SICUREZZA

CENTRO STORICO

PREMESSA

Elaborare un programma per il centro storico di Napoli significa mettere in evidenza diversi aspetti che vanno dalla sua storia, alla sua tipicità, alla sua urbanistica e al suo ricco patrimonio artistico e culturale. Altresì, importante cercare di coniugare questi diversi aspetti con quelli sociali, economici e di vivibilità dei suoi cittadini. Il compito di amministrare questo grande patrimonio spetta a tutti i cittadini singolarmente e/o collettivamente

CENNI STORICI E DESCRIZIONE

Il centro storico di Napoli rappresenta il primo nucleo storico della città. Esso racchiude 27 secoli di storia e risulta essere il più vasto d'Europa estendendosi su una superficie di 1700 ettari (17 chilometri quadrati dell'intera superficie urbana, circa il 14,5%). Dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO(Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) nel 1995, è stato inserito nella lista dei beni da tutelare. La sua particolare unicità sta nella conservazione quasi totale e nell'uso dell'antico tracciato viario greco.

L'area considerata patrimonio dell'UNESCO è estesa per circa 981 ettari e contiene i seguenti quartieri: Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo all'Arena, San Lorenzo e Vicarìa e parte delle colline del Vomero e Posillipo.

Un accordo siglato tra regione Campania, comune e Ministero dei Beni Culturali, ha fatto sì che venissero stanziati nel giugno 2012 dall'Unione europea 100 milioni di euro per eseguire anche lavori di restauro dei monumenti del centro storico più a rischio.

Il centro antico

Il centro antico di Napoli viene essenzialmente circoscritto dai Decumani di Napoli sono tre antiche strade di Napoli: Decumano superiore, Decumano maggiore e Decumano inferiore create alla fine del VI secolo a.C. durante l'epoca greca costituenti il cuore del centro antico della città. Le tre strade scorrono parallelamente l'una dall'altra attraversando da est a ovest la città, parallelamente rispetto alla costa.

Il termine decumano utilizzato in via ufficiale risulta in realtà un termine improprio in quanto esso caratterizza un sistema di urbanizzazione di epoca romana. Tutte e tre le vie principali del nucleo antico fanno parte della porzione di centro storico di Napoli protetto dall'Unesco e contengono al loro interno un elevato numero di palazzi nobiliari, chiese monumentali e siti archeologici della città.

Al comune di Napoli è presente l'osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli - Sito UNESCO L'Osservatorio risponde alla finalità di promuovere il recupero e la valorizzazione del Centro Storico e del sito UNESCO, ed inoltre ha lo scopo di sostenere e favorire processi formativi e partecipativi diffusi, anche coordinando i lavori con le Municipalità, il Laboratorio Napoli e gli Assessori competenti per lo sviluppo di una cultura del paesaggio storico urbano del Centro storico di Napoli UNESCO.

Utilissimo può essere il lavoro già svolto dagli attivisti per il “maggio dei tradimenti”

PROPOSTE PER IL CENTRO STORICO

  • restaurare e valorizzare i siti oggetto di attrazione turistica chiusi o in stato di abbandono unitamente a quelli utilizzabili per sostenere l’artigianato e le “eccellenze produttive” tipiche ed caratterizzanti l’identità del centro storico con “modalità” utili per il raggiungimento degli obbiettivi
  • Modificare dopo un attento studio sui flussi pedonali e veicolari le aree pedonali e ZTL per incrementare la fruibilità del centro antico migliorando nel contempo la mobilità sia all’interno che ai limiti del centro storico ( car and bike sharing ,bus elettrici ecc. e servizi igienici pubblici. Importantissimo abbattere le barriere architettoniche su tutto il territorio del centro storico.
  • Recupero degli ambienti urbani attraverso l' illuminazione adeguata di palazzi, castelli e le fontane storiche ed elementi di arredo urbano per esprimere appieno unicità e valore
  • istituire l'accesso gratuito a musei e siti archeologici per i residenti, per infondere quel senso di appartenenza al territorio in grado di produrre una maggiore consapevolezza e una maggiore tutela del patrimonio esistente inserire e/o potenziare fontane pubbliche e Wi-Fi free.
  • Priorità agli interventi di recupero e valorizzazione attraverso una gestione ottimale del patrimonio comunale al fine di trarre risorse utili sia all’occupazione che al recupero degli stessi luoghi
  • Recuperare e implementare il “ Progetto sirena” per le ristrutturazioni esterne dei palazzi privati su tutto il territorio del centro storico.
  • Progetti pilota in ogni quartiere con la partecipazione attiva dei cittadini ovvero “isola felice” e “casa del quartiere” da diffondere in tutta la città
  • Urban center di rilievo urbano e metropolitano
  • Quartiere intelligente
  • Individuare i beni confiscati e riutilizzarli per i cittadini.
  • Legge comunale per dividere le spese ( affitto, tarsu, tari ecc.) suddividendo lo stesso locale commerciale con due esercenti e due attività differenti. Per esempio nello stesso locale: cartoleria e abbigliamento.
  • Utilizzare lo strumento del questionario( domande da fare ai cittadini e le categorie sociali) in modo periodico ( per esempio ogni due-tre mesi) per avere suggerimenti dai cittadini e per coinvolgerli nell'amministrazione della cosa pubblica.

URBAN CENTER

Urban Center è una locuzione anglosassone utilizzata per designare diverse tipologie di strutture la cui missione principale è il coinvolgimento critico delle comunità civiche nelle politiche di trasformazione della città e del territorio. La questione dell'esercizio dei principi di democrazia partecipativa nei processi decisionali occupa da tempo un ruolo centrale nel dibattito sulla costruzione delle politiche di governo della città e del territorio.

Seguendo l’esperienza degli USA e di altri paesi a economia avanzata, anche in Italia l’Urban Center (o “Casa della Città”) si è rivelato un vettore efficace per facilitare la partecipazione dei soggetti portatori d’interesse nella ricerca di scenari di trasformazione urbana condivisa.

L’interesse per il fenomeno UC è legato all’evoluzione che queste strutture possono rappresentare per le autorità di governo locale. Un’intrigante opportunità per sperimentare nuove forme di democrazia partecipativa e deliberativa, non limitata agli aspetti passivi di tipo comunicativo- informativo, ma finalizzata alla costruzione condivisa delle linee guida delle politiche urbane.

CASE DEL QUARTIERE

Sono degli spazi pubblici riqualificati grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche,fondazioni bancarie e d’impresa, imprese sociali, associazioni e cittadini. Ogni Casa ha una storia diversa e un territorio specifico, ma tutte garantiscono un punto di incontro e di riferimento per nuovi e vecchi cittadini, raccolgono e organizzano l’attività di un vasto numero di soggetti associativi e gruppi informali, creano momenti di socializzazione e svago, offrono servizi, corsi e laboratori, mettono a disposizione spazi, sale da ballo, sale per conferenze, scuola di musica, ecc.

Sono strutture in movimento continuo, capaci di adattarsi flessibilmente a nuove esigenze, proposte e richieste. La Città di Torino e la Compagnia di San Paolo hanno promosso la costituzione di una rete di collaborazione tra le Case del quartiere, per mettere in comune saperi, esperienze e progetti in un’ottica di crescita, miglioramento della gestione e ampliamento dei servizi; per creare nuove reti, tra soggetti associativi e cittadini, che attraversino la città; per condividere strumenti e sviluppare economie di scala e una sempre maggiore autosostenibilità.

A Torino vi sono 9 case de del quartiere suddivise nelle 8 circoscrizioni tutte collegate in rete.

ISOLA FELICE

L'isola felice è un esperimento di riqualificazione urbana di micro-aree a costo zero o quasi. Parliamo di una riqualificazione che ponga al centro della nostra isola non i manufatti o le infrastrutture, ma le persone, i cittadini.

Esistono già vicoli, strade, palazzi, che hanno una loro funzione, una vocazione che potremmo definire naturale. Prendiamo ad esempio la Rua Catalana, a pochi passi da Piazza Municipio, che è storicamente sede di artigiani del rame. Ancora possiamo citare il celeberrimo San Gregorio Armeno, ma tanti altri luoghi con una loro vocazione esistono o li possiamo immaginare e creare. Possiamo pensare a strade destinate alla musica, così come ad altre attività del corpo o dell'anima.

Attrezziamo questi luoghi, iniziando da piccoli elementi di arredo urbano. Pensiamo a posizionare dei semplici cestini per la spazzatura minuta, trasformiamo le nostre isole in aree a tolleranza zero per chi getta una carta a terra. Riempiamole di luce, di colori, di suoni, affidiamo il rispetto di poche e semplici regole del vivere civile anche e soprattutto ai cittadini. Le scuole possono svolgere questo compito, adottando le isole felici, così come anche le associazioni. Stimoliamo l'utilizzo di fonti di energia alternative, sia per l'utilizzo pubblico, sia per quello privato. Facciamone centri pilota e di eccellenza per un vivere normale.

Se poi esistono dei “contenitori”, una chiesa abbandonata, un edificio pubblico in disuso, una scuola con spazi inutilizzati o sotto-utilizzati, possono poi essere centro vitale e se ne può proporre il recupero alla vita della città, integrando gli spazi chiusi con quelli del vicolo, della strada, della piazza.

QUARTIERE INTELLIGENTE

Il Quartiere Intelligente è un laboratorio sperimentale per l’eco-sostenibilità in cui si propone la realizzazione di modelli di sviluppo urbano fondati sull’interazione tra le ricerche in ambito energetico, le sinergie territoriali, le culture autoctone, gli aspetti comportamentali degli abitanti e la sperimentazione di nuove tecnologie in ambito digitale.

Il progetto rappresenta un primo passo verso l’intera riprogettazione della città campana in ottica Smart (smart city o citta intelligente è basato essenzialmente sull’efficienza, che a sua volta è basata sulla gestione manageriale, sull’integrazione delle TIC(tecnologie dell'informazione e della comunicazione) e sulla partecipazione attiva dei cittadini.

Ciò implica un nuovo tipo di governance con il coinvolgimento autentico del cittadino nella politica pubblica), uno spazio di sperimentazione per verificare le potenzialità e i benefici del modello urbano sostenibile e basato su alcuni principi cardine: riciclo dei rifiuti, efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili e di materiali biocompatibili.

Quartiere Intelligente si presenta quindi come un progetto di riqualificazione urbana nato dal basso, che mira a veicolare le energie creative che animano il rione, instaurando sinergie che premiano lo spirito di comunità, l’interazione spontanea, lo sviluppo di politiche e poetiche virtuose di animazione del tessuto sociale. L’obiettivo è fare dell’innovazione e della sostenibilità gli elementi strategici di sviluppo del territorio.

Altro obiettivo è il potenziamento del patrimonio pubblico e privato attraverso la trasformazione di tre edifici esistenti nel centro storico di Napoli in un sistema urbano in cui la ricerca, la sensibilizzazione e la diffusione di smart practices, si intrecciano a nuove sperimentazioni per la divulgazione dell’arte al di fuori di circuiti specialistici ed elitari determinando lo sviluppo urbano, sociale, economico di un’area destinata al degrado.

Il progetto consentirà di trasformare un’area di forte degrado ambientale e sociale in un polo sperimentale, culturale e informativo in cui affrontare e condividere con i cittadini tutte le fasi del processo conoscitivo sull’ecosostenibilità

ESEMPIO DI QUARTIERE INTELLIGENTE

Il QI ha trovato una sua identità spaziale all’interno di un frammento di città composto da due edifici e un vuoto urbano incolto. Esso si colloca tra la scalinata di Montesanto e quella di vicolo canalone all’olivella che conducono a monte sul Corso Vittorio Emanuele e a valle alla stazione della funicolare di Montesanto, della metropolitana e della cumana.

Attualmente il QI ha riportato in vita un vecchio opificio in parte ristrutturato e una palazzina su tre piani (in fase di recupero) risalenti alla metà dell’800. La scelta di questo sito è stata fatta nell’ottica di ampliare gli spazi e le iniziative del QI attraverso il coinvolgimento delle aree pubbliche e private circostanti.

Questa logica di riqualificazione diffusa all’interno del quartiere, consentirebbe di avere una valida ricaduta sul piano sociale ed economico del quartiere ma anche dell’intera città.

Esempi di alcune attivita' se ne possono creare altre:

Coworking al Q.I.

Lo spazio coworking del Q.I. è un ufficio in condivisione che permette di avere una postazione di lavoro per un tempo variabile. Uno spazio stimolante con un basso costo di gestione e possibilità’ di networking. Un giardino wi-fi nel cuore del centro storico, un area silenziosa e immersa nel verde a due passi da Metropolitana, Funicolare e Cumana.Un luogo ideale per freelance, start- upper e per tutte le persone sensibili al tema dell’ecosostenibilità. La rete del Q.I. permette alle persone di essere connesse tra loro e questo accelera lo sviluppo personale e lavorativo all’interno della rete stessa, creando un networking Qui vengono riportati alcuni esempi:

  • Workshop Urban Fab Lab al Q.I.: workshop di digital design e fabbricazione digitale organizzati da Urban Fab Lab al Quartiere Intelligente.
  • QI EMOZIONI per la XI Giornata del Contemporaneo: Obiettivo è la creazione di una comunità virtuale invitata a raccogliere, condividere e rielaborare l’aspetto più importante dell’arte: le emozioni.
  • Q.I.Hatha Yoga: L’Hatha yoga, o yoga della forza, è lo yoga che più di ogni altro agisce su un piano fisico, apportando effetti benefici alla scioltezza della colonna vertebrale (ottimo per prevenire e curare il mal di schiena, i dolori cervicali e scoliosi) e all’elasticità di muscoli e tendini. Contemporaneamente l’attenzione dedicata alla respirazione diaframmatica contribuisce a donare al corpo un miglior stato generale di salute.

Come si può osservare con l'esempio di questi quattro modelli di sviluppo per il centro storico di Napoli ci sarebbe molto da lavorare e riqualificare larghissimi spazi del centro storico. Sotto tutti gli aspetti sociali, culturali, economici e urbanistici abbiamo un patrimonio che aspetta solo di essere attivato, spetta a noi l'arduo compito di costruire un modello di città con una potenzialità enorme che metta al centro l'uomo e la natura da salvaguardare e metterlo in atto per il centro Storico di Napoli e per l'intera città.

BAGNOLI E AREA OCCIDENTALE

Dal programma del 2011: “Il Movimento tendenzialmente inquadrerebbe la tematica all’interno delle normali voci del Programma Amministrativo della città. Troppo spesso il ricorso allo specifico, così come all’emergenza, porta ad effettuare scelte che deviano da quelle che la logica della buona amministrazione consiglierebbe. I due Progetti di riqualificazione delle ex zone industriali, ad Occidente e ad Oriente della città, sono però di così notevole importanza strategica, che non si può non tracciare, anche se solo come spunto sintetico, delle linee di indirizzo. L’accavallarsi di Piani Urbanistici, varianti, assegnazioni patrimoniali a Società partecipate, nomine di Consiglieri di Amministrazione, finanziamenti, fondi speciali, tutto ciò ha determinato una difficoltà reale, da parte della cittadinanza interessata, a seguire l’evoluzione del progetto attuale, per non parlare degli stati di avanzamento lavori dei singoli lotti in cui sono state suddivise le aree interessate. Il punto principale è quindi cercare di recuperare il monitoraggio della situazione con un controllo costante dell’evoluzione di progetti, appalti e lavori. Da qui poi si parte con il cercare di indirizzare le azioni opportune verso il raggiungimento di obiettivi condivisi dalla maggioranza dei cittadini…”

http://m5snapoli.wikidot.com/progetti-speciali


Nel 1992 chiude a Bagnoli l’ultimo cantiere dell’area industriale, lasciando la parte del quartiere, che dava lavoro a circa 30.000 famiglie tra lavoro diretto e indotto, in uno stato di degradante abbandono. In questi 23 anni, una lunga serie di accertamenti e bonifiche insufficienti, le quali hanno gravato enormemente sulla spesa pubblica, non hanno portato ad alcun risultato concreto. Dunque, dopo 23 anni di amministrazioni fallimentari, tocca a noi cittadini lavorare in prima linea per risollevare questa zona di Napoli finora sfruttata, contaminata ed abbandonata. Così, alla luce di quanto sopra menzionato, noi cittadini del Meetup “Amici di Beppe Grillo di Napoli” abbiamo sviluppato un vero e proprio programma amministrativo volto al ripristino della suddetta area, nonché di tutta la zona ovest (quartieri della zona Flegrea). Tale programma nasce dal lavoro congiunto degli attivisti flegrei, animati dallo spirito e dalla passione trasmessa dal Movimento 5 Stelle, tenendo conto delle indicazioni estratte dai diversi questionari, elaborati dal “Laboratorio Bagnoli”, e sottoposti all’intera cittadinanza durante i gazebo organizzati sul territorio da diversi anni a questa parte. Pertanto, i punti cardine sui quali si intende basare la riqualificazione dell’area sono i seguenti:

  1. Bonifica dell’area contaminata nella sequenza terra - arenili
  2. Rimozione colmata
  3. Bonifica fondali
  4. Bonifica dell’area Cementir
  5. Bonifica dell’area della Città della Scienza
  6. Spiaggia pubblica, ivi compreso lo spostamento di Città della Scienza
  7. Parco pubblico
  8. Adesione al piano cemento zero – nessuna nuova edificazione (se non necessaria)
  9. Autonomia energetica dell’area con micro-centrali ad energie rinnovabili
  10. Autonomia nello smaltimento dell’umido per i quartieri limitrofi per concimare il parco
  11. Integrazione di quanto già realizzato (Pontile nord, Porta del Parco, Parco dello sport, Acquario tematico, Studios)
  12. Integrazione dei manufatti di archeologia industriale nel Progetto
  13. Creazione Distretto Economico volto alle tipicità del territorio (mare, pesca, “diportistica”)
  14. Progetto inserito in uno scenario più ampio che comprenda tutta Napoli ovest
  15. Progetto naturalistico che metta in risalto gli aspetti paesaggistici
  16. Realizzazione di opportunità lavorative stabili e durature
  17. Creazione di posti di lavoro dal terziario avanzato e a basso impatto ambientale
  18. Tempi certi con consegne parziali (lotti) e penali collegate alle consegne
  19. Inserimento nel progetto Bagnoli di tutto quanto indispensabile alla mitigazione e prevenzione del rischio vulcanico per tutto il quartiere, già escluso anche se danneggiato dai precedenti eventi bradisismici
  20. Stesura di un piano d'emergenza della zona rossa dei Campi Flegrei
  21. Risoluzione della questione urbanistica legata all'inquinamento acustico e alla congestione del traffico
  22. Rilancio della zona ovest(Fuorigrotta - Bagnoli) con ripristino di PalArgento, Parco Robinson, Cinodromo, Piscina Scandone, Parco dello Sport, strutture sportive dell'area Ciano.

NAPOLI EST E PORTO

Dal programma del 2011: “Il porto è, da sempre, fonte di scambi commerciali e comunicazione ed ha storicamente favorito lo sviluppo delle civiltà. Un porto è una struttura atta a consentire l'approdo, l'ormeggio e la protezione dalle avverse condizioni del mare ai mezzi marittimi. Ha pure la funzione di consentire e facilitare il carico e lo scarico di merci e l'imbarco e lo sbarco di persone…”

http://m5snapoli.wikidot.com/porto


NAPOLI NORD


Puoi lasciare un commento nel riquadro sottostante titolato Osservazioni.

Salvatore musella, 2015/12/19 10:20

Napoli nord: Da un po' di tempo a questa parte i quartieri della Napoli nord anno subito un degrado ultra stellare strutture comunali abbandonate aree verdi al degrado,la criminalità e l'unica attività che funziona nella Napoli nord mi viene da dire il nostro amato e caro sindaco si sá che non a fatto un tubo però per gigino in.5 anni è esistita solo Napoli centro storico abbandonando tutto il contorno se ne fregato di noi e della gente e in particolare dei ragazzini che crescono. Si potrebbe fare una riqualificazione del territorio cercare di non far chiudere i commercianti che scappano da questa terra di nessuno. Un quartiere che ormai lo sparare è diventato un lavoro per i giovani e tutto questo non va bene spero al più presto una bonifica e un piano straordinario per il territorio

immacolata formisani, 2016/04/11 08:20

Programma Napoli Est (questi i punti individuati-se necessario saranno esplicitati) Bonifiche dei siti inquinati a carico dei responsabili. Delocalizzazione dei depositi. Bonifiche delle aree industriali dismesse. Dismissione della Centrale Della Tirreno Power e bonifiche dei suoli. Stop alla Cementificazione, a Progetti di Speculazione. Censimento delle strutture, terreni, edifici di proprietà del Comune ed Ex Provincia, per riutilizzo. Completamento bonifica spiaggia e apertura del Lido Comunale di San Giovanni – Condivisione del ridisegno della linea di costa. Agevolazioni al recupero degli edifici storici del Miglio d’Oro in coordinamento con i comuni vesuviani • Manutenzione straordinaria rete idrica e fogniaria - Fornitura idrica anche alle zone non servite (verifica qualità dell acqua- pozzi di Lufrano)

Monitoraggio e videosorveglianza delle strade soggette a scarico abusivo e roghi di rifiuti in particolare nella zona di Ponticelli • Monitoraggio e pubblicazione on line, in tempo reale, dei valori degli inquinanti ambientali • Istituzione Osservatorio sul Consumo del territorio e Sorveglianza delle bonifiche dei siti contaminati. Istituzione Laboratorio di Urbanistica partecipata e viabilità.

Pista ciclabile. • Creazioni nuovi sottopassaggi ferroviari per aumentare la fruibilità della costa • Installazione stalli per biciclette negli gli spazi pubblici della Municipalità, in particolar modo nelle adiacenze delle stazioni della vesuviana per consentire l’interscambio modale • Incentivare la creazione sul territorio di un sistema di Bike sharing • Agevolazioni al recupero degli edifici storici del Miglio d’Oro in coordinamento con i comuni vesuviani • Manutenzione straordinaria rete idrica e fogniaria - Fornitura idrica anche alle zone non servite Impianto di Compostaggio e triturazione delle potature di tipo aerobico. Attivazione servizio di segnalazione via web. Potenziamento per orari e numero di corse dei mezzi pubblici. Ripristino dei Tram.

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