NO a Biodigestori. Obiettivi della gestione di rifiuti devono essere: Riduzione, Riuso, Recupero, Riciclo. La riduzione dei rifiuti è un atto etico.

Nostre proposte

Questo è possibile tramite:

  • Riduzione a monte degli imballaggi, con introduzione di una tassazione sui prodotti non riciclabili, con evidenziazione sull’etichetta, in modo da spingere il consumatore a scelte ponderate a difesa dell’ambiente;
  • Costituzione di spazi di quartiere per lo scambio dei materiali ingombranti (tavoli, sedie, librerie, vestiti, oggetti, ecc.) nell’ottica del riutilizzo e del riciclo anche con usi diversi;
  • Elenco puntatoReintroduzione del vuoto a rendere;
  • Incentivazione dell’uso di pannolini lavabili e coppette ecologiche;
  • Contrasto al cartello CONAI ed associati e vendita diretta della materia prima seconda sul borsino europeo;
  • Raccolta differenziata spinta di qualità, anche con mezzi di raccolta alternativi e/o elettrici in luoghi con difficoltà di accesso ai mezzi tradizionali, ed istituzione di ecopunti di quartiere per la raccolta del materiale differenziato;
  • Separazione Secco-Umido, con incentivazione e sostegno al compostaggio domestico (diversi tipi di compostiere), di quartiere (impianto aerobico), presso scuole e parchi pubblici (microimpianti per il compostaggio naturale), sempre in funzione della disponibilità degli spazi, con coinvolgimento della popolazione, attraverso corsi di formazione gratuiti per i cittadini, diffusione e divulgazione della cultura del compostaggio;
  • Introduzione delle procedure per avviare la graduale applicazione della tariffazione puntuale (pago per quanto rifiuto ho prodotto) con sistemi premianti per i cittadini virtuosi;
  • Potenziamento del corpo delle Guardie Ambientali, per il controllo della raccolta differenziata e del compostaggio, con applicazione di sanzioni per i cittadini recidivi;
  • Creazione di “distretti del riciclo” Comunali, dove recuperare materia prima seconda da vendere.

Nell'ambito dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) il mercato attuale è caratterizzato da un enorme flusso di materiali scartati anticipatamente, appartenenti a differenti categorie merceologiche (mobili, cartaceo, supporti musicali ecc.) ed in base al loro stato di conservazione:

  • buono: merci fornite di valore di mercato senza bisogno d’intervento;
  • medio: suscettibili di essere riparate e restaurate;
  • cattivo: irreparabili ma che possono servire come componenti per altri pezzi;
  • pessimo: compromesse non più riutilizzabili).

Un’organizzazione più efficiente permetterebbe di far rifluire sul mercato, dal settore dell’ingrosso, un'importante quota di beni riallocabili e riutilizzabili attraverso il circuito della distribuzione. A Napoli è già presente una rete non organizzata di operatori informali del mercato dell’usato molto ampia, soprattutto nel settore del recupero dei mobili usati. Operatori del settore sono autonomamente organizzati per la ripulitura delle soffitte e delle cantine, acquisto usati, riparazione e rivendita dei mobili e degli oggetti usati. Ma questo settore vive ai limiti della marginalità economica, e legale, con pochissima visibilità e capacità di auto promozione. L’amministrazione comunale si deve porre l’obiettivo di strutturare porre in rete e sostenere questo settore comunque in ascesa per il duplice obiettivo di ridurre il rifiuto e di incrementare un mercato economico. 11. “Revamping” degli STIR esistenti (per gli impianti all’interno dell’ATO di competenza e degli SAD specifici);

Inoltre ribadiamo il principio secondo il quale le assunzioni nella pubblica amministrazione devono avvenire solo tramite procedura concorsuale; contrastiamo con forza la logica clientelare insita nell’obbligo di assunzione di personale già impiegato nel ciclo dei rifiuti (ex consorzi unici di bacino), come da legge regionale n° 224/2015.

Premessa

L’energia necessaria ad un agglomerato urbano grande come la città di Napoli è richiesta con modalità diverse, che sono: combustibili per il riscaldamento domestico; combustibili per autotrazione e trasporti; energia elettrica per illuminazione pubblica e privata. Noi vi indichiamo come produrre l'energia richiesta dalla città eliminando I combustibili fossili, causa di enormi danni alla salute dei Napoletani, in favore di Energie Rinnovabili non inquinanti generando contestualmente lavoro e risparmi economici per Il Comune e per I cittadini. La trattazione di questi argomenti è da elaborare in maniera completa e nella parte che segue trattiamo sia il Risparmio Energetico che la produzione di Energia da fonti rinnovabili.

Sono generalmente considerate “energie rinnovabili” quelle generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono esauribili nella scala dei tempi “umani”. Tali fonti sono il sole, il vento, il mare, il calore della Terra o, in altre parole, quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro.

A questa definizione comune di “energie rinnovabili” il Movimento ritiene che vada aggiunto il requisito della sostenibilità: l'energia è sostenibile se le relative modalità di produzione e di utilizzo permettono uno sviluppo sostenibile. In sintesi, possono considerarsi rinnovabili quelle fonti di energia che siano rigenerabili e/o abbondanti, ma anche sostenibili. Nulla a che vedere, dunque, con le fonti di energia attualmente definite “assimilate”, come il carbone, il metano, il petrolio (il cui periodo di rigenerazione è di gran lunga superiore a quello di consumo attuale) e l'isotopo 235 dell'uranio (presente in riserve esauribili nella scala dei tempi umani), che sono limitate nel futuro e dannose per sempre.

Il Movimento inoltre considera insostenibile, e quindi non rinnovabile, anche l'energia generata da prodotti vegetali o da rifiuti organici e inorganici tramite combustione, con relativa distruzione di preziosi materiali destinabili ad altri utilizzi assolutamente non nocivi e molto più utili allo sviluppo umano.

Alla luce di queste considerazioni, nell'insieme delle fonti veramente rinnovabili restano il sole, il vento, le risorse idriche libere, le maree e il moto ondoso, atti a produrre:

  • Energia solare
  • Solare fotovoltaico
  • Solare termico
  • Solaretermodinamico
  • Energia dalle correnti marine
  • Energia mareomotrice (o delle maree)
  • Energia del moto ondoso
  • Energia eolica
  • Energia o cogenerazione da acqua (di falda)

Proposte

Il Movimento punta alla captazione e trasformazione dell'energia in modo ecologico e diffuso in rete. Significa mutare l’intero sistema di produzione industriale esistente, da sistema concentrato nelle mani di pochi a sistema diffuso. Significa rendere libero il Popolo, togliendo il potere della gestione energetica alla politica, ormai totalmente asservita a lobby, banche e industrie, che vegetano sul servilismo della classe politica, che assicura loro grandi guadagni con nessun rischio e nessun investimento, con un esborso bassissimo in forza lavoro e nessun intralcio né burocratico né legale, grazie a continue deroghe a leggi e normative.

La popolazione, resa “ormai” ignorante perché privata della libera informazione e dei diritti alla trasparenza e alla partecipazione, è costretta, a sua insaputa, a pagare bollette salate che finanziano le lobby del potere.

Eppure la nostra Regione è tra i massimi detentori delle fonti di energia rinnovabili e non avrebbe alcun bisogno di importare energia da combustibili fossili né di produrla attraverso un anacronistico incenerimento di rifiuti e biomasse. Energia, che in buona parte va sprecata, a causa dell’inefficienza energetica negli edifici, nei trasporti e nei servizi essenziali (pubblica illuminazione, impianti di sollevamento per acqua potabile e fognature, ed altro).

Interventi

Energia passiva

Con “riqualificazione energetica degli edifici” si intendono tutte le operazioni atte a conferire una nuova e superiore qualità prestazionale alle costruzioni esistenti, volte cioè alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra sistema-edificio e ambiente esterno.

In generale, gli interventi sono finalizzati a:

  • migliorare il comfort degli ambienti interni
  • contenere i consumi di energia
  • ridurre le emissioni di inquinanti e il relativo impatto sull’ambiente
  • utilizzare in modo razionale le risorse, attraverso lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili in sostituzione dei combustibili fossili
  • ottimizzare la gestione dei servizi energetici

L'obiettivo dell'efficienza energetica degli edifici vecchi e nuovi è sostenuto a livello Locale e Nazionale da politiche di incentivazione che individuano nella necessità di un sostanziale cambiamento del modo di costruire, di gestire e di manutenere gli edifici, la chiave di volta, in ambito edilizio, per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute e del benessere dell’uomo. Contribuiscono al miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio, ad esempio, la captazione dell’energia gratuita del sole per la produzione di energia elettrica e la corretta gestione della ventilazione naturale.

Con l’adozione di queste strategie negli interventi di ristrutturazione sarebbe possibile portare la “classe energetica” del patrimonio edilizio esistente dall’attuale classe “F” alla classe “A”, come sta avvenendo per il mercato degli elettrodomestici, con un abbattimento del consumo medio di gasolio/mq annuo per abitazione da 20/25 litri a 7 litri di gasolio equivalente (17/21mc a 6 mc di metano), con l'obiettivo di sostituire, nel tempo, anche quest'ultimo consumo stimato di combustibile fossile con energia elettrica/termica da fonti rinnovabili. Questa scelta consentirebbe tra l’altro un vero rilancio occupazionale nel settore edile, manifatturiero e artigianale, senza ulteriore consumo del territorio, come invece si prospetta nello scellerato Piano Casa, che favorirebbe nient'altro che la speculazione edilizia e la cementificazione, con guadagni per pochi e altissimi costi ambientali per tutti.

Sostegno e divulgazione degli strumenti legislativi a disposizione del privato per riqualificare il proprio edificio. Ricorso alle agevolazioni di legge per la qualificazione e il recupero degli edifici esistenti del patrimonio comunale. Individuazione di tutte le azioni atte a facilitare e promuovere la riqualificazione del patrimonio edile esistente, sponsor, eventi.

Energia attiva

Fotovoltaico

Con i dati di superficie comunale disponibile si propone l'adozione di pannelli fotovoltaici per incrementare l’efficienza energetica degli edifici. A titolo esemplificativo ma non esaustivo, si fa riferimento alle sole scuole Comunali per l'infanzia, che sono meno di un centinaio, delle 10 Municipalità che insistono nella città di Napoli per evidenziare come basti realizzare un impianto fotovoltaico su di una superficie di 100mq (10×10 metri, può essere maggiore se vi è disponibilità di spazio sul tetto), per rendere autosufficiente, dal punto di vista del fabbisogno elettrico, l’edificio scolastico interessato ad un costo inferiore ai 25mila Euro, compreso assicurazioni e contratti di manutenzione per 5 anni (finanziabili interamente con la bolletta elettrica pagata mensilmente dal Comune per la Scuola interessata), ma non solo, bisogna considerare che dopo circa 4 anni il costo dell’impianto si sarà completamente ripagato ed inizierà a divenire una fonte di introiti per il Comune, tutto ciò senza che il Comune abbia speso un Euro in più. Per una famiglia di 4 persone bastano 15mq e meno dii ottomila Euro. La  filosofia appena illustrata può essere applicata, ove possibile, a tutti i fabbricati di proprietà del Comune e con le dovute autorizzazioni anche ad altri edifici pubblici e privati, con grandi benefici sia economici che di inquinamento, per il Comune ed i suoi cittadini. Un altro aspetto importantissimo di questa filosofia è la creazione di posti di lavoro sia qualificati che specialistici. Se moltiplichiamo tali ore di lavoro per le migliaia di impianti che si realizzeranno, ci rendiamo conto che abbiamo generato lavoro, per centinaia di persone, per diversi anni.  In prospettiva della realizzazione degli impianti fotovoltaici,  si potranno creare sistemi per la produzione di energia rinnovabile autonomi, che, con opportuni sistemi di accumulo, potranno formare una grande rete elettrica disponibile per tutta la città. Si evidenzia che le reti elettriche facilmente fruibili per la distribuzione di Energia elettrica, sono esistenti già in molte città Europee.

Solare termico

Gli impianti solari termici sono dispositivi che permettono di catturare l'energia proveniente dal sole, immagazzinarla e usarla nelle maniere più svariate, in particolare ai fini del riscaldamento dell'acqua corrente in sostituzione delle caldaie alimentate tramite gas. L'utilizzo di questa tecnologia, a basso costo, è facilmente impiegabile per produzione di acqua calda domestica. Solare Termodinamico Nel caso si utilizzi il calore del sole, per produrre energia elettrica mediante turbina collegata ad alternatore, alimentata appunto dal vapore prodotto dal calore del sole, allora si parla di impianto solare termodinamico. Tale energia, nella nostra città è indicata nelle attività produttive che richiedono notevole quantità di energia elettrica e che abbiano una struttura in grado di gestire questa modalità.

Energia dal mare: moto ondoso

La nostra è una città di mare ed è proprio dal mare che deriva la possibilità di realizzare un’altra fonte di energia rinnovabile. Con l’instancabile moto ondoso, abbiamo a disposizione una Energia inesauribile e per questo proponiamo di istituire presso Istituzioni Pubbliche (potrebbero essere siti Universitari, CNR, Istituti), un centro di studio per la realizzazione di impianti generatori di Energia Elettrica. Si parla di realizzazione in quanto gli studi sono già in corso presso diverse città italiane e vi sono già impianti funzionanti in diverse parti del mondo.

Il progetto Pelamis (che prende il nome da una specie di serpente di mare) è costituito da un sistema con galleggianti che utilizza l'ampiezza dell'onda. Ha una struttura semisommersa che trasferisce il movimento delle onde a pistoni idraulici accoppiati a loro volta con generatori elettrici. Impianti composti da 5 elementi congiunti, aventi un diametro totale di 3,5 m e lunghi 150 m, esprimono una potenza di 750 kW. I primi sistemi commerciali funzionanti sono installati davanti alle coste del Portogallo ed Il primo impianto è in grado di generare una potenza di 2,25 MW. La più grande installazione è in Corea del Sud e dal 2011, produce oltre 220MW (come più di 100 tra I più grandi generatori eolici).

Impianti sono in funzione negli USA, in Gran Bretagna dove è in costruzione un impianto da 240 MW. Anche la Comunità Europea fornisce incentivi per la realizzazione di impianti marini la cui energia prodotta venga utilizzata per trasporti e mobilità.

Mini e Microeolico

Le attuali tecnologie per lo sfruttamento del vento, consentono di rendere energeticamente autosufficienti palazzine, ville e fabbriche. Gli impianti micro e minieolici offrono un limitato impatto ambientale e funzionano come i vecchi mulini a vento, con la differenza che il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso a un generatore che produce energia elettrica.

Energia o cogenerazione da acqua (di falda)

A titolo di esempio, si mette a conoscenza che in zona Flegrea, ma non solo, vi sono enormi volumi di acqua calda che fuoriesce dal sottosuolo per gettarsi in mare (conosciuti sono circa 1000mc al giorno ad una temperatura di circa 60°C), tale Energia potrebbe essere utilizzata per il riscaldamento domestico di migliaia di famiglie che vivono vicino a tali zone.

Altro

La ricerca attuale si rivolge anche ad altre fonti rinnovabili come l’utilizzo dell’idrogeno (ricavato da dalla conversione dell'energia fotovoltaica mediante elettrolisi), che per i trasporti garantisce scarichi zero e quindi inquinamento zero. Esistono già vetture elettriche che hanno a bordo una “Fuel Cell”, con la quale trasformano l'idrogeno in energia elettrica e che si possono acquistare dal Concessionario automobilistico.

L’utilizzo di queste fonti, renderebbe il nostro territorio autosufficiente per il fabbisogno di Energia e nel tempo, con una politica Comunale accurata, si potrebbe vendere il surplus di energia prodotta, oppure costruire una rete di colonnine elettriche per il rifornimento di auto elettriche (già avviene in tutta Europa tranne che in Italia), oppure utilizzare questa energia per autobus elettrici per il trasporto pubblico, ma, non basta, un altro aspetto positivo importantissimo sarebbe la notevole diminuzione dell’inquinamento atmosferico e quindi una maggiore salubrità dell’aria che respiriamo ogni giorno, oltre ad una diminuzione delle spese sanitarie imputabili all'aria inquinata che respiriamo.

6 CULTURA E TURISMO

Premessa:

Il tavolo Beni culturali, Cultura e Turismo si pone come obiettivo principale la valorizzazione dei beni storici, culturali, artistici e paesaggistici e la “cura” degli stessi ponendosi concettualmente ad una “visione” differente da quella sinora utilizzata. A partire dunque dal “linguaggio” passando per la “riscoperta” del concetto di Bello e di Collettivo fino a giungere all’utilizzo di risorse economiche “interne” ed “ alternative” ai fondi europei, atte alla manutenzione, riqualificazione e alla promozione del nostro immenso patrimonio culturale. Inoltre, siccome riteniamo che “ ogni punto del programma è un impegno con noi stessi e verso tutti i cittadini” , per rendere facilmente fruibile il programma lo abbiamo strutturato in vari punti suddivisi in proposte a costo zero attuabili subito, proposte che prevedono una programmazione a medio termine, e proposte a lungo termine che richiedono cioè interventi strutturali ed un investimento più corposo. Fermo restando che il lavoro di individuazione e di proposta non finirà con la chiusura del programma, ma sarà in continuo divenire, flessibile ai continui mutamenti a cui le materie trattate andranno incontro nel tempo.

DEFINIZIONE DI “BENI CULTURALI”:

i beni culturali sono tutti i beni designati da ciascuno Stato come importanti per l'archeologia, la letteratura, l'arte, la scienza, il folklore, l'etnologia o l'antropologia; si dividono in beni materiali e in beni immateriali. Un bene culturale si definisce materiale quando è fisicamente tangibile, come un'opera architettonica, un dipinto, una scultura; si definisce invece immateriale quando non è fisicamente tangibile, come una lingua o dialetto, una manifestazione del folklore o persino una ricetta culinaria. Per beni culturali materiali si intende: • i beni, mobili o immobili, di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, come i monumenti architettonici, di arte o di storia, religiosi o laici; i siti archeologici; i complessi di costruzioni che, nel loro insieme, offrono un interesse storico o artistico; le opere d'arte; i manoscritti, libri e altri oggetti d'interesse artistico, storico o archeologico; nonché le collezioni scientifiche e le collezioni importanti di libri o di archivi o di riproduzioni dei beni sopra definiti; • gli edifici la cui destinazione principale ed effettiva è di conservare o di esporre i beni culturali mobili, quali i musei, le grandi biblioteche, i depositi di archivi; • i centri comprendenti un numero considerevole di beni culturali, detti centri monumentali.

Per beni culturali immateriali si intende:

* le pratiche, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – così come gli strumenti, gli oggetti, gli artefatti e gli spazi culturali ad essi associati – che comunità, gruppi e, in certi casi, individui riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente rigenerato da comunità e gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e la loro storia, e procura loro un senso di identità e continuità, promuovendo così rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. * il patrimonio culturale immateriale come sopra definito si manifesta, fra l'altro, nei seguenti campi: * tradizioni ed espressioni orali, inclusa la lingua quale veicolo del Patrimonio Culturale immateriale; * le arti rappresentative (cinema, teatro, musica); * le pratiche sociali, i rituali e gli eventi festivi; * conoscenze e pratiche riguardanti la natura e l'universo; * le abilità artistiche tradizionali.

Per beni paesaggistici si intende:

Gli immobili ed aree di notevole interesse pubblico:

a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali; b) le ville, i giardini e i parchi che si distinguono per la loro non comune bellezza; c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici; d) le bellezze panoramiche e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Le aree tutelate per legge: a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; b) i territori confinanti ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole; e) i ghiacciai e i circhi glaciali; f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi; g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento; h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici; l) i vulcani; m) le zone di interesse archeologico.

Gli ulteriori immobili ed aree specificatamente individuati e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici

FOCUS 1 -I BENI CULTURALI COME RISORSA E COME BENI COMUNI:

Intendiamo far emergere e rivalutare quel qualcosa di unico che ha Napoli, ovvero il primato storico culturale e i percorsi dei grandi pensatori che hanno fatto la storia della nostra città, in ogni settore, da quello giuridico a quello medico, da quello artistico a quello sociologico, da quello filosofico a quello storico. Napoli, con i suoi tremila anni di storia, è stata la culla del sapere del nostro paese e ha ancora primati insuperabili che bisogna riportare alla memoria non solo dei turisti, ma prima di tutto dei Napoletani. E’ opportuno lo studio ed il ripristino dei rituali antichi da riproporre sia per la riscoperta delle nostre tradizioni sia come opportunità di reperire risorse da destinare alla cultura. Bisogna far riscoprire anche ai napoletani le peculiarità di questa straordinaria città, per favorire la consapevolezza, la crescita interiore e la ricerca del valore inestimabile dei nostri tesori e risvegliare in tutti noi il senso di appartenenza, la volontà di tutelare, che potrà fare di ogni napoletano un cicerone che apprezza e sa far apprezzare le meraviglie della propria città. Anche tramite la riscoperta delle feste e della tradizione folkloristica partenopea.

RISORSE

I Beni Culturali sono Beni Comuni - “Res Pubblica”. Nell'intento di fare a meno dei fondi europei e di trovare soluzioni alternative al recupero dei soldi da destinare al restauro e alla valorizzazione dei beni culturali e al finanziamento delle attività artistico - culturali, si può pensare:

  • di destinargli una parte dei fondi recuperati dall’evasione del pagamento del titolo di viaggio (biglietti) su bus, tram e Metro;
  • ad -una più chiara e sicura destinazione dei proventi della tassa di soggiorno;
  • ad un Ticket per il transito e sosta in città dei bus turistici, il turismo è un indotto che ha un fatturato consistente e beneficia dei Beni Culturali e Paesaggistici della città facendone profitto, è ovvio quindi che lasci un contributo per il restauro e la conservazione degli stessi;
  • ad un contributo volontario da parte di quelle attività commerciali che godono della presenza di Beni Culturali e Paesaggistici (esempio ristoranti/pizzerie/caffetterie) e che se ne avvantaggiano nella vendita dei loro prodotti. Si potrebbe lasciare la facoltà di far decidere se dare o meno una percentuale degli incassi a fronte di una corsia preferenziale per la promozione della loro attività.

Per recuperare risorse da destinare al recupero dei Beni Culturali, si potrebbero usare gli strumenti di crowdfunding, destinando a questo scopo una specifica sezione sul sito del Comune di Napoli. - Altre risorse saranno ricavate dai tagli agli sprechi, dall'ottimizzazione della macchina comunale. La manutenzione ordinaria e straordinaria se fatta in modo costante potrebbe anche consentire il ricorso in pianta stabile a lavoratori specializzati.

PROGRAMMAZIONE

Censimento di tutto ciò che c'è di fruibile in termini culturali. Istituzione di un database tutto ciò che è inerente : alla musica (dalla classica napoletana alle nuove emergenze), al teatro (teatri, compagnie, attori, commediografi), al cinema (registi, produttori, film girati a Napoli, festival del Cinema), al patrimonio monumentale appartenente al Comune di Napoli, al patrimonio enogastronomico (piatti tipici, le eccellenze, le produzioni e vendite a Km zero), ai fotografi (principalmente quelli che si occupano di valorizzare le bellezze di Napoli con le loro pubblicazioni), agli artisti (passati e attuali), - all’artigianato (ceramiche di capodimonte, liuteria, arte presepiale, rilegatorie, sculture in metallo, etc.)

Consulta Comunale Popolare della Cultura: istituzione di una consulta atta alla partecipazione della cittadinanza sulle scelte e sugli interventi alla cultura/beni culturali nell'ambito delle competenze Comunali.

Tavoli di Confronto: il Comune di Napoli, l'assessorato Cultura e Turismo deve istituire tavoli periodici di confronto con tutti gli attori dello scenario culturale della città per far confluire le energie in un progetto comune di restyling del Brand Napoli. Ente Provinciale del Turismo, Azienda Cura e Soggiorno, Soprintendenze e direttori di musei, ANM (i trasporti sono fondamentali per la fruizione turistica), Stazione Marittima, Stazione Ferroviaria, Aeroporto, Associazioni commercianti ecc., tutti devono sedersi intorno a un tavolo per un progetto “inComune”.

INTEGRAZIONE RELIGIOSA: vogliamo dare la dignità di professione religiosa a tutti, con la Creazione di Moschee pubbliche, sinagoghe, etc., in quanto la cultura napoletana ha radici nella religiosità e nell'interazione dei popoli e delle culture diverse. CULTURA DEL PAESAGGIO: anche il paesaggio, parchi e giardini, alberatura delle strade sono cultura quindi vanno tutelati e implementati.

PROPOSTE

ART BONUS

promozione e attuazione della Legge n. 106 del 29/07/2014, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, cosiddetto Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

VERDE E ORTI PUBBLICI:

istituzione di orti pubblici in terreni abbandonati, da mettere a disposizione della comunità. Tutela del verde pubblico e dei parchi comunali, valorizzazione e promozione dell'Orto Botanico. Applicazione pratica e teorica di agricoltura e giardinaggio nelle scuole materne ed elementari attraverso il recupero di spazi verdi pubblici (aiuole, cortili, terreni comunali abbandonati).

Istituzione degli orti sociali:

Il Comune potrebbe mettere a disposizione degli appezzamenti di terreno, dentro i vari quartieri, divisi in parcelle di 40, 50 o 60 o più metri quadri, organizzati come COMUNITÀ DI MUNICIPALITA’: con attrezzi comuni, attività di socializzazione, scambio dei prodotti, mercatini biologici e animarli con attività di socializzazione come feste per piccoli, incontri intergenerazionali. Potrebbero essere una delle vie per rivitalizzare socialmente la città e per riappropriarsi come cittadini dei non-luoghi di cui le nostre città sono pieni.

BIBLIOTECHE COMUNALI :

Ripristinare il numero delle Biblioteche comunali, almeno una per municipalità e prolungarne l'orario di apertura; Renderle luogo di incontro e di scambio in cui le persone possono incontrarsi, confrontarsi e apprendere mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche per abbattere l’analfabetismo informatico e per garantire a tutti un equo accesso alla conoscenza e alle informazioni che il web offre, anche mediante l’accesso wifi gratuito; Farli diventare luoghi in cui i libri si consultano e si leggono ma in cui i libri si presentino con conferenze e seminari, dando spazio agli scrittori emergenti, a quelli che scrivono in lingua napoletana e che valorizzano la cultura partenopea; Creazione di spazi dedicati alla pluriuniversità, ossia la condivisione e la diffusione, a titolo gratuito, del sapere e delle competenze; utilizzando per questa finalità anche lo strumento della banca del tempo (vedi punto 2.12).

INTERAZIONI CULTURALI MULTIETNICHE:

Sostegno e sviluppo di attività culturali multietniche onde favorire scambi di conoscenza reciproci. Istituzione di un premio per la comunicazione fra popoli.

PROGRAMMAZIONE CULTURALE E TURISTICA:

la superficialità e la sciatteria nelle iniziative culturali deve stare fuori da qualsiasi dinamica amministrativa. E’ necessario che la progettazione degli eventi risponda alle esigenze della cittadinanza, fornendo ad essa anche nuove opportunità che per ora non riesce ad immaginare.

Bisogna curare il programma nei minimi dettagli per acquisire credibilità ed affidabilità; qualsiasi iniziativa culturale dovrà essere programmata almeno 12 mesi prima affinché possa infilarsi capillarmente in tutti i pacchetti turistici internazionali. Ci sono luoghi storici della nostra città che si trovano in uno stato totale di degrado e non rientrano negli itinerari turistici, bisogna trovare il modo di valorizzare questi luoghi.

Creare e valorizzare nuovi itinerari alternativi significa apertura di nuove attività in quelle zone ora chiuse, più lavoro diretto e indiretto e creazione di cura e bellezza, nonché ordine e sicurezza. Per quanto riguarda i proventi della tassa di soggiorno, attualmente in vigore, essi sono destinati a finanziare gli interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi in materia di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei servizi pubblici locali. E' soggetto all'imposta chiunque pernotti nelle strutture ricettive site nel territorio del Comune di Napoli.

Attualmente chi soggiorna nelle strutture ricettive alberghiere è soggetto alle seguenti imposte: 1. categoria 5 stelle L: € 5,00 2. categoria 5 stelle: € 4,00 3. categoria 4 stelle: € 2,50 4. categoria 3 stelle: € 1,50 5. categoria 2 stelle: € 1,00 6. Categoria 1 stella: € 1,00

chi soggiorna nelle strutture ricettive extralberghiere (ad esempio: bed & breakfast, esercizi di affittacamere, case ed appartamenti per vacanze, case per ferie, foresterie per turisti, case religiose d'ospitalità, agriturismi, ecc.) paga € 1,00, mentre è esente chi soggiorna negli ostelli della gioventù.

Sono esenti dal pagamento dell'imposta: 1. i residenti nel Comune di Napoli; 2. i minori di anni 18; 3. i pazienti che devono effettuare trattamenti sanitari presso strutture sanitarie site nel Comune di Napoli; 4. coloro che assistono i degenti ricoverati presso strutture sanitarie cittadine, in ragione di un accompagnatore per paziente; 5. i genitori che accompagnano i minori di anni 18 malati; 6. i rifugiati politici; 7. gli appartenenti alle Forze dell'Ordine che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche per fronteggiare situazioni di carattere sociale nonché di emergenza conseguenti ad eventi calamitosi o di natura straordinaria o per finalità di soccorso umanitario (a decorrere dal 1° agosto 2014); 8. il personale volontario della Protezione Civile, della Croce Rossa e di ONLUS che svolgono attività simili, che prestano servizio in occasione di calamità (a decorrere dal 1° agosto 2014); 9. il personale docente in servizio presso scuole nazionali, europee e internazionali (a decorrere dal 1° agosto 2014).

Attualmente l’incidenza dell’imposta sulle entrate del bilancio comunale per Napoli è di circa lo 0,3% e nonostante il D.L. 23/2011 stabilisca che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno debba “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali” da studi fatti dall’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno riguardanti il monitoraggio di questi fondi a livello nazionale è emerso che questi incassi vengono destinati alle attività più varie, anche di spesa corrente o per “fini sociali”, non sempre in linea con le finalità turistiche (dal sito del Comune di Napoli)

SENSIBILIZZAZIONE CULTURALE ALL’INTERNO DELLE SCUOLE:

bambini e ragazzi vanno educati alla percezione delle nostre bellezze. Si potrebbe creare un opuscolo di “educazione civica” realizzato con esperti di sociologia e pedagogia oltre che con storici e grafici virtuosi, magari sotto forma di fumetto adatto alla comprensione dei bambini.

L'educazione, la sensibilizzazione al nostro patrimonio crea un senso identitario, di appartenenza alla città, per investire nella consapevolezza delle prossime generazioni. Fondamentali sono gli incentivi per i ragazzi, si potrebbero immaginare concorsi artistici, fotografici con premiazione a fine anno in un teatro, magari il premio potrebbe essere un abbonamento gratuito sulle linee di trasporto cittadine o abbonamenti a teatri comunali, etc.

a. La promozione di attività culturali nelle scuole e nei quartieri si deve fare avvalendosi di figure professionali competenti e qualificate, attori, musicisti, pittori, danzatori, scrittori, artigiani del settore artistico, retribuiti dal Comune, a seconda della quantità delle prestazioni.

b. Per incentivare la consapevolezza e la conoscenza del nostro patrimonio artistico, da parte degli studenti, sarebbe interessante non sottovalutare l’aspetto ludico dell’apprendimento. Organizzare caccie al tesoro o giochi di ruolo all’interno di strutture o percorsi culturali aiuta i ragazzi ad imparare divertendosi.

c. La promozione delle attività culturali (teatro, musica, mostre ecc) nelle scuole dovrà avere il patrocinio del Comune ma dovrà essere a cura di operatori culturali ed artisti. Le figure professionali impiegate nei programmi di attività culturali saranno selezionate attraverso bando pubblico per titoli e meriti, il compenso sarà stabilito in base alle prestazioni e frequenza e se ne faranno carico il Comune ed il Miur. A tal fine si potrebbero impiegare anche gli insegnanti che attualmente sono sottoimpiegati.

d. In accordo con gli istituti scolastici si potrebbero istituire corsi di Educazione Civica, la fruizione dei corsi sarà gratuita per gli allievi. I docenti verranno recuperati dalle graduatorie dei precari. e. Applicazione pratica e teorica di agricoltura e giardinaggio nelle scuole materne ed elementari attraverso il recupero di spazi verdi pubblici (aiuole, cortili, terreni comunali abbandonati).

TASSA DI SOGGIORNO:

L’impiego dei proventi della tassa di soggiorno va attentamente monitorato e l’importo totale destinato finalmente ai soli fini per i quali detta tassa è stata istituita.

INFOPOINT:

Il Comune dovrà mettere a disposizione dei turisti e dei cittadini degli Infopoint in cui chiedere informazioni e spunti per poter visitare al meglio la nostra città. Saranno studiati degli itinerari mirati ai diversi target di persone che visitano o vivono la città, così da poter offrire ad ognuno l’itinerario più adatto alle proprie esigenze, facendogli vivere un’esperienza indimenticabile e trasformandolo in un “testimonial” di Napoli. Negli infopoint verranno inserite delle figure professionali, utilizzando le risorse umane già in forza al Comune (dove sicuramente sono presenti laureati in architettura ed in beni culturali) affiancate da studenti stagisti, che così oltre a fare una grande esperienza potrebbero acquisire crediti formativi o essere ripagati con gli SCEC. Orari di apertura prolungati e per 365 giorni.

BUS TURISTICI:

devono pagare un ticket giornaliero per entrare e sostare in città.

devono avere modo di rifornirsi di elettricità sulle banchine, con energie rinnovabili, pannelli solari; devono spegnere i motori e destinare una quota dell’ energia da loro pagata per riqualificare beni culturali; aprire un canale di comunicazione con l'Autorità Portuale affinché le navi da crociera paghino un pedaggio da destinare ai BBCC della città.

TURISMO ACCESSIBILE:

Turismo accessibile, ovvero ripensare al turismo a Napoli anche per le persone disabili. Sotto questo aspetto la nostra città è molto indietro, e quel poco che è stato fatto per adeguarsi alle norme è stato fatto in modo parziale e disomogeneo, tenendo presente che realizzare un turismo accessibile è innanzitutto una battaglia per la dignità di tutti, ma anche una risorsa economica notevole.

Intendiamo:
  • Mettere al primo posto il problema della fruibilità degli accessi alla città da parte dei disabili, e abbattere tutte le barriere architettoniche;
  • Diffondere una mappa dettagliata dei percorsi cittadini e delle strutture attualmente accessibili ai disabili;
  • Monitorare l’adeguamento delle strutture ricettive alle normative sull’accessibilità, in particolare controllare che oltre che formalmente a norma le strutture siano realmente fruibili;
  • Individuare, studiare e applicare modelli di turismo accessibile esistenti in realtà evolute;
  • Supportare realtà già esistenti sul territorio sensibilizzando la cittadinanza sul tema disabilità;
  • Percorsi ed esperienze sensoriali (tattili, olfattivi, gustativi, uditivi). Tali percorsi, artistici e/o naturalistici sono volti a suscitare una risposta emotiva di tutti gli individui ed a godere delle meraviglie della nostra città anche attraverso il singolo “senso” che ogni individuo può/vuole mettere in campo.

WI-FI:

partendo da una delle nostre stelle, l’accesso libero e gratuito ad internet come strumento di informazione e di conoscenza per tutti, abbiamo pensato a due tipologie di wifi: - una libera, gratis, per tutte le piazze, stazioni, porti ed aeroporto. - un'altra a pagamento, o sovvenzionata tramite eventuali sponsor, per le strade. Il Wifi è fondamentale per un turista che vuole visitare una città, che vuole navigare e capire, cercare i luoghi storici e culturali da visitare, ma è anche un diritto dei cittadini e degli studenti che così potrebbero collegarsi in rete liberamente.

PROPOSTE: CONCORSI DI IDEE

“L’ITINERARIO DEL CUORE”

Il Comune di Napoli si farà promotore di un concorso di idee aperto a tutti gli abitanti della città, dal tema: “L'itinerario che vorrei!” In sintesi ogni cittadino dovrebbe proporre un itinerario culturale alternativo attraverso i propri luoghi e monumenti del cuore, magari di posti sconosciuti ai più ma che hanno una grande valenza culturale (ad es. un monumento dimenticato, un itinerario eno-gastronomico diverso dal solito, uno scorcio panoramico sconosciuto ai più, uno spettacolo teatrale o musicale riguardante un testo della nostra letteratura o uno spartito musicale non rappresentati o suonati solitamente, etc.). Le idee migliori verranno inserite su una sezione apposita creata sul sito web del Comune, per quelli che hanno proposto gli “itinerari” migliori ci sarà un premio con ingressi gratuiti nei musei cittadini, a mostre e fiere organizzate dal Comune, abbonamenti ai trasporti pubblici, buoni SCEC, ore alla banca del tempo. Si sceglierà un itinerario per Municipalità da promuovere per un periodo da stabilirsi, nell’ambito di una sorta di maggio ai monumenti che duri tutto l'anno. Ogni mese ci saranno itinerari, spettacoli, monumenti da visitare solo per quel periodo, così da incentivare il ritorno dei turisti anche durante i mesi di bassa stagione, ma sarebbe anche un incentivo per far scoprire ai napoletani posti sempre nuovi. Coinvolgendo nell’iniziativa le scuole, i giovani, i commercianti, gli artisti di strada. Inoltre così si riscopriranno altri luoghi da valorizzare e di interesse storico sconosciuti ai più. Le proposte dell'Itinerario del Cuore saranno elaborate dai cittadini, dai comitati civici, dalle scuole, incentivati dalla prospettiva di un riconoscimento in beni materiali (es. un computer per la scuola premiata) ed una menzione speciale del quartiere di riferimento (es. una targa, una panchina, un arredo urbano). Creazione di una App “Gli itinerari del cuore”, gratuita se finanziata da sponsor, che dia modo di accedere al dettaglio degli itinerari. Il ricavato eccedente dalle sponsorizzazioni sarà destinato al restauro dei monumenti e alla sistemazione di piazze e strade.

“LA VIA DELLE COCCOLE”:

il turista nel suo percorso di visita viene coccolato dall'inizio alla fine, può visitare Napoli con la massima serenità e magari soggiornarci per più giorni. Inoltre quando il visitatore decide di percorrere la via delle coccole, percorso visionabile con l’apposita app, troverà lungo il percorso gli infopoint che, dotati di appositi schermi, proietteranno le immagini dei luoghi da visitare e dove sarà in vendita anche la card per turisti e sarà possibile reperire anche materiale cartaceo informativo. VALORIZZAZIONE del territorio per trasformare la città in un “Museo diffuso”: - le scalinate della città potranno essere decorate da murales e da altre forme di street art, - l'arte va portata nelle strade, fra la gente, con esibizione di performers, mostre di opere di artisti napoletani contemporanei, nell’ottica di creare e valorizzare itinerari alternativi, in modo da incuriosire il turista e gli stessi cittadini a passeggiare per questi nuovi spazi culturali a cielo aperto riportando Napoli tra le capitali europee della cultura.

SCEC:

Inserire lo Scec nel circuito delle attività culturali e turistiche.

ISTITUZIONE DELLA BANCA DEL TEMPO:

chi aderisce specifica quali attività e/o servizi intende svolgere e accende un proprio conto corrente, come in una banca, dove però, al posto degli euro, si depositano ore. Chi ha offerto un servizio acquisirà un credito di ore e sarà in grado di spenderle ricevendo altri servizi. Nella Banca del Tempo però non è necessario restituire un servizio esattamente a colui che l´ha fornito: è un sistema aperto e non si contraggono debiti con qualcuno in particolare. Nella Banca del Tempo un´ora vale sempre un´ora, a prescindere dal servizio scambiato, per imparare a dare e a ricevere tempo con fiducia. Nessuno quando scambia perde del tempo. Chi partecipa alla Banca del Tempo lo fa per molteplici ragioni.

Fra queste:

  • avere un miglior rapporto con un bene che tutti possediamo e che spesso gestiamo male;
  • il tempo nello scambio si dà per avere e si riceve per offrire;
  • si scambia per socializzare e conoscersi - allargare la propria rete amicale - confrontarsi con realtà a noi non-affini senza pregiudizi, perché lavarietà e le differenze, siano esse etniche, culturali o generazionali, sono una grande ricchezza di questo mondo
  • realizzare concretamente uno spazio in cui è garantita reale parità fra tutti i soggetti.

Il valore della prestazione in tempo non tiene conto, quasi provocatoriamente, delle differenze economiche che nella società esistono fra persone e fra professionalità diverse; mette sullo stesso piano la casalinga che fa la torta e il musicista che insegna a suonare il sax  partecipare ed essere cittadino attivo. Si partecipa alle regole di una comunità e alle decisioni importanti.

ANGELI DEI TURISTI:

sono dei veri e propri “angeli custodi” dei turisti, dediti alla loro accoglienza, cura e orientamento all’interno dell’area cittadina, e saranno presenti principalmente in metropolitane, stazioni, aeroporti, porti, centri di maggior flusso turistico. Questi “angeli” mettono il loro tempo a disposizione per “accudire” i turisti, sul nuovo sito del Comune sarà dedicato uno spazio apposito per coloro che vorranno registrarsi e partecipare all’iniziativa: 1. Potranno accedere alla registrazione tutti i cittadini residenti a Napoli che hanno raggiunto la maggiore età. 2. Le caratteristiche minime richieste sono: conoscenza almeno di una lingua straniera; conoscenza della città (strade, linee metropolitane, funicolari ecc.); carattere socievole. Il “tempo” donato sarà ricompensato con: 1. crediti formativi; 1. agevolazioni sul trasporto pubblico cittadino; 2. buoni SCEC; 3. ore alla Banca del Tempo.

TURISMO RELIGIOSO:

favorire il pellegrinaggio ai luoghi sacri per dar sostanza alle attività commerciali che ruotano intorno ad esso. Premurarsi di offrire servizi e strutture di accoglienza per il turismo religioso. Accordi con la Curia. Restauro e promozione turistica del Cimitero Monumentale.

PATRIMONIO ARTISTICO E SPAZI PER LA CULTURA:

L’ARTIGIANATO

fa parte del nostro patrimonio artistico e per questo si è pensato alla creazione di botteghe/laboratorio per apprendere i mestieri, rivalorizzando le zone della città in cui sono presenti spazi comunali abbandonati. E’ necessario trattenere, preservare e trasmettere il patrimonio culturale della nostra città; si devono salvare dall’estinzione gli ultimi interpreti dell’artigianato locale napoletano, reindirizzando flussi escursionistici nell’area dove sono presenti, permettendone la conoscenza attraverso l’organizzazione di gruppi di lavoro, di studio e di classi scolastiche. Ci sono artigiani che, con tradizioni centenarie, ogni giorno cercano di non fare sparire le loro opere e i loro mirabili lavori, e per questo vanno sostenuti ed aiutati.

PROPOSTE:

3.1 Il Comune dovrebbe farsi promotore di uno scambio sinergico tra gli artigiani, le istituzioni scolastiche/universitarie, i giovani creativi e le classi sociali più deboli in generale. Bisognerebbe fare rete ed in particolare puntare sulla rivalutazione della cultura del fare mediante l’apporto e la trasmissione dei saperi di maestri artigiani alle nuove generazioni; si potrebbe offrire agli studenti di istituti d’arte, accademie e facoltà di design, la possibilità di incontro e di confronto con il sapere artigiano.

Si dovranno creare spazi di incontro e di esposizione di espressioni artistiche ed artigianali, e promuovere i loro lavori presso contesti design-oriented, privilegiando l'avvicinamento alle attività proposte delle categorie a rischio sociale come minori, adolescenti ed anziani. E’ necessario pensare al recupero di edifici in stato di abbandono e all’utilizzo del patrimonio immobiliare del Comune, compreso il recupero dei beni sequestrati alla camorra.

Mediante : • Recupero delle vecchie caserme abbandonate e di tutti quegli edifici pubblici non utilizzati. • Valorizzazione delle tradizioni artigianali; gli spazi recuperati o quelli già in possesso del Comune si potrebbero fittare ad un prezzo simbolico a giovani che intendono recuperare vecchi mestieri ed avviare nuove imprese artigianali. Si tratterebbe di botteghe/laboratorio per apprendere i mestieri, con la contestuale rivalorizzazione delle zone in cui sono presenti tali spazi abbandonati. • Realizzazione di un progetto di riqualificazione di spazi, almeno uno per ogni Municipalità, che mettano insieme, qualità della vita, aggregazione, partecipazione, socialità, inclusione, educazione culturale e artistica, riqualificazione urbana. • All’interno delle strutture sequestrate ai camorristi si potrebbero creare “Case dello Studente”, anche per dare un forte segnale che la Cultura vince sulla subcultura mafiosa. • Il patrimonio immobiliare del Comune andrebbe rammodernato e utilizzato a scopo di ricezione turistica o per creare alloggi per studenti, in questo secondo caso le risorse per la ristrutturazione di questi edifici sono reperibili usufruendo di mutui agevolati messi a disposizione da un emendamento presentato dal M5S al Parlamento Il contributo del Movimento Cinque Stelle sul tema consiste in emendamento al decreto Carrozza grazie al quale si prevede che lo Stato concederà mutui agli enti locali per la costruzione e la ristrutturazione delle residenza universitarie, punto inserito proprio nel programma istruzione M5S. • Il recupero delle strutture e dei quartieri dimenticati potrebbe basarsi sul modello della teoria delle “Finestre Rotte” di Philip Zimbardo: la cura dei dettagli per sconfiggere il degrado urbano e sociale.(La teoria delle finestre rotte indica quella teoria sociologica secondo cui investendo le risorse, umane e finanziarie nella cura dell'esistente e nel rispetto della civile convivenza si ottengono risultati migliori rispetto all'uso di misure repressive. Ad esempio l'esistenza di una finestra rotta, da cui il nome della teoria, potrebbe generare fenomeni di emulazione, portando qualcun altro a rompere un lampione o un idrante, dando così inizio a una spirale di degrado urbano e sociale).

ARCHIVI STORICI:

tutela e diffusione degli archivi storici presenti sul territorio cittadino.

MUSEI E TEATRI CITTADINI:

Musei e siti di pertinenza del Comune aperti tutti i giorni con orari prolungati. Autofinanziamento dei Musei e dei siti storico-artistico-archeologico attraverso iniziative che vanno dalla vendita di gadget a ristoranti e intrattenimenti vari. I teatri che ricevono sovvenzionamenti pubblici debbono garantire l'accesso ai cittadini meno abbienti (che lo dimostrino tramite presentazione del mod. ISEE) ed a tutte le scuole al medesimo cartellone teatrale in abbonamento, ad un prezzo fisso e sostenibile. In particolar modo gli studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori devono poter accedere agli spettacoli e ai musei se non gratuitamente ad un prezzo simbolico, in quanto la frequentazione dei teatri e dei musei contribuisce alla loro formazione artistica e professionale. Apertura di nuovi Musei civici. Creazione di una rete tra Enti culturali per attività di marketing e branding, finalizzata all’ottimizzazione delle risorse economiche e al potenziamento della comunicazione.

MARKETING E COMUNICAZIONE:

consapevoli dell’immenso patrimonio storico, artistico e culturale che ha da offrire la città di Napoli, siamo altresì consci che queste immense potenzialità, finora sottoutilizzate, possono in futuro creare un circolo economico virtuoso grazie ad un’attenta pianificazione della comunicazione e del marketing turistico, arrivando così a svincolarle dalla sussidiarietà dei finanziamenti pubblici. La Comunicazione è la pietra miliare di qualsiasi offerta culturale e va intesa anche in termini di marketing, se non ci sono indagini di mercato, qualsiasi comunicazione è inefficiente e va affidata a dei professionisti, che potrebbero anche essere già in forze al Comune. Implementeremo l’ufficio marketing per la valorizzazione del territorio agendo sia attraverso apposite campagne di web e social media marketing (anche da attuarsi sul sito istituzionale), sia creando sulla pagina in questione uno “spazio” dedicato per la promozione di alberghi, bed & breakfast, trasporti e ogni evento culturale che il Comune vorrà proporre.

BRAND NAPOLI:

solo raccontando una storia si costruisce una relazione, ed in particolare raccontando il nostro passato e la nostra cultura possiamo ricostruire e rivalutare la nostra identità. Questa dinamica vale sia per le persone che per le aziende e per le città. Il branding pubblico riguarda la costruzione dell’identità di città e territori, attraverso la consapevolezza ed il cambiamento del racconto che questi soggetti sanno fare di se. Partendo dal concetto di rivalutazione del brand del Comune di Napoli e attraverso il dialogo, con alcuni protagonisti della napoletanità, sulle mutazioni e le prospettive della città, crediamo sia opportuno ridefinire e razionalizzare l’approccio metodologico alla gestione di politiche di branding pubblico, migliorando la definizione di processi e prodotti connessi alla realizzazione di un programma di “identità competitiva e per l’attrattività turistica e non. Diversi esperimenti in materia, anche sul territorio italiano, sono stati già effettuati con discreto successo. Ad esempio, il comune di Milano ha affidato ad un’agenzia specializzata un contratto per la gestione del proprio marchio, cosa che ha consentito all’amministrazione comunale di incassare circa 400mila euro in cinque anni, ed è nato il primo official store dei prodotti di merchandising della città di Milano. Per il caso specifico del Comune di Napoli siamo intenzionati a valutare una soluzione gestita direttamente dallo stesso comune; gli introiti ricavati, andranno investiti per la manutenzione e la tutela del nostro patrimonio artistico e culturale.

SITO WEB E SOCIAL MEDIA:

creazione o implementazione di un sito (minimo bilingue e studiato in termini SEO e SEM) di competenza dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, dedicato alla promozione dei nostri beni culturali e paesaggistici, che faccia da collettore di tutte le iniziative riguardanti questi temi. Che abbia anche funzione di informare il visitatore di tutti i possibili itinerari culturali, enogastronomici, musicali, teatrali a seconda delle sue specifiche esigenze. Che forniscainformazioni sulla disponibilità di ricezione aggiornate in tempo reale, sugli orari dei mezzi di trasporto, etc. Implementazione di una comunicazione efficace, efficiente e costante sui canali social, considerando che attualmente questo tipo di canali è quello più utilizzato per diffondere velocemente le informazioni. Siamo dell’avviso che sia fondamentale adoperare una comunicazione integrata tra i diversi canali utilizzati, così da creare una coerenza contenutistica e temporale

NEWSLETTER:

la newsletter è uno strumento essenziale per comunicare e promuovere le attività che si svolgono in città. Per questo motivo è indispensabile rielaborarla e riorganizzarla per renderla chiara e comprensibile, migliorandone la qualità dei contenuti e traducendola in più lingue. PROPOSTE: simm’ e napule (o MADE IN NAPOLI o ”NapulitanaMente”), grazie alle potenzialità dei nuovi media, sull’etichetta di qualsiasi articolo o merce prodotti a Napoli andrà inserito un QR code che rimandi al luogo da cui hanno origine, uno spot per il nostro territorio in modo che chiunque acquisti i nostri prodotti, ovunque si trovi nel mondo, sia invogliato a venire a vedere i luoghi da cui essi hanno avuto origine.

MAGAZINE/FREE PRESS:

si può creare un magazine/freepress promozionale in più lingue, ci sarà la versione scaricabile dal sito e quella cartacea distribuita dagli infopoint gratuitamente, nel quale saranno riportate tutte le iniziative in corso. Il magazine/freepress sarà costo zero per il Comune, in quanto finanziato dagli sponsor che avranno spazi pubblicitari al suo interno, e al suo interno ci saranno dei coupon con le offerte di queste attività, magari collegate ad ingressi in musei, in modo da creare un circuito virtuoso, con itinerari culturali ed enogastronomici.

APP:

ideazione e realizzazione di App che consentano di migliorare i servizi offerti dal Comune di Napoli in ambito culturale e turistico, che accompagni turisti e cittadini in percorsi canonici o alternativi. Potrebbe essere elaborata negli atenei dai ricercatori, i prototipi realizzati verrebbero sottoposti a bando pubblico e scelti in base a criteri di eccellenza e costo sostenibile. Si potrebbe venderla ad un costo da stabilirsi e i proventi andrebbero destinati in parte al restauro e alla valorizzazione dei Beni Culturali. Un lavoro in sinergia con le Università e con eventuali sponsor privati. Il tutto nell’ottica del Comune come principale promotore della città. Creazione di una App “Gli itinerari del cuore” e dell’App “La via delle Coccole”

NUMERO DA CONTATTARE:

Mettere a disposizione un numero telefonico comunale a cui i turisti possano rivolgersi per ottenere info storiche/architettoniche/artistiche. In pratica su ogni monumento e sito d’interesse sarà segnalato un numero di telefono per le info, con un codice da digitare su richiesta a cui risponderà una voce registrata con le informazioni desiderate in più lingue, inoltre saràpresente anche un QR Code. Il turista sprovvisto di guida turistica potrà decidere se utilizzare il codice QR Code oppure rivolgersi al numero segnalato per ottenere informazioni sul monumento o sito in cui si trova. Per garantire la gratuità del servizio sarà possibile inserire la sponsorizzazione di attività commerciali presenti in zona, che otterranno in cambio visibilità attraverso il sistema.

CARD PER I TURISTI:

Creazione di una CARD per i turisti che permetta di usufruire di più siti e servizi con uno sconto sul prezzo complessivo, una tessera acquistabile anche dal sito del Comune in modo tale che ogni turista dall'estero potrà stamparla e scegliere che tipo di offerta acquistare. Ad esempio si può pensare ad un Pacchetto small che comprenda la possibilità di visitare tutti i siti, viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici e password d'accesso per il wifi, ed un pacchetto full che prevede oltre ad i benefit dell'offerta small anche l'accompagnamento per la via delle coccole o per gli itinerari del cuore e la possibilità di prenotare l'albergo o il bed & breakfast a prezzi scontati.

LAVORO DIGITALE

1.Premesso che qualsiasi lavoratore dipendente, sia pubblico che privato, è dotato di badge digitale collegato all'INPS, strutturare una pianta catastale della realtà imprenditoriale, in modo da facilitare ispezioni e controlli .per evitare: sfruttamento dei lavoratori, evasione contributiva e lavoro al nero, inoltre si eviteranno vertenze di lavoro in quanto l'INPS si rende garante delle spettanze del lavoratore. Va tenuto presente che la realizzazione della pianta catastale è inizialmente realizzata con le realtà attuali e verrà continuamente integrata mano a mano che nuove realtà si concretizzano, tutto questo, unitamente al reddito di cittadinanza, quando esso potrà essere applicato, consentirà controllo di lavoratori e impresa. 2. Utilizzo di “Cloud Computing” (l’insieme di tecnologie che permettono di memorizzare/gestire le informazioni, in modo virtuale, grazie all’utilizzo di risorse disponibili in Rete) e sfruttamento adeguato dei centri di elaborazione dati per garantire risparmio/uso alternativo di risorse a Comune e Imprese. 3. Documentazione comunale dematerializzata, adozione di firma digitale per i dirigenti comunali. 4. Introduzione sul portale comunale di un modulo dove imprese e cittadini, attraverso la partita iva/codice fiscale, potranno visualizzare gli adempimenti da compiere con aggiornamenti in tempo reale. 5. Digitalizzazione dell'ufficio anagrafe con tutti gli adempimenti previsti attraverso il web. 6. Possibilità di inoltrare la domanda di migrazione e visionare il percorso della pratica. 7. Tutti i pagamenti al Comune possibili attraverso il web. 8. Servizi toponomastici via web e possibilità di parlare attraverso skype/hangout, tramite prenotazione, con l'ufficio che si desidera per un tempo massimo di qualche minuto (servizio disponibile una volta a settimana).

SVILUPPO ECONOMICO

1.Sostegno incentivante alle imprese qualificate nel riciclo che utilizzano la materia prima seconda prodotta nell’area comunale. 2.Sostegno alla “localizzazione” delle imprese produttive tramite riparametrazione delle tasse comunali e/o fornitura in comodato d’uso di beni comunali inutilizzati. Il sostegno è applicabile ai progetti produttivi monitorabili in grande trasparenza dall’ente comunale. 3.Per i nuovi progetti imprenditoriali (Start up) e per ammodernamenti delle aziende esistenti, è necessario fornire formazione di alta qualità. Il Comune agirà dando priorità a progetti di formazione di pubblica utilità, che promuovono modelli di economia circolare e con margini di rientro interessanti sull'investimento. La gestione di progetti dovrà essere trasparente tramite la pubblicazione online dello stato di avanzamento e dei risultati dei progetti formativi. 4.Si propone che Interventi per arginare il Dissesto Idrogeologico, il Piano emergenza Campi Flegrei e la riqualificazione dell’ Edilizia Scolastica siano posti fuori dal patto di stabilità interno del Comune. Si propone, quindi, un nuovo “piano di investimento” per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione della città, in chiave di “città facilmente fruibile” (smart city). 5. Alcuni spazi all'interno di musei potrebbero essere ceduti temporaneamente ad attivitá economiche come caffetterie o negozi che offrono audioguide o occhiali di realtá aumentata. Gli introiti generati potrebbero compensare i biglietti d’ingresso che potrebbero essere annullati o quantomeno ridotti per favorire il flusso turistico. Personale extra sarebbe indispensabile per gestire questi esercizi.

COMMERCIO E MERCATI

1. Valorizzare le aree mercatali incentivando anche la costituzione di organismi autogestiti. 2. Rilanciare i Prodotti alimentari del territorio (di seguito indicazioni per prodotti a Km 0). 3. Tutelare il consumatore con marchi di qualità e trasparenza nella tracciabilitá della provenienza dei prodotti. 4. Per la gestione dei mercati esistono 2 organismi:

  • Commissione tecnica per il commercio su aree pubbliche“ che organizzano e gestiscono pubblicando sul sito del Comune le liste dei luoghi e dei prodotti.
  • Commissioni di Mercato” che dialogano col Comune e sono elettive ogni tre anni.

5. Monitorare in ogni Municipalitá le aree da confermare / dismettere / modificare per le superfici del mercati. 6. Proposte per i mercati

  • Nei mercati destinare almeno il 20% di prodotti a km 0.

7. Tutela dei consumatori

  • Controlli di sicurezza alimentare e provenienza dei prodotti, a cura del Comune.

PUBBLICITÀ ED AFFISSIONI

Proporre alle agenzie/marche il sostegno delle spese per la realizzazione, manutenzione e ripristino, alla conclusione del periodo concordato, del sito oggetto della pubblicità/affissione. Obiettivo irrinunciabile è la salvaguardia dei beni comunali.

ARTIGIANATO

Creazione di botteghe/laboratorio per apprendere i mestieri, rivalorizzando le zone del centro (e non solo) in cui sono presenti spazi comunali abbandonati. E’ necessario reindirizzare flussi escursionistici nell’area dove sono presenti, permettendone la conoscenza attraverso l’organizzazione di gruppi di lavoro, di studio e di classi scolastiche. Ci sono artigiani che, con tradizioni centenarie, ogni giorno cercano di non fare sparire le loro opere e i loro mirabili lavori, Il Comune dovrebbe farsi promotore tra loro e le istituzioni scolastiche/universitarie, i giovani creativi e le classi sociali più deboli in generale. Bisogna fare rete e puntare sulla rivalutazione della cultura del fare mediante l’apporto e la trasmissione dei saperi di maestri artigiani alle nuove generazioni.

Si dovranno creare spazi di incontro e di esposizione di espressioni artistiche ed artigianali, e promuovere i loro lavori presso contesti orientati alla progettazione, privilegiando l' avvicinamento alle attività proposte delle categorie a rischio sociale come minori adolescenti ed anziani.

Made in Naples - Tutela del Made in Napoli

INCENTIVARE LE PMI E CON ESSE IL LAVORO 1. Incentivare e finanziare le nuove imprese societarie giovanili ad indirizzo innovativo. 2. Consentire a dipendenti di imprese che chiudono, per rasferirsi all’estero, di rilevare l’impresa con incentivi e assistenza. 3. Consentire con aiuti finanziari ai dipendenti di aziende che chiudono per cessata attività (causa abbandono dei titolari per massima età), di rilevare l’azienda sotto forma di Cooperativa. 4. Incentivare gli imprenditori che decidono di offrire una compartecipazione all’attività ai propri dipendenti. 5. Sviluppare le attività riferite alle energie rinnovabili.

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